Friday, July 19, 2019
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Cinquanta iscritti alla Scuola scientifica, oltre 200 bambini per le attività ludiche di Astrogiochi e decine di persone in fila per le osservazioni al telescopio. Bilancio più che positivo al terzo giorno di ORIZZ∞NTI, il Festival della Scienza di Pollina che ha radunato sulla vetta del borgo madonita moltissimi appassionati e curiosi. Numerosi gli appuntamenti in programma.

Il Festival, in corso fino al 4 settembre, ha permesso di osservare al telescopio la volta celeste, conoscere i progetti sulla robotica di due ingegneri siciliani e diffondere le scoperte scientifiche di Francesco Maurolico, che dalle Torri di Pollina studiò gli astri. Oggi, ultimo giorno per la Scuola estiva “Francesco Maurolico e la matematica del XVI secolo”, che si è svolta nel salone dell’Annunziata a Pollina. Durante l’evento, diretto da “Il Giardino di Archimede – Un Museo per la Matematica” di Firenze, in collaborazione con il Comune di Pollina e l’associazione EcoMuseo Valdemone, si sono alternati interventi e lezioni a cura di storici della scienza e matematici provenienti da tutta Italia. Nel pomeriggio, appuntamento quotidiano con ‘Astrogiochi’ (che proseguirà fino al 3 settembre, sempre alle ore 16) con attività di astrofisica riservate a bambini dai 6 ai 12 anni. A seguire ‘Taste of Science’, chiacchierate scientifiche con degustazioni a km zero, su “Teletrasporto: fantascienza o realtà?”. E poi, ancora, osservazioni al telescopio del sole e delle altre stelle dalla Torre di Pollina e da quella di Finale. Il 2 e 3 settembre previste invece due lectio magistralis a cura del professor Giovanni Peres sulla “Relatività generale e la prima rilevazione diretta delle onde gravitazionali” e la seconda a cura del prof. Fabio Reale sulla “Luce e la stella Sole”. Il 3 settembre, alle 21.30, nella suggestiva cornice del Teatro Pietrarosa è in programma lo spettacolo “Starlight – settemillimetridiuniverso” di e con Filippo Tognazzo e prodotto dalla compagnia teatrale Zelda, in collaborazione con L’Istituto Nazionale di Astrofisica. La manifestazione si concluderà il 4 settembre (ore 11,30 piazza Duomo) con la tavola rotonda “Da Maurolico al GAL Hassin. Una rete per il turismo e la divulgazione scientifica”, a cui parteciperanno il sindaco di Pollina Magda Culotta, il sindaco di Isnello, Pino Mogavero, il coordinatore del progetto “Torre di Stelle” Giuseppe Genchi e Giuseppina Micela, direttrice dell’osservatorio astronomico di Palermo.
Per maggiori informazioni e per il programma completo: http://museomaurolico.it/event/orizz-nti-festival-della-scienza-programma-2016.html

Una moto ape che ricorda, nei colori e nei disegni, i tipici i carrettini siciliani realizzati da Ronni art di Bagheria, e riporta scene dell’opera dei pupi, e offre un Ape Tour che vi porterà in giro sia per la borgata marinara di Mondello che a Monreale e naturalmente in giro per Palermo.

La moto ape è un mezzo di trasporto molto usato in Sicilia dove viene chiamata affettuosamente la lapa, le dimensioni ridotte ne fanno un mezzo perfetto per permettere ai venditori ambulanti di frutta o pesce di infilarsi per i vicoli. E’ oltretutto la soluzione perfetta  per godere di scorci impossibili, che con mezzi più pesanti sarebbero impossibili da gustare, sfidando senza timore la tipica calura siciliana. Il suo stile a metà tra il mezzo a motore e il calesse, lo rendono particolarmente caratteristico e comodo. Può infatti caricare fino a quattro turisti in una volta. Lo stesso vale per l’ape tour di Paolo, vi scorrazza con il suo cabriolet che avrà presto una sua pagina facebook e porta alti i colori della Sicilia.

