Saturday, June 24, 2017
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Di fantasmi e presenze spiritiche non se ne parla solo nella notti buie e tempestose, ma si tratta di leggende che aleggiano e ci mettono in comunicazione con quel “mondo di sotto” di cui parla l’etnoantropologo Pitré, quell’universo sconosciuto dove continuerebbero a vivere le entità trapassate. Sono tanti i luoghi che sarebbero “infestati” dai fantasmi in città.

Per curiosi, ecco un misterioso itinerario che sorprenderà quanti si lasceranno condurre tra vicoli tortuosi, palazzi sconosciuti e personaggi evocativi. Per conoscere gli spiriti che vagano per il nostro capoluogo, quel che resta di racconti e visioni, metafore di tutto quell’universo sconosciuto che ci è precluso.

Dopo il Ghost Tour il centro storico non vi sembrerà più lo stesso…

Alternative Tours Palermo vi invita, dunque, al primo GHOST TOUR di Palermo sabato 4 febbraio alle ore 10:00.
Il punto d’incontro è la Chiesa di San Giorgio dei Genovesi (Piazza S. Giorgio dei Genovesi)

Per partecipare scrivete all’indirizzo mail alternativetourspalermo@gmail.com per prenotarti e avere ulteriori informazioni!!!

Costo 12€ a persona (7 euro per i bimbi di età inferiore ai 12 anni)

C’è un secondo manifesto del Carnevale di Sciacca, edizione 2017. Ritrae Roberta Mandalà, social testimonial dell’evento. Il manifesto è affisso anche sulle navi della compagnia di navigazione Tirrenia, che coprono la tratta Napoli-Palermo. Una promozione gratuita del Carnevale di Sciacca, informa l’organizzazione, di uno sponsor tecnico che questa mattina ha pure ospitato i coreografi della prossima edizione della festa che hanno posato in maschera all’interno delle navi.

L’Amministrazione comunale ringrazia Roberta Mandalà per l’attività di promozione gratuita del Carnevale di Sciacca.

A parlare per primo del carnevale saccense fu nel 1889, Giuseppe Pitrè che ne fece cenno nella sua opera Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane.

Ma le origini del carnevale di Sciacca, città della provincia di Agrigento, risalgono ad un periodo molto più antico, forse all’epoca romana, quando venivano festeggiati i saturnali ed il loro re veniva sacrificato; o meglio, con più probabilità, al 1616 quando il viceré Ossuna stabilì che l’ultimo giorno di festa tutti si dovevano vestire in maschera. Da annotare una rivalità che c’è con il carnevale di Acireale.

Le prime manifestazioni sono ricordate come una festa popolare, in cui venivano consumate salsicce, cannoli e molto vino; ed il popolo si riversava per le strade, travestito in vari modi. Successivamente furono fatti sfilare i primi carri addobbati alla meglio, che portavano i mascherati sulle sedie in giro per le viuzze della città.

Negli anni venti compare una grande piattaforma addobbata, trascinata da buoi o cavalli, che portava comitive in maschera. Essi recitavano in dialetto locale, seguite da piccole orchestrine improvvisate. Lo stufato, le salsicce ed il vino distribuito rappresentavano già un momento d’incontro e scambio fra compaesani.

Nel dopoguerra i carri vennero intitolati, ed iniziavano a fare chiaro riferimento alle novità del progresso. Stelle filanti e coriandoli incominciavano ad essere lanciati dai carri in movimento, creando un clima di festa, che invogliava i partecipanti a divenire i veri protagonisti di una gioia collettiva. Dopo pochi anni ancora, la folla in delirio faceva sorgere le prime Compagnie di rivista, venendo anche allestiti carri allegorici sempre più sofisticati che facevano riferimento a temi e personaggi locali in chiave satirica.

