Thursday, July 18, 2019
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Tema ancora aperto di uno scempio ambientale, il fiume Oreto conserva, lungo il suo percorso, la presenza di rare specie sia floristiche sia faunistiche che hanno una limitata distribuzione in Europa,
o addirittura in via di estinzione.
Terradamare | Cooperativa Turistica e VediPalermo, in collaborazione con Palma Nana, organizzano un’escursione al fiume Oreto, dalla foce alla sorgente.
Una vera e propria esplorazione del fiume di Palermo, immerso in un paesaggio contraddittorio e unico nel suo genere, fatto di scarichi fognari ma anche di una natura di grande bellezza.

Lungo il tratto dal Ponte a mare fino alla foce sul mare, si potrà osservare la parte degradata ma anche alcune specie faunistiche di rilievo. Essendo in piena epoca di migrazione, alla foce si incontreranno
infatti anche alcune specie stanziali e migratrici come l’Usignolo di fiume e il Martin pescatore.
Trasferimento nel comune di Monreale presso l’affioramento di sorgente Fontana lupo, passeggiando in piena Conca d’Oro fino a raggiungere la Sorgente dell’Oreto.
Qui, per chi sarà attrezzato (si consiglia attrezzatura da mare: scarpe da scogli e costume) si faranno 4 passi sul fiume: un posto inaspettato per la sua bellezza selvaggia, suggestiva, in una gola tra rocce.
Si osserveranno, tra le altre bellezze, la pianta Carex panormitana, rarissima pianta acquatica.
 
Appuntamento presso l’Ecomuseo Mare Memoria Viva c/o ex deposito locomotive di Sant’Erasmo e arsenale della marina regia, via Messina Marine 20.
L’obiettivo di questa escursione è evidenziare la grande differenza a distanza di pochi chilometri e capire cosa sta perdendo la città di Palermo, e come sia possibile un futuro per l’Oreto e inevitabilmente
per la nostra città.
Ad accompagnarci lungo questo affascinante e controverso percorso: Davide Bonaviri (WWF).

L’escursione fa parte di ECOTU, tour ecologico ed eco cittadina per il fiume simbolo della città di Palermo che da giugno di quest’anno, attraverso eventi locali, ha attivato l’incontro tra chi ha interesse
e volontà rispetto a tematiche ecologiche in generale, sul fiume Oreto e Palermo nello specifico, interessi culturali, musicali, cinematografici e documentaristici, appassionati di sport, natura e avventura e ne
racconta gli esiti attraverso video diffusi dalle pagine social di VEDIPalermo e i suoi partner.
A sostenere l’iniziativa, The Raftmakers, progetto documentario di Igor D’India, che esplorerà i fiumi del mondo (incluso l’Oreto) a bordo di zattere di fortuna e Comitato Salva L’Oreto che,
per la sua rivalutazione e salvaguardia, ha candidato il fiume Oreto al concorso “I luoghi del cuore” promosso dal FAI.

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Il Rotary Club Marsala Lilibeo Isole Egadi, insieme con Mulier Donna, organizza domenica 18 settembre alle ore 17.30 a Villa Favorita, l’evento di solidarietà “L’abito, moda e storia… Serata per la Rotary Foundation”.

Si tratta di una serata dedicata alla moda e alla sua evoluzione culturale nel tempo: da quella contemporanea, attraverso il defilè di Mulier Donna, a quella del passato, con un’esposizione di abiti d’epoca. Le coreografie di danza sono a cura di Elisa Ilari, titolare del Centro Danza Tersicore. Il ricavato della serata sarà destinato alla Rotary Foundation, la Fondazione che realizza progetti in grado di cambiare, migliorandole, vite umane sia a livello locale e internazionale. Come entità benefica del Rotary, la Fondazione può contare su una rete globale che investe il proprio tempo, le proprie risorse e le proprie competenze per priorità come l’eliminazione della polio e la promozione della pace. Le sovvenzioni della Fondazione consentono ai Rotariani di affrontare sfide quali povertà, analfabetismo e malnutrizione con soluzioni sostenibili e ad impatto duraturo. In particolare la Rotary Foundation ha aiutato ad immunizzare oltre 2.5 miliardi di bambini contro la poliomelite in 122 Paesi.

L’iniziativa si svolge a Marsala con la collaborazione di “Mulier Donna”, “Centro Danza Tersicore”, “Compagnia della Bellezza Parrucchieri Sebastiano e Mary”, “Make up Fulvia Denaro”, “Donna Fugata”, “Angileri Fiori”, ” Juparanà”, “Villa Favorita” “Megriffe” e “Foto Maurizio Arena”. Il ricavato della serata, per la cui partecipazione è, appunto, prevista una libera donazione, sarà interamente destinato alla Rotary Foundation.

