Thursday, August 24, 2017
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La foto di copertina della rivista è uno scatto di Fabio Savagnone tratta dal Calendario Pagani 2017. Punta in alto, in termini di contenuti, pur rimanendo ben salda alle realtà locali  l’esordio della rivista quadrimestrale  La camera dello Scirocco. Periodico di arte, cultura e società, edita dell’Accademia di Belle Arti “Michelangelo”. 
La conferenza di presentazione di questo primo numero si terrà martedì 27 giugno 2017, alle 11.00, presso l’Aula di Storia dell’Arte dell’Accademia, in via Bac Bac 7 – Agrigento. 
 
Sarà presente Teresa Di Fresco, vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, il Direttore dell’Accademia Alfredo Prado e il Direttore Editoriale della testata Giovanni Paterna
 
Seguirà un rinfresco all’ombra della corte interna dell’Accademia, uno spazio profumato, ricco di piante del mediterraneo, intitolato ad Anselmo Prado.
 

Può la poesia salvare il mondo? Il poeta, inteso come autore la cui opera raggiunge facilmente la mente ed il cuore di molti, deve fornire solo personaggi netti e probi e che siano esempio da imitare (eroi) per formare buoni cittadini? Oppure può rappresentare l’intreccio di bene e di male proprio di ciascun individuo, senza rischiare di allentare la tensione a migliorare se stessi ed aprire la strada a qualche forma di decadenza?
Comunque la pensiate, questo è considerato un tema centrale della commedia di Aristofane “Le rane”, rappresentata quest’anno al teatro antico di Siracusa. Come molti altri contenuti della produzione teatrale greca del V secolo, anche questo tema si rivela universale e senza tempo, tanto che noi, a distanza di molti secoli, lo sentiamo attuale. Riguarda la funzione didattica dell’arte, ne riconosce il potere e la necessità di un condizionamento. La libertà artistica di rappresentare qualsiasi cosa è limitata dalla responsabilità dei poeti nella formazione di buoni cittadini. La stessa cosa ci chiediamo oggi riguardo la responsabilità di tutti coloro che per mestiere o per natura hanno il talento o la possibilità di formare o influenzare le opinioni altrui. Ciascuno di noi si prenda la responsabilità di offrire, al prossimo, almeno una goccia di splendore. La Cava Grande del cassibile è la più grandiosa e la più ricca di acque tra le forre dei monti Iblei. Lussereggiante di vegetazione e indubbiamente uno dei paesaggi più belli di Sicilia.

Programma
sabato 1 luglio. Partenza da Palermo con mezzi propri alle ore 7.30 per Siracusa e visita (soprattutto) del settore B del Museo archeologico regionale Paolo Orsi (Costo biglietto: intero € 8,00; ridotto € 4,00. Pranzo libero a Siracusa e passeggiata pomeridiana al Parco marino del Plemmirio. Cena libera a Siracusa In serata tutti insieme a vedere la rappresentazione de Le Rane di Aristofane al teatro greco di Siracusa. La commedia inizia alle 20,30. Trasferimento ad Avola e pernottamento.

domenica 2 luglio Escursione alla Cava Grande del Cassibile da Contrada Carrubella al Sentiero di Mezza Costa, con bagno nelle marmitte “Gurgu”. Partenza per il rientro alle ore 16.30 per Palermo. Arrivo previsto per le 19,00.

Lunghezza del percorso: km7
Dislivello: m250 circa in discesa e salita;
Difficoltà: facile;

Equipaggiamento: scarpe da montagna leggere, scarpette da scoglio e costume da bagno.

Quota Artemisia: €16 (due giornate);
Biglietto ingresso Museo Paolo Orsi €4/8;
Biglietto Teatro INTERO € 36,30 (RIDOTTO GRUPPI € 31,76 a testa se superiamo i 20 partecipanti;
Pernottamento e colazione in doppie ad Avola: €30;

Contributo spese carburante: €40 circa da dividere tra i passeggeri;

La quote non comprendono i pranzi e le cene.

