Saturday, March 23, 2019
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Il territorio delle Madonie rappresenta in Sicilia una delle aree geologiche di maggiore fascino naturalistico e nel contempo di grande interesse scientifico, per le sue caratteristiche geomorfologiche e litologiche che permettono di ricostruire la storia geologica dell’area madonita, che è anche quella dell’intera Sicilia.

Il primo giorno potremo osservare rocce sedimentarie formatesi prevalentemente in ambiente di mare profondo, mentre il secondo giorno percorrendo uno dei sentieri che porta sulla cima di Pizzo Carbonara, osserveremo le numerose e varie forme fossili fra cui riconosceremo coralli, spugne gasteropodi e altri organismi che attualmente ritroviamo nelle scogliere coralline. Altre evidenze spettacolari che caratterizzano l’altopiano de carbonara sono le doline dovute al processo di dissoluzione del processo di dissoluzione del massiccio sono le doline dell’altopiano. Il pomeriggio del sabato ci affacceremo da portella Arena e saremo ai piedi dell’anfiteatro “dolomitico” della Quacella, costituito prevalentemente da dolomia, roccia costituita in prevalenza di dolomite, minerale che ha dato il nome al più famoso gruppo montuoso alpino.    

 

Sabato 17 settembre: Partenza alle ore 8.00 da piazza Lennon (Piazzale Giotto), per l’autostrada Palermo Catania fino allo svincolo di Buonfornello. Proseguimento per Campofelice di Roccella, Collesano(possibilità di breve sosta al bar) e Piano Zucchi fino a Mandria del Conte. Da qui lungo stradella si sale a piedi lungo il Vallone della Giumenta,si aggira Cozzo Morto ed in cresta si raggiunge Pizzo Antenna Piccola (1697 m s.l.m.). Discesa per Piano Cervi e Portella Colla (1421 m s.l.m.). In pomeriggio spostamento verso Piano Battaglia e rifugio Marini; per chi desidera passeggiata fino a Portella Arena per ammirare tramonto alle pendici di Monte Quacella. Dopo cena possibilità di passeggiata lungo stradella verso monte Mufara.

 

Scheda tecnica:
Lunghezza percorso 10 km.
Dislivello in salita 450 m; in discesa 280 m circa.
Natura del percorso: strada sterrata,sentiero e
brevi tratti di terreno roccioso per arrivare in cima.
Tempo di cammino: 4 ore
Difficoltà escursionistica (due omini).

 

Domenica 18 settembre: dopo la prima colazione partenza a piedi per il Piano della Battaglietta, vallone di Zottafonda e aggirando il pizzo della Principessa lungo sentiero fino in cima a Pizzo Carbonara (1979 m s.l.m.).Discesa per rifugio dello Scalonazzo e rientro a Piano Battaglia.

 

Scheda tecnica:
Lunghezza percorso 8 km.
Dislivello in salita e discesa: 400 m.
Natura del percorso: strada sterrata,sentiero e
Tempo di cammino: 3 ore
Difficoltà escursionistica (due omini).

 

Quota di partecipazione 68 € comprensive di quota Artemisia, servizio di mezza pensione (cena, pernottamento,prima colazione) presso il Rifugio Marini di Piano Battaglia, in camere doppie e triple.

Condivisione spese di viaggio (per chi fruisce di passaggio): € 10,00

 

Per prenotazione da effettuarsi entro martedì 13 settembre con versamento acconto di 30 € e per  informazioni telefonare a Luigia  3286655656

È la vacanza 2.0. Alla Mattina 3 ore d’aula e pomeriggio in spiaggia o in barca oppure in bike in giro per l’isola. Un’occasione di formazione web&social davvero originale e unica per i prezzi ultrapromozionali e per la possibilità di abbinare un “assaggio di master”, con i migliori docenti e professionisti del 2.0 italiani, ad attività balneari e vacanziere in luoghi di straordinaria bellezza e valore naturalistico.

L’Area Marina Protetta delle Isole Egadi è infatti la più grande d’Europa per estensione e ricchezza bio-marina. La Sicily Summer School 2.0, sul modello delle analoghe esperienze del mondo anglosassone, si terrà a Favignana, dal 12 al 23 settembre. Due settimane promosse dal master in “Web communication e social media” dell’Università di Parma, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Favignana e l’Area Marina Protetta delle Isole Egadi e la partecipazione di sdi (Soluzioni d’impresa). Si tratta della terza edizione di un’iniziativa che è unica in Italia nella sua formulazione vacanziera e formativa. 7 gli insegnamenti previsti che spazieranno dai social media alle digital RP dal contentmarketing allo storytelling, dalla scrittura creativa alle foto-video animazioni (stop motion e timelapse), dall’uso e gestione di WordPress e di un blog all’integrazione dei social network con blog e siti di e-commerce. I corsi di una settimana prevedono 15 ore per 5 giorni, dalle 9.00 alle 12.00. Ma c’è anche una formula espresso: 3 in 1 (corso di 15 ore). Lab wordpress + content marketing + stili web & scritture social. Il costo di partecipazione per tutti i corsi è di € 150,00: un prezzo “popolare” grazie anche al contributo dell’Amministrazione Comunale di Favignana e dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi. Eventuale soggiorno: da sabato a sabato o domenica (7 giorni, pensione completa € 280). I partecipanti possono anche essere accompagnati e le agevolazioni valgono anche per gli accompagnatori.