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Le bardature del carretto siciliano e non solo nelle bisacce e negli atri accessori di Mikifrà. Abbiamo incontrato i due stilisti siciliani che hanno registrato il marchio nel 2014 e dato vita a uno stile davvero unico, simbolo di libertà, tendenza e creatività.

“Il  marchio – spiegano – abbiamo voluto che riportasse il nostro immaginario, e restituisse, con riletture innovative, certi aspetti della nostra cultura, delle nostre tradizioni e del nostro folklore tramite una Sicilia “applicata” negli oggetti e accessori “a Porter” di tutti i giorni, per mezzo di una particolare chiave di lettura trasversale e a volte di rottura. La nostra passione nasce dall’osservazione, soprattutto di alcuni dettagli… le forme d’arte sono ovunque, basta imparare a vederle”. La sicilianità ovviamente è presente nell’eco delle stratificazioni e dominazioni storiche che la Sicilia ha vissuto (greca, punica, romana, araba, bizantina, spagnola, francese) arrivate fino a noi, e che cerchiano di ri-amplificare e restituire attraverso il loro reinterpretato design. “Traiamo costante ispirazione – aggiungono – anche dallo studio visivo e dalla rilettura popolare dei motivi decorativi appartenenti alle bardature dei cavalli, dalle grafiche rilette e rielaborate della carrettistica siciliana e dalle figure ed elementi sacri e profani tipici delle festività e ricorrenze”.

Parte del loro lavoro è svolto a diretto contatto con il committente che apprezza con entusiasmo la visione di un atelier “face to face” anche attraverso gli attuali mezzi di comunicazione. Le loro produzioni sono create artigianalmente e ciò fornisce loro la possibilità di curare ogni minimo dettaglio.

“Dallo studio effettuato sulle nostre tradizioni – proseguono gli stilisti – abbiamo ridisegnato la forma della Bisaccia contaminata dalla più moderna clutch e dalla lunch bag, ma che evolviamo costantemente, riproponendola con tessuti pregiati (velluti, damaschi, broccati, sete corde e cotoni) in un estetica fortemente siciliana ed originale con materiali un po’ più ricercati di quelli attualmente presenti sul mercato, che saltano all’occhio e conquistano per gli accostamenti, la mescolanza dei dettagli e le divertenti sperimentazioni, dando ad ognuna delle nostre bags una personalità ora semplice, ora ricercata, decisa o mutevole… mix oltraggioso di narcisismo, sfrontatezza o eccesso di religiosità e a volte comicità, un “melting pot” , (come Vogue Accessory ha definito Mikifrà) accattivante ed esuberante di dettagli, eleganza e glamour, per un’immagine versatile, casual ma sempre estremamente elegante e fashion”.

Secondo Mikifrà ogni siciliano è, una irripetibile ambiguità psicologica e morale. “Ci piace immaginare così, con le parole di Bufalino, le nostre Bags e mini Bags, in questa irripetibile ambiguità che le rende al tempo stesso popolari o d’elite, quotidiane o da evento, d’epoque ma anche moderne e contraddittorie”.

Ciò che li diverte è pensare alla loro Bags come la donna…. “Sicilia” che, passeggiando, fra i grandi monumenti delle principali città isolane, percorre vie animate dall’ispirazione, respirando ancora di grandi tradizioni e della bellezza delle piccole cose, odorando di origano, fritture, foglie di basilico, salsedine e colorandosi di rosso ragù, oro delle spighe, argento del pesce fresco e verde delle olive. La vediamo poi vestita del nero e del bordeaux dei velluti, infilarsi nelle chiese con devozione e a volte irriverenza. Contrita riconosce i suoi peccati e piange le sue vittime ed i soprusi, o gioiosa a frange e in festa, o bardata come un carretto, muoversi fra luminarie e botti per ritrovarla un attimo dopo broccata ed elegante seduta nei salotti e nei foyer dei teatri o sempre solare e colorata ridere in riva al mare consapevole della sua unicità.

 

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