Adesione versando un acconto di €25 in Via serradifalco, 119 a Palermo o per bonifico (chiedere i dati). Si possono ospitare un massimo di 20 partecipanti.
Informazioni: Giuseppe 3403380245, artemisianet@gmail.com

Approfondimenti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Le_rane
http://www.siracusaturismo.net/public/cosa_vedere/Parco_Marino_del_Plemmirio_Siracusa.asp
http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/museopaoloorsi/percorsi/allegati/PaoloOrsiGuida/brochure%20italiano.pdf
http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/museopaoloorsi/ilmuseo.htm

 

Giuseppe Ippolito

Chi ricorda i “cortili” di una volta in cui si apparecchiavano tavolate ricolme di pasta rigorosamente “col” forno, arancine e gazzosa? In tempo di sushi, quei pranzi pantagruelici sono un mezzo ricordo, così come le raccomandazioni delle mamme che cercavano di scongiurare possibili congestioni. Ma è tutta Mondello a vantare una sua tradizione gastronomica autonoma, se non complementare, rispetto alla vicina Palermo: il polpo bollito affettato in strada, la granita alla menta dei baretti, la ciambella fumante dei venditori sulla battigia, gelato, gazzosa e ammazzacaffè. E la “pasta col forno”, ovviamente, la regina della tavola mondelliana: saporosa, impegnativa, preparata all’alba o meglio il giorno prima, avvolta nella stagnola e religiosamente conservata fino all’ora di pranzo.

Palermo 15�62015 ( FOTO PETYX PALERMO) Mondello consegnate cabine

Palermo 1562015 ( FOTO PETYX PALERMO) Mondello consegnate cabine

Per celebrare degnamente il gusto della vacanza e insieme, della borgata, la Italo Belga e Sanlorenzo Mercato hanno pensato ad una serata-evento dedicata a Mondello nelle sue mille sfaccettature, saporite e storiche, come racconterà Gaetano Basile venerdì 23 giugno, a partire dalle 19, appunto a Sanlorenzo Mercato. Si parlerà di cabine, ovviamente, con alcuni tra gli abbonati storici e l’architetto Fulvio Lanzarone che ha proposto l’inserimento della tradizionale “capanna” tra i beni immateriali protetti dall’Unesco; si discuterà di Mondello, della sua storia e del suo futuro prossimo, di mobilità e di sostenibilità. Dei bambini si occuperanno gli animatori di Alegria, che curano il Tempo d’Estate a Mondello. A campeggiare tra le piante odorose del giardino del Mercato anche una vera cabina, allestita apposta per ricreare la postazione tradizionale a due passi dalla battigia, con tutti gli accessori che l’hanno resa celebre nel corso dei decenni. Spazio anche al fotografo Angelo Cirrincione, che in “Capanne” (Sellerio) ha raccontato per immagini il rapporto viscerale tra i palermitani e le casette di legno sulla spiaggia di Mondello.

Ed eccoci al palato: scendono in campo le botteghe di Sanlorenzo Mercato per una vera degustazione a 360 gradi dell’universo gastronomico di Mondello. Un carnet (da 10 euro) suddiviso in coupon staccabili per scegliere il percorso preferito, tra pasta al forno o panino con le panelle, polpo o pannocchia, anguria oppure cocco, e una bibita Polara.

Palermo 15�62015 ( FOTO PETYX PALERMO) Mondello consegnate cabine

Palermo 15�62015 ( FOTO PETYX PALERMO) Mondello consegnate cabine

Palermo 1562015 ( FOTO PETYX PALERMO) Mondello consegnate cabine

Per scoprire insieme che Mondello è la spiaggia dei palermitani e non solo.