Info: www.facebook.com/masterwebcommunication, dove è scaricabile la scheda d’iscrizione. Info: camomillacom@libero.it per soggiorni sull’isola, in alberghi, villaggi o case o ville. Noleggio bici o motorini, escursioni in barca tutto a prezzi vantaggiosi e promozionali.

La Cantina Siciliana esiste a Trapani, nell’ex ghetto, in via della Giudecca, dal 1958.

Pino Maggiore, lavora qui in questo locale storico, da quando aveva 6 anni “facevo i domicili”mi racconta. Era lui che a piedi portava nelle case il cous cous già pronto. Qui il cous cous trapanese, da non confondere con il cous cous tunisino, che certo conserva simili radici –  si prepara ogni giorno ed è incocciato come vuole la tradizione, senza prodotti preconfezionati. Una volta, visto il suo lungo processo di preparazione – ci vogliono almeno 4 ore – , il cous cous arrivava sulle tavole solo il venerdì, il giorno preposto a mangiare il pesce.

Il cous cous ha la caratteristica di crescere, una volta irrorato con il brodo di pesce pare prendere vita per conto suo e avviare un processo che lo fa sviluppare. Preparato a pranzo e perfetto da gustare a cena perché i sapori si sono accordati del tutto. In cucina, dove regna lo chef Pino, la regina dei fornelli è la trentaquattrenne Hajer Aissi, che lavora qui da vent’anni.

Il cous cous trapanese, dice Pino “non è una paella” non ci sono molluschi, ma solo pesce, è ammessa solo una variante con il pesce fritto come ritunnu e minnola.

A La Cantina Siciliana, per la sua composizione, suddivise in piccole stanzette – qui lavorava lo spiritaro Scarcella è c’è una bella atmosfera positiva, racconta Pino – che invitano alla privacy, si comincia con antipasti, tris di crudi macerati e bruschette all’uovo di tonno.

Si può alternare al pesce locale un assaggio di formaggi presidi Slow food (il locale è arte dell’allenza dei cuochi di Slow food) e finire assaporando il tipico tagliancozzo con zibibbo. Di fronte trovate una bella bottega siciliana, se volete portavi a casa sapori e odori di questo posto.

Sempre in crescita il Corto Pepper Fest di Terrasini (PA). Anche la VII edizione del 2016 ha visto un grande numero di cortometraggi iscritti, da cui sono stati selezionati i sette corti che parteciperanno alla Finale di venerdì 16 settembre 2016. La serata si svolgerà a Terrasini (PA), dalle ore 21.00, presso l’area pedonalizzata di fronte al ristorante messicano El Bocadito, in via Vittorio Emanuele Orlando 126.

Il Corto Pepper Fest è un concorso di cortometraggi ideato da Sergio Misuraca, curato e organizzato dall’Ass.ne culturale Sciò Produzioni, nato per sostenere e promuovere l’opera di sperimentazione e ricerca cinematografica di autori giovani e/o indipendenti.  Il Festival si è proposto in questi anni di incrementare lo sviluppo turistico, artistico e culturale del territorio intorno a Terrasini, che per le sue amenità e gli scenari naturali è stato scelto molte volte come set per cortometraggi e lungometraggi.

Il Corto Pepper Fest ogni anno cresce sempre di più, anche qualitativamente. L’opera vincitrice dell’edizione 2015, “Bellissima” di Alessandro Capitani, premiata sia dal pubblico che dai giurati, ha ottenuto successivamente il David di Donatello come Miglior Cortometraggio, il Giffoni Awards come miglior cortometraggio +18 ed altri riconoscimenti. La Settima edizione del Corto Pepper Fest si aprirà proprio con la proiezione di Bellissima.

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Durante la serata che avrà al centro il Cinema, l’Arte, la Sicilia e l’Incontro sarà presente un’esposizione di Arte del Riciclo e Spazio Relax a cura di Officina Rigenerazione. Partecipa all’evento anche l’associazione Asadin con una proiezione di foto intitolata “Sicilie-l’identità molteplice”.

A partire dalle ore 21.00 saranno proiettati i cortometraggi finalisti selezionati che verranno valutati, durante la stessa serata, dalla Giuria Artistica di qualità, costituita da personalità appartenenti al mondo del cinema, arte e giornalismo, che assegnerà il primo premio come Miglior Corto. Anche il pubblico decreterà il proprio vincitore.

