Monday, June 26, 2017
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Non poteva non essere scelta anche Marsala- definita dalla stampa “la nuova capitale del kitesurf”- tra le otto tappe italiane del “Kiteboarding Demo e Pro Clinic Tour 2017” organizzato dalla RRD International, azienda internazionale ovvero uno dei primi marchi al mondo per la produzione di tavole da onda e altre attrezzature per sport d’acqua. L’appuntamento, fissato per sabato 8 luglio presso la scuola di kitesurf  Le Vie del Vento di Marsala, rappresenta un’opportunità soprattutto per gli appassionati di kitesurf, ma anche per la città tutta.

“Si tratta di un appuntamento immancabile per i kiters- spiega Maurizio Pantaleo, Presidente dell’asd Le Vie del Vento-, che avranno la possibilità di fare uno stage con atleti di calibro internazionale come Jerrie VD Kop, Greta Menardo, Francesco Cappuzzo e Tony Cili. Con loro potranno testare le più moderne attrezzature per sport d’acqua della RRD International e, attraverso queste ultime, sperimentare le manovre più difficili e impegnative”.

“Non a caso Le Vie del Vento- ci tiene a precisare- è stato scelto come centro test ufficiale da un’azienda prestigiosa come la RRD: lo Stagnone è un vero paradiso per i kiters, le sue acque basse e il vento che spira forte quasi tutto l’anno hanno fatto di questo luogo una delle mete più attrattive per gli appassionati di questo bellissimo sport, che giungono qui da tutti i paesi del mondo”. Lo sa bene Pantaleo, pioniere del settore a Marsala, che aprì la prima scuola di kitesurf, appunto “Le vie del vento”, ben quindici anni fa, quando non si poteva immaginare un tale successo.

“Il kitesurf, uno sport che in generale sta registrando una domanda in progressivo aumento- conclude- è un elemento attrattivo per lo sviluppo del turismo in città da non sottovalutare. Oltre a far registrare presenze turistiche durante quasi tutto l’anno, contribuendo quindi alla destagionalizzazione, e ad avere permesso l’inserimento di Marsala in un importante circuito internazionale, il turismo nautico- sportivo- ecosostenibile può infatti fare da “richiamo” per far conoscere anche le altre numerose attrattive di Marsala, dall’archeologia alla storia all’enogastronomia”.

Quella di Marsala è la sesta tappa italiana di RRD International, le altre località italiane interessate dal “Kiteboarding Demo e Pro Clinic Tour 2017” sono Riva del Garda (Trentino Alto Adige), Albinia (Toscana), Foce del Sarca di Torbole, Torbole sul Garda (Trentino), Campione del Garda (Lombardia), Gizzeria (Calabria), Porto Pollo (Sardegna). L’appuntamento di sabato 8 luglio a Marsala avrà luogo presso Le Vie del Vento nell’arco dell’intera giornata.

N38E13 è lieta di presentare la prima personale in galleria di Marco Cassarà (Palermo 1984) dal titolo “Solar Plexus”. La mostra, a cura di Giusi Diana, che inaugura giovedì 29 giugno dalle 19,00 alle 24,00 ed è visitabile su appuntamento fino al 24 settembre, presenta una serie di opere inedite dell’artista siciliano, accomunate da un unico medium, la pittura.

L’esposizione prende il nome da un piccolo libro d’artista del 2015 presente in mostra; composto da poco meno di 200 pagine, è quasi uno spettrogramma cartaceo che materializza i “suoni” dell’interiorità, attraverso affioramenti cromatici densi e preziosi, che scaldano la superficie talora cupa e bituminosa, oppure chiara e adamantina.