“Sono un poeta | un grido unanime | sono un grumo di sogni || Sono un frutto | d’innumerevoli contrasti d’innesti | maturato in una sera”. I versi dell’immenso Giuseppe Ungaretti come ideale passaggio di consegne dal G37 della Poesia all’ottava edizione del Rito della Luce (domenica 25 giugno, dalle 15 al tramonto), l’evento artistico ideato dal mecenate Antonio Presti intorno alla Piramide – 38° parallelo di Motta d’Affermo, opera monumentale di Mauro Staccioli che ridefinisce il panorama tra i Nebrodi e le isole Eolie. Sarà proprio “l’innesto” la parola chiave della manifestazione – sostenuta dall’assessorato regionale ai Beni Culturali e dal Consorzio Valle dell’Halaesa di Tusa – un momento di rigenerazione in cui le arti liberano l’energia universale per favorire un percorso di elevazione spirituale: pittori, poeti, performer, danzatori e attori condivideranno con il pubblico (invitato a indossare abiti bianchi) un rito che sprigiona la propria potenza dal caos, la purezza da una nuova e indispensabile necessità di ascolto. «Un innesto di Bellezza nel corpo di una società malata – spiega Presti, presidente della Fondazione Fiumara d’Arte – le statistiche italiane parlano di una percentuale del 70% di analfabeti funzionali: sono entrati in crisi molti dei percorsi didattici e culturali finora sperimentati, la popolazione si è autoreclusa in un individualismo ottuso, in una mediocrità che non conosce più sogni o utopie. Il Rito della Luce celebra una condizione di passaggio, un percorso verso la conoscenza e la condivisione del sapere: elementi fondamentali in un contesto immobile e antiquato come quello siciliano, troppo spesso sordo nei confronti dell’innovazione e del contemporaneo».

 

Una società selvaggia e schiava dell’apparenza che necessita di una nuova potenza creatrice. L’innesto è salvifica presenza in un corpo malato, trapianto obbligato per rigenerare il futuro: chiave di lettura atipica del fenomeno migratorio verso un’Europa vecchia e stanca, in realtà possibile incontro tra varie identità culturali unite nella lotta contro la massificazione consumistica. «Nonostante il terrore indotto da un sistema deviato che suggerisce la fuga, invito i giovani a non abbandonare la nostra terra di Sicilia e l’Italia intera. Il vero potere è il sapere, la cultura è l’unico mezzo per affermare una nuova via di futuro: spegnere gli strumenti tecnologici per accendere le coscienze, questo il senso dell’innesto, un percorso di conoscenza che solo ai giovani è lecito intraprendere. Se l’albero della vita è oggi malato di ignoranza, l’innesto del sapere è la sola cura per un nuovo umanesimo», conclude Presti.

In questa contemporaneità l’innesto tra società differenti può anche rappresentare quel passaggio ulteriore rispetto al concetto stesso di integrazione, parola vuota in tempo di populismi e crisi sociale, sentimento forse anacronistico che sottende nuovi razzismi. Parte da qui il Rito della Luce, strumento caleidoscopico per riaffermare la sacralità dell’arte come investitura verso una nuova umanità. In un mondo attraversato da tensioni e conflitti, si staglia nell’immaginario anche la stessa ubicazione della Piramide, costruita lungo il celebre parallelo che divide le due Coree: nel tema del bilanciamento degli opposti, una divisione simbolica tra le spericolate aspirazioni guerrafondaie di un giovane dittatore asiatico e la ricerca del trascendente che caratterizza l’oasi spirituale di Motta d’Affermo. La Piramide, dunque, come macchina di luce che in ogni solstizio d’estate consegna alla Sicilia e al mondo il suo potere di conoscenza.

Mezzo secolo dopo la frana di Agrigento, una mostra a cura di Dario Orphée La Mendola ricorda la tragedia. Tre opere site-specific, dai titoli in latino, che possono essere “lette” singolarmente o come scene di un’unica opera teatrale, offrono un’indagine estetica su quanto accaduto nella città dei Templi nel corso del Novecento, dalla devastazione urbana all’eredità contemporanea.

Esse, similmente a persone cui è stata violata la serenità domestica, sono state “accolte”, cioè esposte, presso la Farm di Favara, dimostratasi favorevole al progetto, con un mese di anticipo rispetto alla data dell’anniversario, e inaugurate simbolicamente il 19 luglio.

La mostra, fondamentalmente sperimentale, e che si ispira ai principi della permacultura, è stata intramezzata da differenti iniziative: da esposizioni private a improvvise installazioni urbane temporanee, senza un termine preciso e con una programmazione in costante aggiornamento. Ciò è accaduto soprattutto per avviare un processo di allontanamento dalle regole imposte dal sistema dell’arte contemporanea, oggi purtroppo non in grado di ironizzare su stessa, avendo smarrito il suo sguardo infantile. Il titolo della mostra, invece, trae spunto dal mito di Eros e da una diceria locale, il cui significato viene svelato oralmente nel corso degli appuntamenti.