Saranno proiettati cortometraggi fuori concorso e si darà spazio ad un cortometraggio realizzato da una Scuola del territorio per valorizzare il ruolo formativo del cinema e l’impegno di insegnanti e bambini.

Saranno presenti durante l’evento i registi, autori o attori protagonisti di ogni cortometraggio selezionato che ritireranno le targhe di partecipazione ed i premi.

Conduce la serata Giulia Monteleone.

L’Ingresso è libero.

Per chi viene a Terrasini in occasione del Corto Pepper Fest di Terrasini (PA) sono previste convenzioni e riduzioni su case vacanza, bed & breakfast, alberghi, ristoranti e servizi. Per info www.visitcinisiterrasini.it contattare  info@visitpalermo.it

Corto Pepper Fest  http://www.cortopepperfest.com   info@cortopepperfest.com

Evelin Costa

Domenica 11 settembre, alle 18,30, sarà proiettato alla sala De Seta dei cantieri culturali alla Zisa –  gentilmente concessa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo – il  film firmato da Giovanni Massa del 2002 “Il Buma“, a 15 anni dalla realizzazione.

La storia di una famiglia mista di italiani ed ebrei ad Alessandria d’Egitto, dal 1967, nel periodo della Guerra dei Sei Giorni, alla fine degli anni Ottanta, vista attraverso gli occhi di Andrea (fonte Coming soon).

Nel cast anche l’indimenticato Franco Scaldati con Adriana Asti, Jacques Boudet, Rinaldo Rocco, Raffaella D’Avella, Adriano Giammanco e Roberto Burgio.

 

E’ nella provincia di Caltanissetta che si trova uno dei castelli più belli e affascinanti di Sicilia.

Il Castello di Mussomeli si erge in cima ad un maestoso sperone roccioso dal 1374, epoca in cui la ricca e potente famiglia Chiaramonte ne ordinò l’edificazione. Il Castello Manfredonico, il cui nome deriva proprio da Manfredi III Chiaramonte,  è da sempre la principale attrazione del piccolo centro nisseno, peraltro ricco di palazzi nobiliari compresa la Chiesa Madre.

Come per ogni castello che si rispetti anche il Castello di Mussomeli è una fucina di leggende oscure e di storie di fantasmi che vengono tramandate nel tempo da illustri abitanti del luogo.

Si racconta che durante il dominio di un certo principe Federico, vivessero nel Castello tre donne, le sue sorelle che rispondevano ai nomi di Clotilde, Margherita e Costanza. Un giorno, dovendo partire per la guerra, le rinchiuse in una stanza del castello, lasciando loro i viveri necessari fino al suo ritorno. Ma il principe protrasse le sue gesta di battaglia e, al suo ritorno al Castello, trovò le tre sorelle morte di inedia con le  loro scarpe tra i denti. Da allora, quella famosa stanza di prigionia ancora oggi è chiamata quella “delle tre donne”.

Questa tuttavia non è l’unica storia misteriosa che circola sul Castello.

Di questo maestoso maniero, nel Cinquecento, fu proprietario il nobile Cesare Lanza, padre della famosa e sfortunata Laura, meglio nota come la Baronessa di Carini, sposa del barone dell’omonimo paese del palermitano.Uccisa, proprio dal padre, perchè sospettata di avere una relazione con Ludovico Vernagallo, suo amico d’infanzia.

La mitica Baronessa di Carini di cui narrano storiografi e “cuntisti”, si dice si aggiri per le stanze del Castello di Mussomeli e nella Cappella in cerca di pace.

E’ più recente, invece, la storia del fantasma del Castello, raccontata dal custode del maniero e il cui primo avvistamento risale al luglio del 1975. Si tratterebbe, come riferì il custode Pasquale Messina, del signore spagnolo don Guiscardo de la Portes, nato in Spagna, ma recatosi in Sicilia dove visse l’amore con una donna di nome Esmeralda, ma che partì in guerra sotto re Martino. A sostegno di questo avvistamento, anche la testimonianza di un gruppo di turisti.

