Thursday, August 24, 2017
Home / #cosedafare  / Favignana: ritrovati i resti di un motore stellare della Seconda guerra mondiale

Favignana: ritrovati i resti di un motore stellare della Seconda guerra mondiale

Resti di aerei che montavano motori stellari, quindi per un banale "calcolo di probabilità" potrebbe trattarsi dei resti di un velivolo non italiano.

motore stellare

Nel corso di una perlustrazione effettuata da Giuseppe Pisciotta, titolare del centro immersioni “Atmosphereblu” di Levanzo, all’interno di Cala Tramontana, è stato individuato un motore completo di aereo risalente alla 2^ guerra mondiale e munito di elica, poggiato su un fondo sabbioso a circa 36 metri di profondità e a una distanza dalla costa di circa 600-700 metri, dove si trova la batteria antiaerea di Capo Grosso.

Dopo il ritrovamento Pisciotta ha immediatamente informato la Soprintendenza del Mare (dott.ssa Fresina e dott. La Rocca), che ne ha analizzato la provenienza, il Sindaco di Favignana e l’Area marina protetta.

“L’elica segnalata da Giuseppe Pisciotta – dice il professor Sebastiano Tusa, Sovrintendente del Mare della Regione Siciliana– è tripala ed è conficcata nel fondale sabbioso attraverso l’asse. La base larga, nonostante la fitta vegetazione e le concrezioni, sembrerebbe riconducibile a un motore stellare. Sulla base delle ricerche fatte da Claudio Di Franco della Soprintendenza del Mare si evince che a sud di Levanzo e a Favignana, giacciono i relitti rispettivamente di un caccia monomotore Grumman F4F “Wildcat” di costruzione statunitense (utilizzato durante la II^ Guerra Mondiale dagli Inglesi nel Mediterraneo) e di un bombardiere bimotore inglese “Wellington”.

Entrambi montavano motori stellari, quindi per un banale “calcolo di probabilità” potrebbe trattarsi dei resti di un velivolo non italiano. Comunque, in assenza di misure e di un sopralluogo, nulla di più è possibile dire con precisione”.

“Ringraziamo Pisciotta per il prezioso rinvenimento – dichiara il Sindaco del Comune di Favignana e Presidente dell’AMP, Giuseppe Pagoto – e la Soprintendenza del Mare per il continuo lavoro di cura e valorizzazione dei beni archeologici sommersi delle Egadi. Questo arcipelago, e la sua grande area marina protetta, hanno fondali straordinari, che hanno ancora moltissimo da raccontare, veri tesori sommersi da disvelare al turismo subacqueo”.

Comments

comments

Review overview
NO COMMENTS

Sorry, the comment form is closed at this time.