Lo spazio espositivo di N38E13 sarà dominato dall’installazione “Nerve Net”, in cui pittura e scultura si fondono armonicamente. Si tratta di monocromi pittorici su tronchi d’albicocco grezzi disposti nello spazio, seguendo la forma e la disposizione degli organi del corpo umano. Infine completa l’esposizione un’opera di grandi dimensioni della serie “The Rising”, un dipinto su cuoio conciato, in cui il colore sembra trasudare dalla materia organica, combinandosi alla potenza espressiva e arcaica della pelle.

 

Così Giusi Diana nel testo di presentazione: “la ricerca di Cassarà si muove nell’ambito dell’astrazione simbolica, con implicazioni in chiave metafisica, nel solco della tradizione pittorica e filosofica sia orientale che occidentale. Nelle opere in mostra la via d’accesso universale ad un mondo altrimenti di soggettiva intuizione è la potenza mistica del colore. La risonanza interiore, nei suoi dipinti, si fa fisica attraverso il potere evocativo del colore che mette in vibrazione la nostra intelligenza spirituale, una sorta di sopita consapevolezza, o meglio di ancestrale ricordo che agisce per il tramite psichico.”

 

La mostra sarà accompagnata, in occasione del finissage, da un catalogo d’artista, con testi critici della curatrice, prodotto in edizione limitata.

 

Cassarà2

Titolo

Marco Cassarà, Solar Plexus

 

Curatore

Giusi Diana

 

Sede

N38E13 – via Maqueda, 7 Palermo

 

Progetto di allestimento

Agnese Giglia

 

Progettazione grafica

Leonardo Vaccaro

 

Data e orario inaugurazione

giovedì 29 giugno h. 19,00

 

Date apertura mostra

30 giugno-24 settembre

 

Orario di visita

su appuntamento

 

telefono/mail

+39 3478877794 / info@n38e13.com

 

contatti stampa

press@n38e13.com

Sarà presentata lunedì 26 giugno, presso la Sala Onu del Teatro Massimo di Palermo alle ore 11, la seconda edizione di “Lampedus’amore – Premio giornalistico internazionale Cristiana Matano”, in programma a Lampedusa l’8 e il 9 luglio.

All’incontro interverranno: il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il sindaco di Lampedusa Salvatore Martello, il presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, Riccardo Arena, la regista Lina Prosa e il comico Roberto Lipari.

Filippo Mulè, presidente dell’associazione onlus “OcchiBlu”, illustrerà il programma che, anche quest’anno, alternerà performance musicali e teatrali a momenti di sport e di riflessione sui temi dell’accoglienza, della multiculturalità e della solidarietà.

Partner della manifestazione: BMW, Gesap, Mandrarossa, Sicilia Outlet Village, Unicredit

Una biodiversità a tre punte, proprio come la Sicilia: l’offerta turistica del Radicepura Garden Festival alle pendici dell’Etna, l’impegno scientifico dell’importante realtà accademica dell’Orto Botanico di Palermo, il valore culturale del Giardino della Kolymbetra, bene demaniale gestito dal Fai (Fondo Ambiente Italiano), situato nella Valle dei Templi di Agrigento. Le tre strutture sono ufficialmente in rete, allo scopo comune di rilanciare il patrimonio botanico e paesaggistico della regione come attrazione unica nel bacino del Mediterraneo.

da radicepura

da radicepura

L’accordo, firmato il 19 giugno a Palermo, è la prima iniziativa condivisa che pone al centro dell’attenzione l’ecoturismo nell’Isola: «Non solo mare, storia e architettura, la Sicilia ha una lunga e straordinaria tradizione sui temi del paesaggio e del giardino, basti pensare alla bellezza degli agrumeti, delle aree interne, della varietà floreale – ha affermato Giuseppe Barbera, docente dell’Orto botanico palermitano – È necessario rilanciare, dopo anni di dimenticanza, questo prezioso bene verde che ci appartiene».