Le opere esposte alla Farm, riproduzioni degli originali, sono state esposte in appositi allestimenti installativi, che rendono il fruitore parte integrante dell’opera, mettendolo in relazione con l’atmosfera circostante, accompagnate da una prosa di Dario Orphée La Mendola.

Nei dettagli. Salvo Barone, in “Obstupesco”, ha illustrato due donne e un uomo in atteggiamento smarrito, come se fossero stati appena sfollati e desiderassero comprendere il loro destino, involontariamente parte di un ipotetico appartamento franato, che potrebbe essere il loro, abbandonato in fretta per mettersi in sicurezza. Momò Calascibetta, in “Cui prodest?”, ha analizzato l’inettitudine dell’artista contemporaneo al tempo della speculazione edilizia in Italia, il cui sforzo non è mai stato all’altezza di produrre opere che potessero fronteggiare il potere, favorendolo egoisticamente. Alfonso Siracusa, in “Error communis”, con oggetti coerenti storicamente, ha strappato e ha modificato una frase dalla celebre inchiesta Martuscelli, redendola un dialogo tra due protagonisti della frana e della città, sotto l’influsso di simbologie riattualizzate, tratte da un antico disegno alchemico.

farm1

Contributi dell’iniziativa sono le opere multimediali. La grafica della mostra, intitolata “De gustibus non est disputandum’’, realizzata da Giuseppe Miccichè, ha fissato con degli elementi grotteschi, e mediante una soluzione minimalista, un elemento allegorico dell’architettura contemporanea, il quale, pur nella libera interpretazione, sintetizza quanto accaduto in quel triste luglio del 1966. Nell’animazione “Quisque faber fortunae suae”, Elìa Zaffuto, in collaborazione con Giuseppe Miccichè, hanno accentuano la violenza psicologica e visiva di un “oggetto” estraneo all’interno di un armonico centro storico formatosi naturalmente, ispirandosi a concepts di cult e ambienti horror degli anni ’60.

L’organizzazione tecnica è di Salvo Sciortino.

“Un’altra delle nostre escursioni “classiche”… la notturna”. Comincia così il comunicato stampa spedito da Kalura.
“Quest’anno sarà la luce delle stelle, e non il chiarore della luna piena,
a indicarci la via e i vostri passi si incroceranno ai nostri lungo un
percorso costiero all’interno della Riserva Naturale di Vendicari, una delle
zone umide d’Italia di importanza internazionale, che da Calamosca ci
condurrà fino al cuore della Riserva, dove la natura si fonde perfettamente
con i resti antichi lasciati dall’uomo… a due passi da Marzamemi e Capo
passero, estremo lembo sud d’Italia.
L’occhio si abituerà a una luce diversa e il camminatore adatterà il suo
passo riempiendo al contempo l’animo di colori, forme e odori che solo una
notte stellata, in un luogo “magico”, riesce a dare.
Per gli amanti della vita notturna… in cammino…”

Percorso in linea, semplice e adatto a tutti (1 orma), della lunghezza di
circa 10 km su sentieri tracciati con dislivelli irrilevanti.

Si raccomanda il solito equipaggiamento da escursione notturna primaverile,
scarpe da trekking a collo alto, zaino piccolo (max capienza 25 lt), giacca a
vento e berretto per la “muddura”, cenetta a sacco, acqua, torcia elettrica
e… binocolo a infrarossi(!?!)…

Appuntamento per la partenza ore 20.00 presso il parcheggio Piazzale Zama
(accanto Terminal Bus) a Ragusa.
E’ richiesta la prenotazione.
Per eventuali altri luoghi e orari d’incontro vi preghiamo di contattarci
per stabilirli di comune accordo.