Con la sperimentazione dell’amplificazione sonora, il carnevale di Sciacca si evolveva ancora di più e venivano allestiti carri con figure sempre più grandi e i cui movimenti divenivano sempre più sofisticati. La satira politica locale lasciava più spazio a personaggi noti ad un più vasto pubblico, oppure rappresentava temi di attualità che riguardavano interessi nazionali.

(da Wikipedia)

Kalura continua a condurci sui Monti Iblei con un’affascinante escursione che vi porterà a visitare Castelluccio di Noto, un sito archeologico della prima età del bronzo
siciliana localizzato tra i comuni di Noto e Palazzolo Acreide e che ha dato il nome all’omonima cultura di Castelluccio. Arriveremo alla necropoli, formata da oltre 200 tombe a grotticella artificiale tra cui la monumentale Tomba del Principe con il suo prospetto costituito da quattro finti pilastri, percorrendo la vicina Cava della Signora che, con le sue ripide pareti, separa le morbide pendenze dei confini dell’altopiano dal colle di Castelluccio da cui si domina la valle del fiume Tellaro.
Proprio lì, lo stupore di chiunque non abbia mai visto una necropoli preistorica indigena inizia a solleticare l’animo di curiosità …

Escursione ad anello di circa 8 km, adatta a tutti (1 orma), su sterrato, sentiero e fuori sentiero in minima parte asfalto secondario. Presenza di un guado semplice. Dislivello max in salita 100 m

Si consiglia sempre il classico equipaggiamento da escursione giornaliera invernale e cioè: Scarponi da trekking a collo alto, zaino piccolo da escursione giornaliera (capacità max consigliata 25 lt), mantellina o giacca per la pioggia, felpa o pile, berretto di lana, calze di ricambio, una tovaglietta per asciugarsi, acqua e pranzo a sacco…

Appuntamento per la partenza alle 8,00 in P.zza Libertà a Ragusa.
Richiesta la prenotazione. Per eventuali altri luoghi e orari d’incontro vi preghiamo di contattarci per stabilirli di comune accordo.

Info e prenotazioni:
segreteria Kalura 327.0069217 – mailto:info@kalura.org

N.B.: Vi preghiamo di avvisare in tempo, se dopo aver prenotato, non si avesse la possibilità di venire all’escursione. Così facendo qualcun’altro potrà partecipare al vostro posto. Grazie

L’Istituto Alberghiero di Erice, vista l’altissima percentuale di adesione registratasi finora, non può più accogliere richieste di partecipazione all’iniziativa del 7 febbraio che vedrà protagonista il professor Franco Berrino, medico, patologo, epidemiologo, presidente dell’associazione “La Grande Via”, già direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Il limite delle stesse è dettato dalla capienza dell’aula in cui si svolgerà l’evento.

Chi si è registrato – agli indirizzi mail forniti nelle scorse settimane – dovrà accreditarsi all’ingresso e firmare. La giornata di studi organizzata dall’Istituto diretto dalla professoressa Pina Mandina prenderà il via alle ore 9. Alle ore 9,30 seguirà l’introduzione al tema “Il cibo dell’uomo. La via della salute tra conoscenza scientifica e antiche saggezze” e si discuterà di “L’ordine dell’universo. Il cibo dell’uomo. Le strade della prevenzione. Il cibo dell’uomo: spunti per consumare una varietà di cereali e legumi nella settimana”. Alle ore 11 prenderà il via il corso\dimostrazione pratica di cucina di diversi metodi di preparazione di cottura degli alimenti cui seguirà la pausa pranzo alle 13.30. Alle ore 15 è programmata la ripresa dei lavori su “Il mercato immenso della tristezza. Il cambiamento. Le cause delle cause”, con conseguente dibattito. La chiusura dei lavori è prevista per le ore 18.

In occasione della ricorrenza della “Giornata della Memoria” la Presidenza del Consiglio Comunale di Palermo, in collaborazione con l’ANVCG (Associazione Nazionale Civili di Guerra), l’Associazione Duende, l’associazione MusicaMente e l’associazione Ro’n Ro Cult, organizza a Palazzo delle Aquile due giorni di iniziative, il 27 e il 28 gennaio, per non dimenticare il dramma dell’Olocausto.