La convenzione – stipulata alla presenza del vicedirettore del “Centro Servizi Sistema Museale” dell’Ateneo palermitano Massimo Midiri – invita i visitatori a recarsi in tutt’e tre le strutture grazie ad agevolazioni negli ingressi, per un vero e proprio viaggio che ha come fil rouge i giardini: «Se c’è una terra che più di tutte custodisce la biodiversità del Mediterraneo, quella è la Sicilia – ha aggiunto il vicepresidente della Fondazione Radicepura Mario Faro, ideatore e organizzatore del Garden Festival – questa caratteristica può e deve aggiungersi all’offerta turistica che rende famoso il nostro territorio in tutto il mondo. Il Festival è nato proprio con questo obiettivo, che vogliamo raggiungere lavorando in sinergia con tutte le realtà che ci credono».

Anche Giuseppe Lo Pilato, direttore del Giardino della Kolymbethra, ha parlato di «trait d’union della botanica per tre aree strategiche della Sicilia ricche di interesse storico-culturale. Coinvolgere i visitatori in questo nuovo triangolo turistico significa offrire loro l’espressione più significativa del paesaggio agrario tradizionale, fonte dell’antica bellezza della Sicilia».

La firma dell’accordo ha avuto una testimone d’eccezione, la britannica Sarah Eberle, garden designer pluripremiata tra le più affermate a livello internazionale: «L’essenza del Mediterraneo è il suo clima – ha commentato – la sua varietà di specie botaniche, per coloro che come me vivono in altre latitudini, è simbolo anche di tempo libero e vacanza, dunque meta da visitare». L’ispirazione al giardino mediterraneo è divenuta uno dei suoi punti di forza, come ha spiegato durante la lectio magistralis che nell’occasione ha tenuto all’Orto Botanico, e soprattutto durante il workshop che lo scorso weekend ha tenuto a Radicepura, visitando poi insieme ai partecipanti due siti siciliani che fanno parte del network nazionale Grandi Giardini italiani: quelli di San Giuliano a Villasmundo e di Villa Pennisi ad Acireale.

 

I PROSSIMI EVENTI

Questi i prossimi eventi di giugno promossi dal Radicepura Garden Festival: sabato 24, dalle 9.00 alle 18.00, il workshop curato da Lucia Scuderi, in cui l’illustratrice mostrerà e farà sperimentare ai partecipanti alcune tecniche, spesso non convenzionali, per realizzare immagini di piante e fiori dai colori brillanti con l’utilizzo degli acquerelli. Domenica 25 giugno doppio appuntamento nel Giardino della Dieta Mediterranea: alle 11.00 una chiacchierata sul mondo dei Cactus e delle Succulente condotta da Pietro Di Paola dei Vivai Cuba, e alle 12.00 e le lezioni di giardinaggio a cura di Alfio Leone. Dalle 18.30 alle 22.00 è invece il momento di Drop, l’aperitivo – con dj set, degustazione di vini e di cocktail a tema floreale – che permette di visitare i giardini nelle ore serali. Tutti i giorni, fino al 22 luglio è inoltre visitabile la mostra “Uno uomo d’alto fusto”, esposizione personale di Alfio Bonanno a cura di Gianluca Collica.

 

La foto di copertina della rivista è uno scatto di Fabio Savagnone tratta dal Calendario Pagani 2017. Punta in alto, in termini di contenuti, pur rimanendo ben salda alle realtà locali  l’esordio della rivista quadrimestrale  La camera dello Scirocco. Periodico di arte, cultura e società, edita dell’Accademia di Belle Arti “Michelangelo”. 
La conferenza di presentazione di questo primo numero si terrà martedì 27 giugno 2017, alle 11.00, presso l’Aula di Storia dell’Arte dell’Accademia, in via Bac Bac 7 – Agrigento. 
 
Sarà presente Teresa Di Fresco, vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, il Direttore dell’Accademia Alfredo Prado e il Direttore Editoriale della testata Giovanni Paterna
 
Seguirà un rinfresco all’ombra della corte interna dell’Accademia, uno spazio profumato, ricco di piante del mediterraneo, intitolato ad Anselmo Prado.
 