Si svolgerà dal 22 al 25 giugno la 4^ edizione di ‘I Love Terrasini’, la manifestazione organizzata dall’associazione culturale omonima con il patrocinio del Comune e della Pro Loco di Terrasini, presentata oggi in conferenza stampa al palazzo Municipale dal sindaco, Giosuè Maniaci, alla presenza dell’assessore al turismo e spettacolo, Vincenzo Cusumano, e del presidente dell’associazione “I love Terrasini” Patrizio Consalvi; presenti nell’aula consiliare anche Ernesto Maria Ponte, Massimo Marino, presidente di Telesud e Lello Sanfilippo, editore di Radio Time, entrambe mediapartner dell’evento. La manifestazione, che ha lo scopo di promuovere le attività commerciali e il territorio, con iniziative che ruotano attorno al mondo della moda, della musica e dello spettacolo, della danza, del cabaret, dell’artigianato e dell’enogastronomia, quest’anno per la prima volta si arricchisce di una parte culturale legata all’informazione, grazie a tre giornate di talk show che si svolgeranno sul palco della centralissima piazza Falcone e Borsellino i cui temi, in ordine cronologico, saranno: “Lo sport anche come fatto di cultura della salute”, condotto dai giornalisti Stefania Renda di Telesud ed Italo Cucci, decano dei giornalisti sportivi Rai, “Terrasini: un territorio crocevia dello sviluppo turistico”, condotto dai giornalisti Jana Cardinale, di Telesud e Pietro Vento, direttore di Demopolis – con un’appendice legata alla sensibilizzazione e prevenzione per contrastare il fenomeno dell’omofobia, alla presenza di Mario Serpa, protagonista del programma tv ‘Uomini e Donne’, e di Rosario Duca presidente regionale di Arcigay. e “Mangiare sano fa bene e previene” condotto dal giornalista e scrittore Ninni Ravazza con la partecipazione dell’enogastronauta Peppe Giuffrè e del giornalista, corrispondente per La Repubblica in medio oriente, Alberto Stabile.

In calendario il meglio del cabaret siciliano con lo showman Sasà Salvaggio e gli attori Ernesto Maria Ponte, e il duo Matrangà&Minafò. Giovedi, prima giornata della manifestazione, si inizierà con la grande musica dei Los. Locos. Venerdì sarà il turno degli Ottoni Animati e sabato infine sarà notte bianca con i DJ di Radio Time e, direttamente da M2O, Fabio De Vivo chiuderà la serata.

Le quattro giornate dell’evento saranno condotte da Vittoria Abbenante, di Rmc101.

Per conoscere un territorio per davvero occorre percorrerlo a piedi, possibilmente dormirci per via, vederlo dispiegarsi lentamente, passo dopo passo. Agli inizi del ‘900 le Madonie si percorrevano spostandosi da paese a paese, non c’erano ancora le strade per l’altopiano e arrivare al mitico, alto e isolato, Piano della Battaglia era già impresa per pochi buoni camminatori. Pochissimi e privilegiati gli escursionisti puri, pochi anche pastori, carbonai e taglialegna che qui salivano per lavorare. Uno dei “camminatori” fu il principe Raniero Alliata di Pietratagliata, il principe mago, che qui si spinse alla ricerca di rari insetti per la sua collezione entomologica. La traversata delle Madonie da paese a paese è anche descritta sommariamente su una guida Touring dei primi del 1900 stampata in occasione della Targa Florio. Noi andremo alla ricerca di fioriture d’altopiano e rari insetti e ci farà piacere anche passare una serata e una notte sotto le stelle.

Programma
Due giorni sulle alte Madonie con un pernottamento in tenda o in rifugio (a scelta soggettiva). Da Palermo a Collesano arriveremo con mezzi propri. Per tornare alle auto da Castelbuono domenica sera avremo un transfert locale privato. Raduno dei partecipanti a Piazzale Lennone ex Giotto alle ore 6,45. Partenza alle 7,00 per Collesano.

24 giugno Si parte a piedi da Collesano (m500) per risalire le Madonie occidentali fino al Vallone Mirabilice (m1636). Quindi si scende di poco a Portella Colla (m1421) per risalire a Piano Battaglia (m1570) dove si potrà scegliere se dormire in rifugio o montare la propria tenda. Cena e pernottamento. Dislivelli: m1300 complessivi in salita m200 complessivi in discesa. Difficoltà: medio-impegnativa (tre omini). Natura del percorso: sentiero e sterrata forestale.