“La memoria va rinnovata perché faccia da monito sugli errori fatti – dichiara il presidente del Consiglio Totò Orlando – ed impedire così che l’uomo possa commetterli ancora. Quello che è accaduto durante la seconda guerra mondiale è agghiacciante e purtroppo non abbiamo imparato dalla storia. Ancora oggi sono diversi gli olocausti che si verificano nel mondo. Ecco perché riteniamo indispensabile fare coscienza critica”.

Il programma per venerdì 27 gennaio prevede: dalle 10 alle 23 le visite al rifugio antiaereo della Seconda guerra mondiale; alle 10.00 il Coro dei bambini delle scuole Rita Atria – Perez – Calcutta, esecuzione della ninna nanna Wielaga; alle 11 l’inaugurazione di “Immagini dai lager per non dimenticare” percorso fotografico di Leone Zingales. La mostra durerà fino al 31 gennaio; alle 17.30 il Presidente dell’associazione culturale MusicaMente, Cinzia Guarino, coordinerà l’attrice palermitana Silvia Di Giovanna nella lettura di alcune lettere dei Sonderkommandos di Auschwitz (lettere scritte dai prigionieri addetti alle camere a gas e ai forni crematori ritrovate tra le ceneri delle vittime di Auschwitz). La lettura verrà accompagnata dal violoncello di Andrea Rigano; alle 19 il Concerto Alejandra Bertolino Garcia & ZAJAL ENSEMBLE da canti Sefarditi sino a canti della Shoah – Testi e coordinamento di Salvo Tessitore.

Per sabato 28 le iniziative previste sono: dalle 10 alle 20 le visite al rifugio antiaereo della Seconda guerra mondiale; alle 17 il Convegno ANVCG (Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra) con testimonianze del Presidente Provinciale Prof. Giuseppe Guarino e dei membri dell’associazione rimasti vittime delle atrocità della guerra. Durante questo evento ci sarà un incontro intergenerazionale per la condivisione di esperienze e la divulgazione della pace. Pertanto i partecipanti sono invitati a portare con sé i familiari più anziani che hanno vissuto il periodo bellico e che desiderano raccontare la propria storia; alle 18 la Testimonianza del musicista palermitano Aldo Mausner, sopravvissuto alla deportazione e alla Shoah.

Un viaggio musicale nella Francia degli anni Trenta e Cinquanta attraverso le canzoni più famose di Edith Piaf, l’”uccellino” francese, la bellissima interprete dalla vita tormentata. Lo propone Palazzo Bonocore, a Palermo, inserito nel percorso della mostra in corso, “Divino Amore”, a cura di Alba Romano Pace. La regia di I primi 100 anni di Edith Piaf è firmata da Pino Di Buduo, il regista del Teatro Potlach – che ha realizzato gli spettacoli durante il periodo natalizio su piazza Pretoria, illuminando in maniera spettacolare la chiesa di Santa Caterina -, l’interprete è una delle attrici-icona del Potlach, Nathalie Mentha. Il recital è in programma venerdì e sabato (27 e 28 gennaio) alle 18,30. Il biglietto di 10 euro comprende anche la visita alla mostra, dalle 18.

Storie di vite nate nell’ambiente della malavita francese, storie di donne innamorate, passioni, sogni, ricordi. Ecco il racconto di un’epoca, il 1939, un momento storico di grande fermento in tutta l’Europa. Siamo nell’epoca delle poesie di Jacques Prévert, delle fotografie di Cartier-Bresson, dei racconti teatrali di Jean Cocteau, dell’arrivo della Seconda Guerra Mondiale che decima tante famiglie, delle musiche dei film di Charlie Chaplin, delle immagini e dei personaggi del film “Roma Città Aperta” di De Sica, della Resistenza francese, della lotta per la vita, per l’amore. Il tema dello spettacolo, l’anima che lega le storie, e forse ancora di più l’anima di Edith Piaf sembra essere: “non smettere mai di credere nell’amore qualsiasi cosa succeda”.

