Thursday, August 24, 2017
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Mangiare una pollanca (calda, calda) in Sicilia

Il venditore lo avvisti da lontano, caracolla sulla sabbia arroventata con pignata al seguito, definito da se stesso e dalla stampa "il re della pollanca" (u re ra pullanca), ti porge l'infiorescenza avvolta (per

pullanca

La pollanca, per un siciliano doc, è la pannocchia. Di chiamarla granoturco non se ne parla proprio, troppo filosofico, anche se il dizionario come Pollanca, definisce la gallina molto giovane, ovvero la pollastra da ingrasso.

Ho scoperto grazie a wikipedia che trattasi di infiorescenza femminile del mais (quello che abbiamo imparato a conoscere, nelle scatole della Bounduelle e scatafottiamo nell’insalata)  l’infiorescenza maschile del mais invece, è il cosiddetto “pennacchio”.

La pollanca, a dirla tutta, malgrado la si veda con la sua barbetta e l’aria apparentemente inoffensiva sui banchi del mercato, diventa un’infiorescenza assai agognata, soprattutto dopo aver fatto il bagno a Mondello.

Dopo una nuotata tutto è concesso, dalla ciambella fritta al panino e panelle, passando dalla pollanca. 

Il venditore lo avvisti da lontano, caracolla sulla sabbia arroventata con pignata al seguito, definito da se stesso e dalla stampa “il re della pollanca” (u re ra pullanca), ti porge  l’infiorescenza avvolta (per finta) direttamente in un quadratino di carta oleata (tanto sa che la vuoi azzannarre impazzita) e si allontana, declamando serafico “Pullanca, pullanca”.

U re, foto dal web

U re, foto dal web

Poi diciamo che da mangiare l’infiorescenza bollente è una specie di calcio sulle gengive, ha un consistenza fibrosa ed è come mettersi gli stecchini fra i denti e devi darci dentro di filo interdentale per avere sollievo, però lì per lì è un vero piacere, con i chicchi teneri che scrocchiano a ogni morso.

Mio padre mi ha raccontato che nel ’57 c’era questo cantante, Paul Anka (tutt’ora in attività) che aveva una hit, diremmo oggi un tormentone, che sparava da tutti i giradischi oh, please, stand by me, un verso immemorabile della canzone  “Diana”.

Già era difficile ricordare che Diana era scritto così ma dovevi leggerlo Daiana, ma il nome suo, per mandarlo a mente, venne subito accostato alla Pullanca. Ai siciliani piace appropriarsi in codesta maniera della cultura, e buttarla sul mangereccio. Pul Anca dunque, possiamo dire che in città divenne famosissimo grazie alla pullanca di Mondello. Se è di spirito, come credo, Paul Anka ne sarà felice e onorato.

Dal Blogdiviaggi

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