25 giugno Si parte a piedi da Piano Battaglia per salire sull’altopiano carsico del Carbonara (m1887). Si scende quindi per Cozzo Luninario (m1512) e Piano Pomo (m1250) fino a Castelbuono (Hotel Milocco m935). Dislivelli: m400 complessivi in salita m1000 complessivi in discesa. Difficoltà: medio-impegnativa (tre omini). Natura del percorso: sentiero, sentiero in parte sassoso e sterrata forestale.

Da Castelbuono un transfert privato ci riporta a Collesano a riprendere le auto.

Equipaggiamento: Scarponi da montagna, camicia o un pile di scorta per la sera, mantella o giacca a vento (non si sa mai), torcia elettrica o frontale. Abbigliamento per l’escursionismo estivo. Si coniglia di partire con zaino leggero riempito con il minimo indispensabile. Chi intende dormire in tenda deve condividere il peso di quest’ultima con i compagni di cammino e deve anche portare nello zaino un sacco a pelo. In ogni caso lo zaino non dovrebbe superare i 6/7 chili.

La traversata non prevede difficoltà particolari, ma considerando distanze e dislivelli quotidiani è consigiata a chi ha un certo allenamento.

Prenotazione necessaria scrivendo una email alla guida a artemisianet@gmail.com oppure messaggio al numero 3403380245.

Quota di partecipazione €55. Comprensive di quota Artemisia, cena e colazione a Piano Battaglia, tranfert da Castelbuono a Collesano.
Spese opzionali sono il pernottamento in rifugio e i pranzi al sacco.

Giuseppe Ippolito

Interminabili partite a burraco, dormire sotto il sole, discussioni politiche e confidenze romantiche: tutto si svolge attorno ad una cabina. Per alcuni è un surrogato della villa al mare, per altri lo spazio vivibile per un momento di relax. C’è anche chi la “arreda”, la rende “casa”, almeno per tre mesi l’anno. Amata o vituperata, desiderata oppure osteggiata, la “cabina” di Mondello fa comunque parte della storia della borgata e di chi la frequenta in estate, tanto che esiste anche chi a gran voce chiede che venga inserita nel patrimonio immateriale dell’Unesco, e chi, come il giovane regista Giovanni Totaro, l’ha fatta diventare protagonista di un film che è in fase di montaggio. Insomma per la “cabina” o “capanna” – il termine cambia a seconda dell’età di chi la abita – la stagione inizia domani (16 giugno) e continuerà fino al 15 settembre. Le stesse date anche per Costa Picca, quinta ed ultima spiaggia ad aprire i battenti, family friendly, visto che è fornita di spazi attrezzati per le mamme con bambini. Si tratta di una spiaggia low cost, con una grande tenda per riparare dal sole; ingresso: 4 euro (i bambini fino a dieci anni non pagano). Si ha diritto a portare con sé un ombrellone ogni due persone e una spiaggina ciascuno.

Palermo 1462017 FOTO PETYX PALERMO) Mondello cabine arredate dai primi bagnanti

Palermo 1462017 FOTO PETYX PALERMO) Mondello cabine arredate dai primi bagnanti

Le cabine, si diceva: chi le ama e chi le detesta. Nel corso degli anni sono molto diminuite come numero, ma sono in tanti a chiederne la disponibilità. Ma perché allora non tentare l’esperienza? Per il primo anno e rispondendo alle numerose richieste giunte, la Mondello Italo Belga ha deciso di mettere a disposizione un piccolo numero di capanne anche per l’affitto settimanale. Si potrà provare la cabina/experience, godere della vita da spiaggia anche per un periodo limitato o una breve vacanza, con tutti i confort di un comodo punto d’appoggio. Le cabine verranno consegnate con un arredo dedicato (comprese due sdraio) e dovranno essere restituite in perfette condizioni. Disponibili capanne spalmate sulle diverse zone, a seconda del periodo scelto. Per ogni informazione e per conoscere i costi: www.mondellomare.it
Palermo 1462017 FOTO PETYX PALERMO) Mondello cabine arredate dai primi bagnanti

Palermo 1462017 FOTO PETYX PALERMO) Mondello cabine arredate dai primi bagnanti

Ma Mondello non è soltanto mare, sole, spiaggia, super Santos e pattino: è anche “pasta col forno”, “pollanca” e granita, l’irrinunciabile ciambella o il cocco gridato ai quattro venti dal venditore pittoresco: per un’immersione a 360 gradi nella Mondello/Experience, la Italo Belga e San Lorenzo Mercato stanno preparando per venerdì 23 giugno, una festa gastronomica tra ricordi, storie, sapori e una spolverata di benedetta palermitanità.