 

Lo spettacolo è stato presentato con grande successo in Messico, India, Brasile, Giappone, Stati Uniti, Danimarca, Italia, Iran, India.

 

Consigliata la prenotazione: tel. 091 6870520 – email: palazzobonocore@gmail.com

 

In occasione della Giornata della Memoria, il Comune di Catania Assessorato alla Cultura in collaborazione con l’Associazione Etna ‘ngeniousa propone un’apertura straordinaria della Cripta di Sant’Euplio, dedicata alla riflessione ed al ricordo dei martiri di ogni tempo.

“La piccola cripta romana, costituita da un unico ambiente bipartito, stretto e senza luci il cui unico accesso è costituito da una scaletta, venne decorato da affreschi: un tempo secondo il D’Arcangelo vi si vedeva l’immagine di Euplio e dell’allora vescovo Serapione. Conserva, questa cripta, l’originale altare paleocristiano costituito da un capitello romano su cui poggia la mensola del messale.
Sulle pareti si affacciano piccole nicchie, forse un tempo ospitanti vasi canopi, come l’analogo colombario romano sito sotto la chiesa di Santa Maria della Mecca (odierna cappella dell’Ospedale G. Garibaldi). Nel 1663 si ampliò l’accesso alla cripta dalla chiesa superiore eliminandone la botola che ne ostruiva il passaggio; in questi lavori si rinvenne l’antica scala d’accesso di età romana, risparmiata e mantenuta. Fu il bombardamento del ’43 a danneggiarla…”
Da Urbanfile

Le visite drammatizzate si svolgeranno dalle 10.00 alle 13.00, con partenze ogni ora e saranno accompagnate dagli interventi poetici a cura di Letizia Tatiana Di Mauro.

Partenze alle ore 10.00 11.00 12.00 per gruppi max 30 persone Info e prenotazioni
– 3381441760
– asso.etnangeniousa@gmail.com

Ingresso libero

Due giorni per goderci al pieno il parco naturale più grande della Sicilia e lo faremo nell’area del comune più alto della Sicilia, FLORESTA. Il nostro desiderio sarà trovare questi luoghi innevati per poter osservare questi ambienti, ricchi di vita, sotto la coltre nevosa. La nostra piccola avventura avrà come sfondo uno scenario montano che percorreremo attraverso una serie di crinali, intercalati da boschi, laghetti e ruscelli che incroceremo lungo il cammino mentre il nostro sguardo sarà continuamente distratto dagli spettacolari panorami che si aprono lungo la strada. Il primo giorno ci aspetta una ciaspolata non particolarmente difficile, che ha luogo in un posto veramente speciale, LA SERRA BARATTA, una montagna dalle molteplici caratteristiche, essendo il monte che sovrasta il borgo di Floresta, cresciuto alle sue pendici, ma è anche il primo dei monti che da inizio al Parco dei Nebrodi, è anche, la montagna da cui ha origine il fiume ALCANTARA, un luogo particolarmente panoramico con le sue vedute sull’Etna e le isole Eolie. La sera ci aspetterà un pernotto in un agriturismo situato al centro di un bosco dove regna sovrana una pace rigenerante, saremo accolti in un clima cordiale e familiare. Dopo la cena per smaltire un po’ ci aspetta una passeggiata al chiarore di luna tra i boschi che circondano l’agriturismo, per avere la possibilità di ascoltare i richiami dei rapaci notturni o stimolarli con la tecnica del PLAYBACK. La seconda giornata di ciaspolata, sarà lungo i sentieri innevati delle contrade PIANO DELLA SERRA E DONNAVIDA, tra pinete e castagneti ci diletteremo a riconoscere le tracce che i diversi abitanti di questi boschi lasciano lungo i loro percorsi, come la volpe , la martora , l’istrice e tanti altri. Tra le mete che raggiungeremo ci sarà PUNTA RANDAZZO VECCHIA, il MONTE PURRITTO, la COSTA DELL’ACERO con il suo bellissimo laghetto ghiacciato.