Un Parco Astronomico di importanza mondiale, il primo che nasce nel Sud Italia e che abbraccia l’intero Mediterraneo. Si chiama GAL HASSIN e unisce la stazione di ricerca, posta nel sito osservativo astronomico più alto d’Italia, al nuovo planetario aperto al pubblico e alle scuole.  Un progetto di grande impatto per l’intero territorio delle Madonie, nel cuore della Sicilia: un investimento da 13 milioni di euro per far nascere il più importante polo astronomico italiano, su cui ha già messo gli occhi la comunità scientifica internazionale, prima fra tutte l’Agenzia Spaziale Italiana che su Monte Mufara (1.865 metri s.l.m.), a fianco del telescopio gigante del Gal Hassin, vuole montare il prototipo dell’innovativo fly-eye, strumento della classe 1 metro a grandissimo campo (49° quadrati), rivoluzionario, che servirà per dare la caccia agli asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra,  per l’osservazione dei cosiddetti “detriti spaziali”. Se il progetto andrà in porto, GAL Hassin diventerebbe uno dei più importanti osservatori europei.
E mentre si aspetta la definizione del telescopio – entro due anni a Monte Mufara sarà impiantato il telescopio riflettore della classe di 1 metro, del tipo “a grande campo” (circa 7 gradi quadrati), robotico e fruibile “in remoto”, ovvero studenti e studiosi di tutto il mondo potranno accedere alla ricerca astronomica collegandosi al al centro operativo di controllo – domenica 11 settembre sarà inaugurato il grande planetario di Fontana Mitri, poco fuori il paese di Isnello, nel Palermitano. Un vero e proprio polo didattico divulgativo – aperto al pubblico e alle scuole -, dotato di un planetario digitale con una cupola di 10 metri di diametro; di una terrazza osservativa, con copertura mobile, dove sono montati 12 strumenti di osservazione, un radiotelescopio con parabola di 2,3 metri, un laboratorio astronomico all’aperto con orologi solari di vario tipo (Cerchio d’Ipparco, Plinto di Tolomeo, Rosa dei venti, Exhibit), un mappamondo monumentale con supporto ed asse di rotazione, un laboratorio solare in cui, tramite un eliostato, potrà essere proiettato su uno schermo il disco solare in tempo reale per la sua analisi. Naturalmente, del polo fanno parte sale con exhibit interattivi di vario tipo, un’esposizione dei principali tipi di meteoriti e due aule didattiche. Soprattutto le scuole, potranno partecipare a laboratori ed esperimenti sotto la guida degli astronomi. A servizio del Centro è stata realizzata anche una struttura ricettiva da 60  posti, per gli studenti che vorranno visitare il polo.
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Il polo astronomico permetterà un’immersione a 360 gradi nel mondo dell’astronomia, anche (e soprattutto) per i non esperti, gli studenti, gli appassionati che potranno seguire sul campo il lavoro degli studiosi
Un progetto di grande qualità, molto atteso dalla comunità internazionale che ha espresso formale interesse: dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), all’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), poi l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), l’Action Team on Near-Earth Objects (ONU), il  Near-Earth Object Program Office (JPL-NASA), Istituto di Astronomia e Astrofisica della Eberhard Karls-Universitat di Tübingen (Germania) e il Dipartimento di Matematica, Gruppo di Meccanica Spaziale dell’Università di Pisa.
Gli occhi della comunità scientifica sono quindi puntati su Isnello e sul posizionamento del telescopio di monte Mufara che vedrà “la sua prima luce” entro due anni, commissionato all’“Officina Stellare” di Sarcedo (Vi), una giovane realtà che si è fatta apprezzare a livello mondiale per le sue tecniche innovative e che ha contribuito alla realizzazione del telescopio infrarosso a bordo dell’osservatorio volante SOFIA (Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy), progetto congiunto tra Stati Uniti e Germania.
Con il telescopio di monte Mufara sarà possibile effettuare ricerche avanzate, dall’osservazione di pianeti extrasolari in orbita attorno a stelle vicine, al monitoraggio di stelle variabili e di nuclei galattici attivi, osservazioni fotometriche degli asteroidi Troiani e della Fascia Principale, monitoraggio dei detriti spaziali. Secondo l’astrofisico Giovanni Valsecchi “non ci sono attualmente nel continente europeo, e non ci saranno nel prevedibile futuro, telescopi con caratteristiche paragonabili a quelle dello strumento installato su Monte Mufara, che sarà adatto alla scoperta ed all’inseguimento di asteroidi pericolosi per la Terra”.
Perché Isnello?
Agli inizi degli anni ‘70 gli astronomi italiani indicarono i monti delle Madonie e, in particolare, la sommità di Monte Mufara (Piano Battaglia) come il luogo ideale per osservare il cielo e, dunque, il posto adatto dove ospitare il telescopio nazionale. La limpidezza del cielo, la lontananza da fonti estranee o inquinanti (anche le luci delle città) rendevano Piano Battaglia assolutamente perfetto per scoprire galassie, analizzare stelle, perdersi nell’immensità dell’universo. E’ stata scelta dunque la sommità di Monte Mufara (quota 1.865 metri, il sito osservativo astronomico più alto d’Italia), per ospitare il nuovo telescopio del GAL HASSIN, un investimento straordinario che è stato finanziato dal CIPE con sette milioni e mezzo di euro a cui se ne aggiungono altrettanti in strutture da parte del Comune e derivanti da ulteriori finanziamenti. Inoltre il Ministero dell’Università e della Ricerca ha recentemente assegnato un milione di euro all’INAF, per l’avvio delle attività di gestione del GAL HASSIN. A breve verrà istituita la Fondazione di partecipazione ONLUS che gestirà il Centro progetto (al fondatore promotore, il Comune di Isnello, si uniranno enti e istituzioni scientifiche, enti pubblici e persone giuridiche, pubbliche o private, italiane o straniere).