Un nuovo progetto per il Castello di Carini: un antico maniero che si apre all’arte contemporanea, a spazi reinventati, ad una nuova narrazione internazionale. Oggi (15 giugno) alla GAM (Galleria d’arte Moderna) di Palermo è stato presentato “MOON”, nuovo progetto che all’interno della fortezza medievale, grazie ad un recente rinnovamento di sei locali che si trovano a pianoterra, proporrà una nuova piattaforma culturale, strettamente legata al territorio ma, nello stesso tempo, aperta ad una dimensione culturale internazionale.
Ne hanno parlato il sindaco di Carini, Giovì Monteleone, l’assessore comunale alla Cultura Salvatore Badalamenti, Giuseppe Buzzotta, ideatore e direttore artistico del progetto “Moon” e i due membri del comitato direttivo, Daniela Bigi, direttore di Arte e Critica, e l’artista Gabriella Ciancimino.
MOON è un centro d’arte internazionale indipendente, ideato da Giuseppe Buzzotta: ovvero luogo di creazione, sede espositiva, spazio aperto, luogo per residenze, workshop e incontri. Nasce come risposta progettuale all’esigenza del Comune di definire un programma di ricerca dentro il contemporaneo capace di tradursi anche in progetto politico, in termini di possibile incidenza nella vita di una comunità attraverso l’arte.
“MOON – spiega Giuseppe Buzzotta, giovane artista palermitano impegnato da tempo nella costruzione di una rete di relazioni europee per artisti – nasce da un’idea sviluppata in un anno, dopo un decennio passato a Carini, alla scoperta del territorio e delle sue potenzialità, ma anche delle criticità e delle aspirazioni”.
“Questo è il nuovo corso di Carini – interviene il sindaco della cittadina, Giovì Monteleone – che sta cercando il suo rilancio sul territorio attraverso la cultura”. Forte di oltre 40 mila visitatori ogni anno, “Il Castello di Carini è il punto nevralgico di questo progetto di apertura al territorio e attenzione per i giovani artisti”, spiega l’assessore Salvatore Badalamenti.
MOON agirà come un vero e proprio centro per l’arte contemporanea, cominciando con l’indagare nuove pratiche per rapportarsi all’arte e alla storia e per riposizionarle al centro di un programma di sviluppo di una comunità, come ama sottolineare l’assessore Salvatore Badalamenti, che ha fortemente voluto la nascita di un progetto di respiro internazionale.
Previsto già un cartellone di mostre, seminari e workshop, costruiti dal comitato direttivo formato da Giuseppe Buzzotta. Daniela Bigi e Gabriella Ciancimino; a loro si unisce il board curatoriale composto dallo storico dell’arte e curatrice Valentina Bruschi e dalla ricercatrice e curatrice Maria Rosa Sossai.
Il castello La Grua Talamanca aprirà ufficialmente le porte all’arte contemporanea il 15 luglio, dando avvio ad una programmazione che intende aprirsi su più livelli:
1. sono previste residenze d’artista con possibilità di produzione. Gli artisti ospiti potranno scegliere o di lavorare all’interno del display mostra, scegliendo di costruire percorsi espositivi in alcuni dei tanti spazi che il Castello offre ai vari piani, oppure di progettare interventi aperti alla cittadinanza, ovvero fondati su ampie modalità di relazione e di condivisione con la comunità cittadina;
2. dimensione espositiva come territorio di ricerca per gli artisti emergenti.
3. omaggi ad artisti storici noti e meno noti;
4. mostre collettive che permettano di indagare questioni condivise da artisti nazionali e internazionali legati da un’appartenenza generazionale;
5. workshop tenuti da artisti, rivolti soprattutto ai giovani;
6. programmi di performance, live set, videoscreening;
7. lectures.
La programmazione inaugurale si articola in tre tipologie di intervento: una mostra/focus dedicata al lavoro dell’artista greca Mary Zigouri, attualmente presente a Documenta14 a Kassel e Atene, conosciuta per le sue performance di grande impatto, che spesso coinvolgono anche il pubblico presente; una residenza con mostra dell’artista romano Gianni Politi, che lavorerà nel piano nobile del Castello; una doppia personale che vedrà confrontarsi gli emergenti Campostabile e Stefania Zocco.
