Tuesday, September 17, 2019
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I muri narrativi dei bambini. Ecco il progetto Ballarò tale

Dentro Ballarò Tale i muri non dividono, ma vengono colorati e danno luce e novità al quartiere.

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Lunedì 5 dicembre 2016, alla presenza del presidente della GESAP Fabio Giambrone, i bambini del progetto Ballarò Tale hanno creato uno dei loro muri narrativi nella hall arrivi dell’Aeroporto Internazionale di Palermo “Falcone Borsellino”.

Erano presenti un gruppo di bambini dell’oratorio di Santa Chiara, scuola Madre Teresa e biblioteca Le Balate. Insieme a loro l’artista Igor Scalisi Palminteri.
L’aereo di fantasia “Ballarò Tale makes you fly” si trova in una parete di 80 metri quadrati della nuova hall arrivi dell’aeroporto e da esso planano sulla città i personaggi delle avventure di Peppe SenzaSuola a Ballarò.
“Molti dei bambini di Ballarò che abbiamo portato con noi non erano mai stati in aeroporto. E oggi, un luogo fino a ora vissuto da loro come misterioso e inaccessibile si è trasformato in spazio accogliente capace di dare cittadinanza alla
loro creatività e ai loro sogni”. Claudio Arestivo, PerEsempio Onlus.
“Ballarò Tale è un areo pieno di animali di ogni tipo che vola in alto. Arca contemporanea dove il leone pascola con l’agnello e il cane è amico del gatto. Ballarò Tale è una strada da percorrere non una meta. Noi non siamo arte ma colore.
Il colore dei nostri murales ma anche quello della nostra pelle. Colori diversi che ci rendono unici e belli come Ballarò come Palermo. Grazie piccoli pittori è un onore dipingere con voi”. Igor Scalisi Palminteri.
Prossimamente avrà luogo un evento aperto a tutti in cui racconteremo i progressi raggiunti dal progetto fin a ora, proietteremo video, racconteremo altre storie: ci saranno nuovi disegni, altri muri narrativi, altra magia, alla presenza
dell’assessore alla cultura Andrea Cusumano e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando.
Il progetto di arte collettiva Ballarò Tale è organizzato da Per Esempio onlus e promosso dal Comune di Palermo, Assessorato alla Cultura, con il sostegno dell’Assemblea cittadina SOS Ballarò, CLAC, Moltivolti, Terradamare Cooperativa, VEDIPalermo.

Ballarò Tale, il progetto di arte collettiva di trasformazione che racconta l’antico quartiere, attraverso la pittura murale creata dai bambini, ha già cominciato a restituire memoria e spazi al territorio.
Hanno già avuto luogo infatti le prime letture, e sono stati realizzati già tre murales nel quartiere e uno nella hall arrivi dell’aeroporto di Palermo.

La terza fase del progetto – narrazione e disegni – è cominciata lo scorso 14 ottobre a Santa Chiara.  In quell’occasione è stata letta la prima avventura di PeppeSenzaSuola, protagonista delle favole di Ballarò Tale, le cui avventure attraversano i vicoli del quartiere, e dal laboratorio di disegno sono stati scelti quelli che sono diventati il murales della nuova Piazzetta Schiera.

Abbiamo assistito alla realizzazione del primo murales per mano dei bambini del quartiere, seguiti da Igor Scalisi Palminteri, e alla velocità con la quale l’opera è diventata parte integrante della trasformazione e rinascita di Ballarò, protagonista della riqualificazione e nascita di piazzetta Schiera, una delle 5 piazze protagoniste del Ballarò Buskers, evento che dal 21 al 23 ottobre ha affascinato e richiamato migliaia di palermitani nel quartiere storico, bonificata
e riqualificata in pochi giorni.

Il fascino di Ballarò Tale è la stessa immediatezza con la quale è possibile osservare come le memorie raccolte, in poco tempo (e a progetto ancora in corso), facciano già parte della storia del territorio, come ne rappresentino non solo il passato ma anche il presente in continuo movimento. Il primo muro ne è già simbolo: la riqualificazione di piazzetta Schiera, restituita ai residenti del quartiere, ripulita, rinnovata, trasformata in piccolo teatro, impreziosita dal muro dipinto dai bambini, racconta l’eco del racconto stesso: la storia di quartiere trasformata in fiaba, letta ai bambini, disegnata e pitturata da loro stessi,  comincia a rivelare la sua nuova favola: racconta una memoria e una trasformazione, quella promessa mesi fa, arricchita dalla realtà in continuo divenire di un quartiere unico, ricco di culture, le cui storie stratificate sono facilmente rappresentate dai “muri narrativi” di Ballarò Tale.

Il secondo murales si trova in una facciata della Biblioteca le balate e il terzo si trova a piazza Carmine.

Piazzetta Schiera

Piazzetta Schiera

› Il Calzolaio Antimo: www.youtube.com/watch?v=x3acc4qSRZA
› Il Quarumaro Gioè: www.youtube.com/watch?v=FnsSmVPJZKg

 

Alberto Nicolino racconta la fase di scrittura:
«Dopo la scelta delle storie tra quelle registrate (il quarumaru Gioè, il calzolaio Antimo, Mama Africa, il signor Chimento, e la nascita della piazzetta Mediterraneo) la sfida era quella di trasformare testimonianze di vita reale in narrazioni appassionanti per i bambini. Scrivere un racconto fiabesco mi dicevo. Ma in che forma? E per fare arrivare cosa?
La via mi è stata indicata dalle memorie d’infanzia del signor Chimento. Memorie durissime, di un bambino abbandonato e sfruttato, ma anche pieno di vita e curiosità, che viveva senza casa e senza genitori, sempre a piedi scalzi. Nel gioco della scrittura è diventato Peppe SenzaSuola: è lui il filo conduttore della narrazione che attraversa i vicoli del quartiere. Per ogni personaggio che incontra una piccola avventura che si conclude con un abbraccio. Tutte insieme sono Le avventure di Peppe SenzaSuola a Ballarò. Il suo sguardo e la sua immaginazione, così legati alle necessità del corpo e dell’anima, rivelano, spero, la poesia nascosta tra le pieghe della vita; e i personaggi che incontra, reali protagonisti della vita di un quartiere che spesso non ha voce, diventano espressione di desideri, di rivendicazione e bisogno di libertà».


Igor Scalisi Palminteri racconta la fase di pittura:
«C’è chi i muri li costruisce, noi li coloriamo perché abbiamo bisogno di un quartiere più bello, di una città più bella.
Il nostro strumento è la pittura. I bambini usano i pennelli e i colori in maniera spontanea quasi senza filtri e inibizioni. Io “approfitto” della loro visione per dire ai più grandi di riappropriarsi della purezza perduta.
Dentro Ballarò Tale la pittura si confronta con il racconto ed esso prende le mosse in un modo molto semplice. Alberto racconta le avventure di Peppe SenzaSuola a Ballarò ai bambini, loro disegnano su dei fogli di carta quello che immaginano e io divento il loro “pantografo”. Il pantografo è una macchina destinata a riprodurre disegni in varie scale di grandezza. Quindi mi reco prima dei bambini al muro individuato e disegno i contorni delle figure che tutti insieme coloreremo, grandi e piccoli. E la magia  fatta».

 

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