E’ proprio sottolineando il progetto del GAL HASSIN che l’Unione Astronomica internazionale, nel 2009, ha dato il nome “Isnello” all’asteroide 6168, tra Marte e Giove. E due anni fa, il nome “Pinomogavero” (dal nome del sindaco che ha fortemente voluto il progetto del Parco Astronomico) all’asteroide 4627 scoperto il 5 settembre 1985 da Henri Debehogne presso l’Osservatorio australe europeo (ESO, La Silla, in Cile).
Il GAL HASSIN non sarà slegato dal territorio, anzi: la sua nascita e crescita, oltre che riqualificare in termini di “cultura” un territorio regionale vasto, avrà inevitabili ricadute sul Isnello e l’intero comprensorio in termini di sviluppo durevole e sostenibile in aree di interesse paesaggistico. Un valore aggiunto per uno scenario naturale dalle eccezionali caratteristiche fisiche (meteo-climatiche, seeing, scarsissimo inquinamento luminoso) non riscontrabili in altre aree d’Italia. Senza contare che il lavoro di un piccolo comune come Isnello è un ulteriore passo nella delocalizzazione strategica.
Il Premio GAL HASSIN
Dal 2009, l’Amministrazione comunale di Isnello propone conferenze ed incontri con studiosi ed astronomi di caratura mondiale nell’ambito di una settimana di studi che si conclude con la consegna del PREMIO GAL HASSIN: una targa che viene assegnata ogni anno ad uomini di scienza che si sono distinti nell’ambito della ricerca o della divulgazione delle scienze astronomiche. Tra i premiati, Margherita Hack e George Fitzgerald Smoot III, cosmologo a Berkeley, in California, Premio Nobel per la Fisica nel 2006.
L’intero GAL HASSIN – Centro Internazionale per le Scienze Astronomiche comprende
Una stazione osservativa destinata alla ricerca (sommità di Monte Mufara) che ospiterà un telescopio riflettore dotato di uno specchio primario della classe del metro, a grande campo (circa 7 gradi quadrati) robotico e fruibile “in remoto”. La zona prevista per la localizzazione del telescopio è la sommità di Monte Mufara (Piano Battaglia), a quota 1.865 metri s.l.m.  che risulta essere il sito osservativo astronomico più alto d’Italia. All’inizio degli anni ‘70 l’Astronomia italiana individuò Monte Mufara come il sito ideale per qualità di cielo dove collocare il telescopio nazionale. Con questo innovativo strumento di osservazione sarà possibile effettuare  le seguenti attività di ricerca:
Osservazioni astrometriche e fotometriche di near-Earth objects;
Afterglow di gamma-ray e X-ray burst;
Scoperta e osservazioni di pianeti extrasolari in orbita attorno a stelle vicine;
Monitoraggio fotometrico multispettrale di stelle variabili e di nuclei galattici attivi;
Osservazioni fotometriche degli asteroidi Troiani e della Fascia Principale;
Monitoraggio dei detriti spaziali.
Una stazione operativa e di controllo (contrada Mongerrati – Isnello).
Una struttura destinata alla divulgazione e alla didattica (contrada Fontana Mitri) dotata di un planetario digitale e ottico meccanico, con cupola di 10 metri di diametro, e con una capienza di 75 posti.
Una terrazza osservativa a copertura mobile con 12 strumenti di osservazione connessi a computer (2 telescopi riflettori Schmidt-Cassegrain da 280-mm f/10, uno in montatura altazimuthale e l’altro in montatura equatoriale; 2 telescopi rifrattori apocromatici da 150-mm f/8 in montatura equatoriale; un telescopio riflettore a grande campo, 400-mm f/4, in montatura equatoriale con campo corretto di circa 4° quadrati; 1 telescopio rifrattore apocromatico da 80-mm f/5; un telescopio Dobson 500-mm f/4,5; un telescopio Coronado per l’osservazione del Sole da 90 mm),  due binocoli, uno da 150-mm semiapocromatico e uno da 100-mm apocromatico o ED, e due copie di strumenti storici (il telescopio rifrattore di Galileo e il telescopio riflettore di Newton). Del polo fanno parte anche un osservatorio solare, dotato di un eliostato che proietta l’immagine del disco solare in una camera buia, e un’antenna radiotelescopica parabolica di 2,30 metri di diametro.
Una struttura museale
aule didattiche “interattive” tramite exhibit (simulatori idonei a potere effettuare esperimenti pratici di fenomeni fisici e astronomici). Un laboratorio solare in cui, tramite un eliostato, potrà essere proiettato su uno schermo il disco solare per la sua analisi. Tramite uno spettrografo si potrà ottenere lo spettro della luce solare.
Un laboratorio astronomico all’aperto
con orologi solari di vario tipo, Plinto di Tolomeo, Torre delle Meridiane, Cerchio di Ipparco, Rosa dei venti, Scala delle grandezze e distanze planetarie e  stellari, Scala del tempo, Parabole acustiche, Mappamondo monumentale con supporto ed asse di rotazione.
FINANZIAMENTI: 13 milioni di euro
Il “GAL Hassin – Centro Internazionale per le Scienze Astronomiche” è stato realizzato grazie al finanziamento di € 7.500.000 del CIPE (Fondi FAS) del 6 novembre 2009. Un finanziamento di € 567.573, linea d’intervento 3.1.3.2 del PO FESR 2007-2013, ha consentito l’ampliamento delle strutture museali.
La ristrutturazione di edifici comunali, (€ 763.839,75, Centro vendita prodotti agricoli e caseari di Mongerrati) ha permesso la realizzazione di parte della struttura divulgativa – didattica, della struttura  operativa e di controllo  di Mongerrati e della Foresteria.
Il finanziamento PIST di € 1.764.101 ha consentito la ristrutturazione del camping (€ 2.326.638 camping con bungalow di Mongerrati). Per cui, il valore complessivo di strutture e strumentazione del Centro ammonta a € 12.922.151,00.
Un ulteriore contributo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di € 500.000 nel 2015 (programma FOE) ha consentito di avviare le attività di gestione nell’ambito di una convenzione con INAF – Osservatorio Astronomico di Palermo.
COME NASCE IL GAL HASSIN