Può la poesia salvare il mondo? Il poeta, inteso come autore la cui opera raggiunge facilmente la mente ed il cuore di molti, deve fornire solo personaggi netti e probi e che siano esempio da imitare (eroi) per formare buoni cittadini? Oppure può rappresentare l’intreccio di bene e di male proprio di ciascun individuo, senza rischiare di allentare la tensione a migliorare se stessi ed aprire la strada a qualche forma di decadenza?
Comunque la pensiate, questo è considerato un tema centrale della commedia di Aristofane “Le rane”, rappresentata quest’anno al teatro antico di Siracusa. Come molti altri contenuti della produzione teatrale greca del V secolo, anche questo tema si rivela universale e senza tempo, tanto che noi, a distanza di molti secoli, lo sentiamo attuale. Riguarda la funzione didattica dell’arte, ne riconosce il potere e la necessità di un condizionamento. La libertà artistica di rappresentare qualsiasi cosa è limitata dalla responsabilità dei poeti nella formazione di buoni cittadini. La stessa cosa ci chiediamo oggi riguardo la responsabilità di tutti coloro che per mestiere o per natura hanno il talento o la possibilità di formare o influenzare le opinioni altrui. Ciascuno di noi si prenda la responsabilità di offrire, al prossimo, almeno una goccia di splendore. La Cava Grande del cassibile è la più grandiosa e la più ricca di acque tra le forre dei monti Iblei. Lussereggiante di vegetazione e indubbiamente uno dei paesaggi più belli di Sicilia.

Programma
sabato 1 luglio. Partenza da Palermo con mezzi propri alle ore 7.30 per Siracusa e visita (soprattutto) del settore B del Museo archeologico regionale Paolo Orsi (Costo biglietto: intero € 8,00; ridotto € 4,00. Pranzo libero a Siracusa e passeggiata pomeridiana al Parco marino del Plemmirio. Cena libera a Siracusa In serata tutti insieme a vedere la rappresentazione de Le Rane di Aristofane al teatro greco di Siracusa. La commedia inizia alle 20,30. Trasferimento ad Avola e pernottamento.

domenica 2 luglio Escursione alla Cava Grande del Cassibile da Contrada Carrubella al Sentiero di Mezza Costa, con bagno nelle marmitte “Gurgu”. Partenza per il rientro alle ore 16.30 per Palermo. Arrivo previsto per le 19,00.

Lunghezza del percorso: km7
Dislivello: m250 circa in discesa e salita;
Difficoltà: facile;

Equipaggiamento: scarpe da montagna leggere, scarpette da scoglio e costume da bagno.

Quota Artemisia: €16 (due giornate);
Biglietto ingresso Museo Paolo Orsi €4/8;
Biglietto Teatro INTERO € 36,30 (RIDOTTO GRUPPI € 31,76 a testa se superiamo i 20 partecipanti;
Pernottamento e colazione in doppie ad Avola: €30;

Contributo spese carburante: €40 circa da dividere tra i passeggeri;

La quote non comprendono i pranzi e le cene.

Adesione versando un acconto di €25 in Via serradifalco, 119 a Palermo o per bonifico (chiedere i dati). Si possono ospitare un massimo di 20 partecipanti.
Informazioni: Giuseppe 3403380245, artemisianet@gmail.com

Approfondimenti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Le_rane
http://www.siracusaturismo.net/public/cosa_vedere/Parco_Marino_del_Plemmirio_Siracusa.asp
http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/museopaoloorsi/percorsi/allegati/PaoloOrsiGuida/brochure%20italiano.pdf
http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/museopaoloorsi/ilmuseo.htm

 