INFORMAZIONI
ORARI/LUOGO: Ritrovo Sabato 04 febbraio alle ore 09.30 a FLORESTA, davanti all’unico rifornimento del paese. Fine escursione DOMENICA 05, ore 17.00 a FLORESTA, utilizzo mezzo proprio.
DIFFICOLTA’: facile/medio, entrambi i percorsi hanno una lunghezza di circa 10 km, con dislivelli non superiori ai 300m.
ATTREZZATURA: abbigliamento da trekking di tipo invernale, scarponcini, zaino, binocolo, borraccia e ghette.
QUOTE: Euro25 per i soci ordinari, 30 euro per i simpatizzanti, sostenitori, comprensivi spese organizzazione, guida, affitto delle ciaspole e bastoni.
QUOTA PERNOTTO: Euro 50, da corrispondere a strutture esterne all’associazione per pernottamento in agriturismo, cena del sabato, colazione della domenica, Il pranzo a sacco non è compreso
NOTE: Per chi è interessato a partecipare ad un solo giorno è possibile al prezzo di 20 euro (15 per i soci) (il pranzo a sacco non è compreso).
PRENOTAZIONE: la prenotazione va fatta esclusivamente per via mail, entro 6 giorni dall’evento, max 20 partecipanti info@passopassotrekking.it. Per informazioni potete contattare i numeri di telefono sotto indicati.
GUIDE AIGAE E CONTATTI: Antonio 3470346742, Saro 3471754126
www.passopassotrekking.it
info@passopassotrekking.it
http://www.facebook.com/pages/Passo-Passo-Trekking/826127730793199

(da Passo Passo trekking)

Le ‘colme’ sono due punti quotati, Colma di Mezzo (m1000) e Prima Colma (m1008), di un vasto altopiano panoramico contiguo alla cresta occidentale del Monte Sparagio (m1110). L’altopiano si sviluppa tra le quote m600 e m1000 e si apre su uno dei paesaggi costieri più belli di Sicilia, tra il Monte Erice, l’inconfondibile sagoma del Monte Cofano e i versanti occidentali dei Monti dello Zingaro. La passeggiata è semplice, per tutti, l’abbiamo dedicata alla banda di briganti di Castellammare che tra il 1862 e il 1870 si diede alla macchia intorno al Monte Sparagio, al loro capo Pasquale Turriciano e al loro poeta Camillo Cajozzo. il paesaggio è tipicamente carsico, con doline, qualche grotta e piccole forme di corrosione superficiali. Le rocce calcaree hanno età cretaceo-eocenica (90-40 milioni di anni fa) e l’ambiente di deposizione fu un margine di una piattaforma carbonatica. Il paese più vicino è Custonaci, molto conosciuto per le cave di materiale lapideo di pregio. Sui fianchi dell’ altopiano si aprono alcune cave attive che estraggono lastre calcaree facilmente lucidabili, soprattutto il “Perlato di Sicilia”. Per quanto riguarda la vegetazione, oltre agli aspetti dominanti di gariga e steppa arida c’è una rada boscaglia di leccio e pinete che inverdiscono il Pizzo e la Contrada Giacolamaro. Al termine della passeggiata si va a Custonaci a ad osservare da vicino la Fossa della Bufara, il grande pozzo di crollo carsico nei pressi di Custonaci.

Programma del 29 gennaio
Partenza alle ore 8,30 con automezzi propri, da Piazza John Lennon (ex Giotto) a Palermo per Castellammare del Golfo e Custonaci. Proseguimento in auto fino al Piano delle Ferle, a quota m 650. A piedi per contrada Giacolamaro, per raggiungere la Prima Colma e la Colma di Mezzo. Pranzo al sacco proprio e ritorno alle auto per il versante settentrionale. Trasferimento a Custonaci e passeggiata alla Fossa della Bufara. Rientro a Palermo previsto per le 19.00.