Il complesso montuoso delle Madonie è tra i siti osservativi astronomici migliori d’Italia. Poco dopo la metà del secolo scorso il mondo astronomico italiano pensò di dotarsi di un telescopio nazionale della classe di 3 metri di diametro: si iniziò allora a cercare il luogo migliore dove costruirlo. Vista la sua posizione, la Sicilia permetteva una migliore visione del cielo australe, più interessante dal punto di vista astrofisico. La scelta era confortata dalle esperienze osservative etnee, iniziate alla fine dell’800 e riprese nei successivi anni ’50 con la costruzione dell’osservatorio M. G. Fracastoro sul versante sud dell’Etna, a 1.750 metri di quota. La scelta per il telescopio nazionale cadde quindi sulle Madonie, in particolare su Piano Battaglia, altopiano con un’altezza media di 1.600 metri che raggiunge quote vicine ai 2.000 metri. I sopralluoghi condotti nell’estate del 1971 dal personale dell’Osservatorio Astrofisico di Catania confermarono la bontà del cielo, le favorevoli condizioni ambientali e l’elevato numero di notti di “osservabilità”. Il cielo delle Madonie è caratterizzato da un forte scintillio delle stelle nei primi 90 minuti dopo il tramonto, poi le stesse appaiono come “stampate” nel cielo e solo quelle sotto i 30° dall’orizzonte palpitano appena. Non successe nulla, ma a distanza di quarant’anni un piccolo comune come Isnello si è messo in testa di costruire un osservatorio di livello mondiale.
Dalla sua ha le condizioni meteorologiche e di osservabilità del cielo: conta, in media, un terzo delle notti annue fotometriche (almeno sei ore continuative di cielo sereno), un terzo parzialmente fotometriche (almeno tre ore continuative di cielo sereno) ed un terzo non utilizzabili per copertura nuvolosa. Queste caratteristiche, assieme al trascurabile inquinamento luminoso, pongono il cielo delle Madonie ad un elevato standard di osservabilità professionale. Sono tutte condizioni alla base dello studio di fattibilità, negli anni ’90 – su spinta di Mario Di Martino, astronomo INAF – Osservatorio Astrofisico di Torino, che portò al primo finanziamento della CIPE e  della Regione Sicilia per complessivi 250 milioni. Si passò quindi ad un primo progetto, nel novembre 2009, che ottenne il finanziamento da parte del CIPE di 7,5 milioni. Progetto poi rivisitato più volte e adeguato alle indicazioni espresse da Istituzioni scientifiche nazionali e internazionali.
La comunità scientifica internazionale
“Non ci sono oggi nel continente europeo, e non ci saranno nel prevedibile futuro, telescopi come quello che sarà installato sul monte Mufara; possiede caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto alla scoperta ed all’inseguimento di asteroidi vicini alla Terra. Il fatto di trovarsi al centro di una vasta area continentale sprovvista di altri telescopi simili, gli assicura un ruolo importante e centrale per queste attività”.
 (Giovanni Valsecchi, INAF – IAPS)
“ Il telescopio, oltre all’osservazione di un ampio campo di cielo, rappresenterà un ottimo banco di prova per il previsto fly-eye. Se usato da ricercatori e studenti, permetterà loro di acquisire competenze ed esperienza in un campo sia scientifico che tecnologico. La disponibilità di un tale strumento consentirà di mettere a punto sofisticate strategie di elaborazione di immagini (con decine di volte il numero di stelle in una sola immagine rispetto a quelle ottenute con il telescopio dell’ESA da 1 metro di apertura di Tenerife, alle Canarie)”.
(Detlef Koschny, Agenzia Spaziale Europea)
“Il telescopio da installare su monte Mufara è uno strumento con ottime potenzialità scientifiche nel panorama non solo italiano ma anche europeo e mondiale. Sono almeno due i temi scientifici che beneficerebbero di una facility di questo tipo: da un lato la ricerca e l’inseguimento rapido di asteroidi e comete e, dall’altro, la ricerca delle controparti elettromagnetiche di eventi di alta energia come onde gravitazionali e neutrini, nell’ambito di una nuova branca dell’astrofisica che prende il nome di multi-messengers, ovvero la combinazione di informazioni veicolate da particelle e campi diversi per studiare al meglio sorgenti celesti”.
(Fabrizio Fiore, Direttore Osservatorio Astronomico di Roma)
“La progettazione di queste infrastrutture ha colto in modo formidabile tutte le raccomandazioni di autorevoli istituzioni scientifiche internazionali, fra cui la NASA, l’ESA, l’ASI. Il Parco Astronomico delle Madonie coniuga sia aspetti di ricerca avanzata, che di divulgazione scientifica di grande rilevanza culturale e di impatto sul territorio. L’INAF, che ha in carico la gestione del finanziamento annuale allocato dal MIUR a questa iniziativa, giocherà un ruolo importante in questa impresa”.
(Nicolò D’Amico, Presidente INAF)
“Il Parco Astronomico delle Madonie è un’operazione di scienza e divulgazione di grande respiro, con un’importanza potenziale enorme per il sud dell’Italia. Le discipline scientifiche sono molteplici mentre gli aspetti divulgativi ed educativi possono costituire un motore essenziale per la creazione di vocazioni scientifiche non solo per il Sud ma per tutto il territorio italiano. È un esempio di best practice di come un piccolo comune possa impegnarsi in un grande progetto”.
(Roberto Battiston, Presidente Agenzia Spaziale Italiana).
Il 3 settembre nel nuovo polo astronomico verranno presentate le mostre:
EXOMARS (ROBOTIC EXPLORATION OF MARS)
a cura di Agenzia Spaziale Italiana (ASI)
LA MISSIONE DELLA SONDA ROSETTA ALLA COMETA 67P/CHURYUMOV-GERASIMENKO
a cura di Agenzia Spaziale Italiana (ASI)
PASSATO, PRESENTE E  FUTURO DELL’ASTROFISICA  IN ITALIA
a cura di Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)
IL TELECOPIO “A GRANDE CAMPO” DI ISNELLO
a cura di Officina Stellare
Orari: 10 > 12 e 16 > 19 .
Visite guidate dal 4 al 18 settembre (tranne 10 e 11 settembre)
Ingresso € 5,00
L’UNIVERSO IN UNA STANZA
Planetario. Il 4, 5, 8 settembre e dal 12 al 18 settembre
Ogni giorno, alle 19.  Ingresso € 5,00
Prenotazioni: 329 8452944 (Fabio Cangialosi)
IL LOGO DEL GAL HASSIN
Museo Trame di Filo, viale Impelliteri. Dal 12 al 18 settembre
Orari: 10 > 12 e 16 > 18. Ingresso libero
INFO:
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La scuola aperta d’estate, la scuola come luogo di divertimento, oltre che di riflessioni e cultura. Un’esperienza coinvolgente che si apre al pubblico come una buona pratica riproducibile, come atto di condivisione e conoscenza. Arriva da Palermo e dl quartiere Bonagia, la zona meridionale della città, fra Villagrazia e Falsomiele.