Giuseppe Ippolito

Chi ricorda i “cortili” di una volta in cui si apparecchiavano tavolate ricolme di pasta rigorosamente “col” forno, arancine e gazzosa? In tempo di sushi, quei pranzi pantagruelici sono un mezzo ricordo, così come le raccomandazioni delle mamme che cercavano di scongiurare possibili congestioni. Ma è tutta Mondello a vantare una sua tradizione gastronomica autonoma, se non complementare, rispetto alla vicina Palermo: il polpo bollito affettato in strada, la granita alla menta dei baretti, la ciambella fumante dei venditori sulla battigia, gelato, gazzosa e ammazzacaffè. E la “pasta col forno”, ovviamente, la regina della tavola mondelliana: saporosa, impegnativa, preparata all’alba o meglio il giorno prima, avvolta nella stagnola e religiosamente conservata fino all’ora di pranzo.

Palermo 15�62015 ( FOTO PETYX PALERMO) Mondello consegnate cabine

Palermo 1562015 ( FOTO PETYX PALERMO) Mondello consegnate cabine

Per celebrare degnamente il gusto della vacanza e insieme, della borgata, la Italo Belga e Sanlorenzo Mercato hanno pensato ad una serata-evento dedicata a Mondello nelle sue mille sfaccettature, saporite e storiche, come racconterà Gaetano Basile venerdì 23 giugno, a partire dalle 19, appunto a Sanlorenzo Mercato. Si parlerà di cabine, ovviamente, con alcuni tra gli abbonati storici e l’architetto Fulvio Lanzarone che ha proposto l’inserimento della tradizionale “capanna” tra i beni immateriali protetti dall’Unesco; si discuterà di Mondello, della sua storia e del suo futuro prossimo, di mobilità e di sostenibilità. Dei bambini si occuperanno gli animatori di Alegria, che curano il Tempo d’Estate a Mondello. A campeggiare tra le piante odorose del giardino del Mercato anche una vera cabina, allestita apposta per ricreare la postazione tradizionale a due passi dalla battigia, con tutti gli accessori che l’hanno resa celebre nel corso dei decenni. Spazio anche al fotografo Angelo Cirrincione, che in “Capanne” (Sellerio) ha raccontato per immagini il rapporto viscerale tra i palermitani e le casette di legno sulla spiaggia di Mondello.

Ed eccoci al palato: scendono in campo le botteghe di Sanlorenzo Mercato per una vera degustazione a 360 gradi dell’universo gastronomico di Mondello. Un carnet (da 10 euro) suddiviso in coupon staccabili per scegliere il percorso preferito, tra pasta al forno o panino con le panelle, polpo o pannocchia, anguria oppure cocco, e una bibita Polara.

Palermo 15�62015 ( FOTO PETYX PALERMO) Mondello consegnate cabine

Palermo 15�62015 ( FOTO PETYX PALERMO) Mondello consegnate cabine

Palermo 1562015 ( FOTO PETYX PALERMO) Mondello consegnate cabine

Per scoprire insieme che Mondello è la spiaggia dei palermitani e non solo.

“Sono un poeta | un grido unanime | sono un grumo di sogni || Sono un frutto | d’innumerevoli contrasti d’innesti | maturato in una sera”. I versi dell’immenso Giuseppe Ungaretti come ideale passaggio di consegne dal G37 della Poesia all’ottava edizione del Rito della Luce (domenica 25 giugno, dalle 15 al tramonto), l’evento artistico ideato dal mecenate Antonio Presti intorno alla Piramide – 38° parallelo di Motta d’Affermo, opera monumentale di Mauro Staccioli che ridefinisce il panorama tra i Nebrodi e le isole Eolie. Sarà proprio “l’innesto” la parola chiave della manifestazione – sostenuta dall’assessorato regionale ai Beni Culturali e dal Consorzio Valle dell’Halaesa di Tusa – un momento di rigenerazione in cui le arti liberano l’energia universale per favorire un percorso di elevazione spirituale: pittori, poeti, performer, danzatori e attori condivideranno con il pubblico (invitato a indossare abiti bianchi) un rito che sprigiona la propria potenza dal caos, la purezza da una nuova e indispensabile necessità di ascolto. «Un innesto di Bellezza nel corpo di una società malata – spiega Presti, presidente della Fondazione Fiumara d’Arte – le statistiche italiane parlano di una percentuale del 70% di analfabeti funzionali: sono entrati in crisi molti dei percorsi didattici e culturali finora sperimentati, la popolazione si è autoreclusa in un individualismo ottuso, in una mediocrità che non conosce più sogni o utopie. Il Rito della Luce celebra una condizione di passaggio, un percorso verso la conoscenza e la condivisione del sapere: elementi fondamentali in un contesto immobile e antiquato come quello siciliano, troppo spesso sordo nei confronti dell’innovazione e del contemporaneo».