Nei mesi a seguire, a Carini arriveranno anche gli artisti internazionali Ute Mueller e Christoph Meier. Le mostre apriranno i battenti in contemporanea e occuperanno l’estate. Il castello di Carini – che ogni anno tocca i 40 mila visitatori – è aperto ogni giorno, compresi i festivi dalle 10 alle 14 e dalle 16 alle 20. Il biglietto di ingresso (che comprenderà sia la visita del castello che le mostre) varia tra 1,50 euro a 3,50 euro a persona. Ogni sabato sera, ingresso libero ed orario continuato. “Vogliamo che il Castello divenga uno spazio fruibile anche con idee innovative che possano nascere in corsa – dice Daniela Bigi – deve essere aperto ai giovani artisti, una casa da abitare, dove lavorare e produrre”.
Il format cambierà di volta in volta, si procederà quindi, con la libertà, la varietà, le asimmetrie e lo spirito di ricerca del centro indipendente, ma in una cornice, quella del Castello di Carini, che ha tutta la profondità storica e la qualità architettonica di un’istituzione di grande statura, che intende dialogare con le strutture e la comunità artistica internazionale.
L’intento è duplice: da una parte prendere parte al dibattito più attuale interno all’arte contemporanea attraverso la presenza di artisti, critici, curatori e figure di primo piano della scena nazionale e internazionale, dall’altra assumere un ruolo attivo nel programma di crescita culturale del territorio di Carini. Saranno coinvolte le imprese e gli artigiani dell’area, si immaginano collaborazioni, investimenti e nuove forme di sviluppo; è centrale l’idea di un dialogo stretto con le associazioni che lì agiscono da anni, ascoltandone le proposte per immetterle in una prospettiva più ampia di reti internazionali. Nella stessa direzione è in programma la costruzione di percorsi specifici rivolti ai giovani, per sostenerli nel prendere consapevolezza delle loro potenzialità singole e di comunità.
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Le residenze d’artista, le mostre, i workshop, le attività performative saranno alcuni dei momenti da sviluppare con la cittadinanza e la scena giovanile, su cui si focalizzeranno i lavori di MOON.
Forte presenza avrà la didattica, nella collaborazione con istituzioni e accademie siciliane e non solo, accogliendo idee e partecipando a progetti indipendenti della scena artistica contemporanea internazionale. Il fine è quello di contribuire attivamente alla definizione di una nuova visione dell’educazione dopo anni in cui questo aspetto centrale della vita dei singoli e delle società ha subito nel nostro paese forti rallentamenti e gravi disaffezioni.
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In questo senso MOON condivide con l’Amministrazione l’immagine di una società in cui ogni singolo sappia essere parte critica e riconoscere l’autenticità nelle espressioni artistiche, disponendosi come risorsa al servizio di una comunità che torna a crescere in rapporto alle esperienze dei suoi componenti.
La città di Carini, con la sua storia millenaria, segnata dall’arte, dalle leggende, da risorse naturalistiche e architettoniche, diviene dunque un luogo ideale per alimentare questo dialogo trasversale, etico e politico, a partire dal fare arte e dal progettare insieme intorno all’arte. Il lavoro che si svolgerà a Carini sarà inserito nel più ampio cantiere progettuale che Palermo rappresenterà tra quest’anno e il prossimo. La sede di Moon a Palermo, che garantirà questo legame con la città, le sue istituzioni, i suoi artisti, sarà presso A&D, giovane struttura che si occupa di interior design e che ha da tempo aperto le sue porte alle residenze d’artista.