Il 6 settembre 2016, infatti, si terrà all’ICS Mattarella uno spettacolo e una mostra per presentare il lavoro finale del progetto Fuoriclasse.

Finanziato dal MIUR, in collaborazione con l’associazione Il Villaggio della Idee e Il Canto di Los Fuoriclasse nasce nell’ambito di attività ludico / educative per il periodo estivo rivolte a scuole operanti in quartieri a rischio dispersione scolastica.

I ragazzi delle scuole medie, in un percorso suddiviso in Espressione creativa, Turista nella mia città, Espressione corporea, canto vocale e musica e scrittura/ lettura e drammatizzazione, hanno affrontato il tema del mare. Mare come simbolo di libertà, estate, come luogo di partenza, transito e approdo. Nel corso degli incontri di Turista nella mia città, i ragazzi sono stati impegnati in escursioni a Mondello e a Cefalù, hanno visitato il teatro Massimo, il Giardino Inglese, l’Orto Botanico, il museo del mare a Sant’Erasmo. A Mondello, la spiaggia del cuore dei palermitani, in particolare, hanno adottato un tratto di spiaggia che è stato pulito dai ragazzi e della ragazze armati di guanti e retini, la strategia è stata quella di innescare un gioco di raccolta, il punteggio attribuito a ciascuno oggetto è stato calcolato in base al tempo di degradazione che Legambiente ha diffuso nelle loro tabelle.