 

Una società selvaggia e schiava dell’apparenza che necessita di una nuova potenza creatrice. L’innesto è salvifica presenza in un corpo malato, trapianto obbligato per rigenerare il futuro: chiave di lettura atipica del fenomeno migratorio verso un’Europa vecchia e stanca, in realtà possibile incontro tra varie identità culturali unite nella lotta contro la massificazione consumistica. «Nonostante il terrore indotto da un sistema deviato che suggerisce la fuga, invito i giovani a non abbandonare la nostra terra di Sicilia e l’Italia intera. Il vero potere è il sapere, la cultura è l’unico mezzo per affermare una nuova via di futuro: spegnere gli strumenti tecnologici per accendere le coscienze, questo il senso dell’innesto, un percorso di conoscenza che solo ai giovani è lecito intraprendere. Se l’albero della vita è oggi malato di ignoranza, l’innesto del sapere è la sola cura per un nuovo umanesimo», conclude Presti.

In questa contemporaneità l’innesto tra società differenti può anche rappresentare quel passaggio ulteriore rispetto al concetto stesso di integrazione, parola vuota in tempo di populismi e crisi sociale, sentimento forse anacronistico che sottende nuovi razzismi. Parte da qui il Rito della Luce, strumento caleidoscopico per riaffermare la sacralità dell’arte come investitura verso una nuova umanità. In un mondo attraversato da tensioni e conflitti, si staglia nell’immaginario anche la stessa ubicazione della Piramide, costruita lungo il celebre parallelo che divide le due Coree: nel tema del bilanciamento degli opposti, una divisione simbolica tra le spericolate aspirazioni guerrafondaie di un giovane dittatore asiatico e la ricerca del trascendente che caratterizza l’oasi spirituale di Motta d’Affermo. La Piramide, dunque, come macchina di luce che in ogni solstizio d’estate consegna alla Sicilia e al mondo il suo potere di conoscenza.

Mezzo secolo dopo la frana di Agrigento, una mostra a cura di Dario Orphée La Mendola ricorda la tragedia. Tre opere site-specific, dai titoli in latino, che possono essere “lette” singolarmente o come scene di un’unica opera teatrale, offrono un’indagine estetica su quanto accaduto nella città dei Templi nel corso del Novecento, dalla devastazione urbana all’eredità contemporanea.

Esse, similmente a persone cui è stata violata la serenità domestica, sono state “accolte”, cioè esposte, presso la Farm di Favara, dimostratasi favorevole al progetto, con un mese di anticipo rispetto alla data dell’anniversario, e inaugurate simbolicamente il 19 luglio.

La mostra, fondamentalmente sperimentale, e che si ispira ai principi della permacultura, è stata intramezzata da differenti iniziative: da esposizioni private a improvvise installazioni urbane temporanee, senza un termine preciso e con una programmazione in costante aggiornamento. Ciò è accaduto soprattutto per avviare un processo di allontanamento dalle regole imposte dal sistema dell’arte contemporanea, oggi purtroppo non in grado di ironizzare su stessa, avendo smarrito il suo sguardo infantile. Il titolo della mostra, invece, trae spunto dal mito di Eros e da una diceria locale, il cui significato viene svelato oralmente nel corso degli appuntamenti.