Scheda Tecnica
Dislivello: m300;
Lunghezza del percorso: circa km7.
Tempo di cammino: 2 ore.
Natura del percorso: sterrata, sentiero.
Difficoltà: facile, un omino

Equipaggiamento: Scarponi, abbigliamento per l’escursionismo invernale.

Quota di partecipazione €8;
Contributo carburante per chi usufruisce di passaggio auto €6, da versare al conducente.

(Da Artemisia.net)

I rilievi occidentali delle Madonie, visti dai paesi di Scillato e Polizzi, hanno versanti ripidi e imponenti sulla Valle del Fiume Imera. Lo scrittore polizzano Giuseppe A. Borgese li descrive, all’inizio del novecento, come “monti” che salgono “vertiginosi come fiamme”. Visti da occidente sono gli ultimi ad essere illuminati dal sole ormai rosso del tramonto e al crepuscolo le cime appaiono, a volte, come torce già accese in attesa del buio.
La suggestione di questa immagine ha probabilmente favorito, tra i Polizzani, l’accettazione dell’interpretazione etimologica ottocentesca del toponimo “fanusi” come “Phanum isidis” (luogo sacro a Iside), corroborato anche dal ritrovamento in paese, intorno al 1650, di una statuetta ellenistica attribuita alla dea. Secondo un’interpretazione più sobria, ma meno suggestiva, il toponimo sarebbe invece da associare ai pascoli e in particolare alla presenza di piante erbace spontanee dei generi Phalaris, Lolium o Panicum, poacee volgarmente chiamate “fanusi” in dialetto siciliano. Il percorso attraversa inizialmente uliveti per incontrare sparuti querceti sempreverdi, cespuglieti, pascoli e poi su, fino a lambire la Faggeta di Nipitalva. Monte Fanusi visto da nord è una imponente piega anticlinale, vi è esposta una lunga successione di rocce mesozoiche con sedimenti di scarpata (margine di piattaforma carbonatica) depositatisi tra 228 e 189 Ma (dal Triassico superiore al Giurassico inferiore; formazioni Scillato e Fanusi).

Programma
Partenza ore 7.30 da Piazzale Lennon (ex Giotto) per l’autostrada Palermo-Catania, uscita Scillato e proseguimento in direzione di Polizzi fino al chilometro 26. A piedi per Firrione, C.zo Del Fico, P.ta Minieri, Cozzo di Castellazzo quindi cresta orizzontale fino alla vetta di Monte Fanusi. Pranzo al sacco e ripida discesa per Cozzo Vituro e Casa Crisanti. Rientro a Palermo previsto per le 19.00.

Scheda tecnica:
Dislivello: m 950 circa;
Lunghezza del percorso: km 12;
Natura del percorso: sterrate, sentieri, tracce di sentiero ripido e lunghi tratti molto probabilmete innevati
Difficoltà: impegnativa (tre omini). Sconsigliata la partecipazione in caso di cattivo o insufficiente equipaggiamento o allenamento.

Equipaggiamento: Abbigliamento invernale da alta montagna, ghette e scarponi alti alla caviglia, vestiti caldi e giacca a vento. Chi ne dispone può usare le ciaspole, almeno sulle parti alte del percorso.

Quota di partecipazione: €8
Trasporto con mezzi propri. Contributo carburante per chi fruisce di passaggio in auto: €7.

Adesioni ed informazioni: E’ indispensabile la prenotazione telefonando alla guida, Giuseppe Ippolito 3403380245 o per email all’indirizzo artemisianet@gmail.com.

Artemisia, via Serradifalco 119, Palermo. Escursionismo naturalistico e culturale http:/www.artemisianet.it