L’appuntamento con la mostra e lo spettacolo sarà dalle 11 e 30 alle 12 e 30 in via Bonagia 14 plesso Mattarella.

I tutor interni, ovvero le insegnanti che hanno curato il progetto, sono: Cinzia Grimaudo e Gaetana Spina, Carmelina Sicilia, i tutor esterni, Daniela Di Mauro, Deborah Fimiani, Daniela Gambino, Alessandro Guddo, Valentina Vegna, i dirigenti scolastici Vito Pecoraro e Vincenza Muratore.

Ma grazie soprattutto ai 34 ragazzi e alle loro famiglie per aver aderito con entusiasmo all’iniziativa.

 

 

Escursione per camminatori abituali, 2 orme, della lunghezza di circa 10 km con dislivelli non superiori ai 150 mt. lungo un percorso in parte su sterrate e mulattiere e in parte fuori sentiero, lungo l’alveo del
torrente.

Si cammina attraverso Cava Prainito, conosciuta anche come Cava Paradiso, situata lungo il corso
dell’omonimo torrente, affluente del fiume Tellaro, che forma un percorso sinuoso e affascinante, in molti tratti incontaminato. Al suo interno parecchie testimonianze geologiche, archeologiche e naturalistiche ci mostreranno la bellezza e l’incanto di questo ambiente naturale rievocando
leggende e incantesimi come quella delle “Povere Donne”; antiche e sfortunate custodi di un mitico tesoro, il cui appellativo migra sulle due vicine sorgenti: la “soprana” e la “sottana”.
Tra tutte le cave dei monti Iblei Cava Prainito è una delle più spettacolari per la bellezza del paesaggio nel suo insieme, la naturalità degli ecosistemi che vi sono conservati, la ricchezza della biodiversità
animale e vegetale presente… un “corridoio ecologico” nel territorio ibleo…

Si consiglia sempre il classico equipaggiamento da escursione giornaliera di fine estate e cioè Scarponi da trekking a collo alto, zaino piccolo da escursione giornaliera(capacità max consigliata 30 lt), cappello per proteggersi dal sole, crema protettiva solare, mantellina per la pioggia, acqua. Facoltativo costume da bagno, telo mare e scarpe da scoglio

Appuntamento per la partenza alle 8,30 in Piazza Libertà a Ragusa. Per eventuali altri luoghi e orari d’incontro vi preghiamo di contattarci per stabilirli di comune accordo.

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Si chiudono il 6 settembre i termini per iscriversi alla quinta edizione della “Summer School GIA’ – GiovanInnovazioni”, in programma dal 18 al 24 settembre presso il fondo agricolo “Casa Bianca”, confiscato alla mafia e gestito dalla Cooperativa Beppe Montana – Libera Terra, a Belpasso (CT).  A promuovere questa iniziativa, volta all’emersione di percorsi di auto imprenditorialità, di innovazione sociale ed economia civile sono realtà come Libera, il Consorzio Arca e l’Università degli Studi di Catania.

I destinatari saranno 35 giovani del territorio che, attraverso laboratori didattici, lezioni frontali, esperienze sul campo e incontri con testimoni privilegiati, potranno sviluppare progetti innovativi d’impresa sociale per lo sviluppo locale. Proprio un progetto di riuso innovativo di un bene comune sarà, infatti, il risultato finale della Summer School che, per Libera, ha come referente Umberto Di Maggio.

«La sfida dell’innovazione sociale, oggi, è quella di sollecitare politiche di sviluppo consapevoli e responsabili – spiegano gli organizzatori -, attente a non riprodurre pratiche invasive ed estrattive delle risorse ambientali, progettando interventi di recupero e riuso dei beni comuni che, come quelli confiscati alle mafie, costituiscono uno straordinario patrimonio relazionale e culturale».

Tra i partners ci sono: Contamination Lab, YoutHub, Labsus, Vulcanìc, Impact Hub Siracusa, Meedori, Abadir, Bootstrap, Push, Ondata, ECLettica, Trame di Quartiere e Polline Art.

Per candidarsi, bisogna inviare il proprio curriculum vitae e una lettera di motivazione alla mail giasicilia@libera.it, specificando nell’oggetto “GIA’ SICILIA 2016 – CANDIDATURA”.