Le opere esposte alla Farm, riproduzioni degli originali, sono state esposte in appositi allestimenti installativi, che rendono il fruitore parte integrante dell’opera, mettendolo in relazione con l’atmosfera circostante, accompagnate da una prosa di Dario Orphée La Mendola.

Nei dettagli. Salvo Barone, in “Obstupesco”, ha illustrato due donne e un uomo in atteggiamento smarrito, come se fossero stati appena sfollati e desiderassero comprendere il loro destino, involontariamente parte di un ipotetico appartamento franato, che potrebbe essere il loro, abbandonato in fretta per mettersi in sicurezza. Momò Calascibetta, in “Cui prodest?”, ha analizzato l’inettitudine dell’artista contemporaneo al tempo della speculazione edilizia in Italia, il cui sforzo non è mai stato all’altezza di produrre opere che potessero fronteggiare il potere, favorendolo egoisticamente. Alfonso Siracusa, in “Error communis”, con oggetti coerenti storicamente, ha strappato e ha modificato una frase dalla celebre inchiesta Martuscelli, redendola un dialogo tra due protagonisti della frana e della città, sotto l’influsso di simbologie riattualizzate, tratte da un antico disegno alchemico.

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Contributi dell’iniziativa sono le opere multimediali. La grafica della mostra, intitolata “De gustibus non est disputandum’’, realizzata da Giuseppe Miccichè, ha fissato con degli elementi grotteschi, e mediante una soluzione minimalista, un elemento allegorico dell’architettura contemporanea, il quale, pur nella libera interpretazione, sintetizza quanto accaduto in quel triste luglio del 1966. Nell’animazione “Quisque faber fortunae suae”, Elìa Zaffuto, in collaborazione con Giuseppe Miccichè, hanno accentuano la violenza psicologica e visiva di un “oggetto” estraneo all’interno di un armonico centro storico formatosi naturalmente, ispirandosi a concepts di cult e ambienti horror degli anni ’60.

L’organizzazione tecnica è di Salvo Sciortino.

“Un’altra delle nostre escursioni “classiche”… la notturna”. Comincia così il comunicato stampa spedito da Kalura.
“Quest’anno sarà la luce delle stelle, e non il chiarore della luna piena,
a indicarci la via e i vostri passi si incroceranno ai nostri lungo un
percorso costiero all’interno della Riserva Naturale di Vendicari, una delle
zone umide d’Italia di importanza internazionale, che da Calamosca ci
condurrà fino al cuore della Riserva, dove la natura si fonde perfettamente
con i resti antichi lasciati dall’uomo… a due passi da Marzamemi e Capo
passero, estremo lembo sud d’Italia.
L’occhio si abituerà a una luce diversa e il camminatore adatterà il suo
passo riempiendo al contempo l’animo di colori, forme e odori che solo una
notte stellata, in un luogo “magico”, riesce a dare.
Per gli amanti della vita notturna… in cammino…”

Percorso in linea, semplice e adatto a tutti (1 orma), della lunghezza di
circa 10 km su sentieri tracciati con dislivelli irrilevanti.

Si raccomanda il solito equipaggiamento da escursione notturna primaverile,
scarpe da trekking a collo alto, zaino piccolo (max capienza 25 lt), giacca a
vento e berretto per la “muddura”, cenetta a sacco, acqua, torcia elettrica
e… binocolo a infrarossi(!?!)…

Appuntamento per la partenza ore 20.00 presso il parcheggio Piazzale Zama
(accanto Terminal Bus) a Ragusa.
E’ richiesta la prenotazione.
Per eventuali altri luoghi e orari d’incontro vi preghiamo di contattarci
per stabilirli di comune accordo.