Sabato 24 e domenica 25 settembre 2016, a Bompietro, Palermo. Ecco che si lasciano scoprire la cultura e le tradizioni contadine impresse nelle menti e nei paesaggi, i sentieri freschi ed odorosi d’erba, i cibi totalmente naturali, il rumore lontano di bimbi che giocano con bizzarri cavalli e stanchi muli di un intero comprensorio. Perché questo non è uno scenario medievale. Queste sono le Madonie di oggi. Dove rurale non significa vecchio, o paesaggio brullo e deserto, ma vivo e sostenibile.  Tutta la sostenibilità umana ed ambientale di un popolo e di una terra da tutelare e trasmettere incontaminata alle generazioni future. A Bompietro da più di 20 anni si festeggia l’arrivo dell’autunno e si celebra il territorio e lo sviluppo sostenibile, che per molti oggi è diventato un nuovo approccio alla vita, ma che per Bompietro è norma da sempre.

Una esperienza unica da vivere anche attraverso il gusto grazie alla cena completa  bompietrina di sabato 24 ore 20.00 organizzata per le vie del paese ed al pranzo di domenica. Tutto con il sapore d’autunno Madonita.
Un territorio che si presta ad una indescrivibile esperienza sensoriale.

Attività gratuite in programma per adulti e bambini:
– tiro con l’arco
– equitazione
– corso di acquerello
– corso di scultura
– corso di artigianato
– inaugurazione FoodArt Gallery
– corso di degustazione ONAF e ONAV
– ciclo dell’uva
– ciclo della  ricotta e degustazione
– Convegno ed incontro con le aziende ed i giovani Madoniti dal tema “La sostenibilità come vantaggio economico per lo sviluppo  dell’imprenditoria locale”.

Previsto pacchetto  bus+cena completa incl. bibite di sabato o pranzo  di domenica incl. bibite con un piccolo contributo di 15,00 euro a persona. Questo contributo veramente irrisorio per i servizi  che verranno offerti é stato possibile applicarlo grazie al patrocinio del Comune di Bompietro,  promotore della manifestazione.

Camere per pernottamento disponibili a partire da 15,00 euro a notte per i soci ed amici di NutriSicilia.

Sarà un’esperienza unica ed una grande occasione per chi non conosce i paesaggi ed i sapori Madoniti.

Bus Palermo/Bompietro -Bompietro/Palermo con partenza da piazzale Giotto sabato 24/09 ore 15.00  e domenica 25/09 ore 9.00.

Prenotazione obbligatoria ticket bus+ristorazione entro il 15 settembre tramite email nutrisicilia@gmail.com e versamento quota adesione entro il 20 settembre.

Questo sabato di metà settembre Kalura propone un’escursione al chiar di luna .Questa volta i vostri passi si incroceranno ai nostri lungo i sentieri di Cava Volpe, là dove l’animo del camminatore si riempie di colori, forme e odori che solo una notte di luna piena riesce a regalare. Kalura vi condurrà ma sarà la luce riflessa della luna piena a indicarci la via illuminando le bianche sterrate e la grigia “timpa” fino a un antico baglio abbandonato in cima a una bianca falesia. E lì, nel silenzio della campagna, potrete ascoltare… il canto della volpe….

Percorso semplice, adatto a tutti, di circa 6 km su sterrate e sentiero e con dislivelli che non superano i 50 mt.

Si raccomanda il solito equipaggiamento da escursione notturna di fine estate: scarpe da trekking a collo alto, zaino piccolo (max capienza 25 lt), giacca e berretto per la “muddura”, cenetta a sacco, acqua, torcia elettrica da usare solo in caso di necessità e… binocolo a infrarossi(!?!)…

Appuntamento per la partenza alle ore 21,00 presso il parcheggio di Largo San
Paolo a Ragusa Ibla.
Si richiede la prenotazione.
Per eventuali altri luoghi e orari d’incontro siete pregati di contattare Kalura e stabilirli di comune accordo.

Per maggiori info e prenotazioni: segreteria Kalura 327.0069217 – mailto:info@kalura.org

Che Ursino Buskers – Festival Internazionale di arti di strada sarebbe senza i workshop?
Ecco tutte le preziose occasioni di confronto e crescita con artisti nazionali e internazionali di #UrsinoBuskers2016
Tranquilli ce n’è per tutte le capacità, anche per le schiappe totali

EQUILIBRIO SULLE MANI tenuto da Veronica Capozzoli (Kolektiv Lapso Cirk)

– 14 e 15 Settembre dalle ore 11.00 alle ore 14.00.
Costo: 30 euro.

Un workshop di tecnica della verticale ed equilibrio sulle mani.
Un corso intensivo di 6 ore aperto a tutti, dai principianti a chi già ha una base di equilibrio sulle mani, per giocare con la gravità e scoprire nuove possibilità di equilibrio e di sospensione del corpo.
I partecipanti saranno accompagnati nell’acquisizione della base tecnica della verticale,sperimentando l’equilibrio anche a partire dal movimento nello spazio.
Il corso è aperto anche a chi voglia acquisire elementi di equilibrio in coppia.
Programma
– Riscaldamento, yoga e preparazione fisica
– Sperimentare la sospensione: ricerca di equilibri differenti a partire dal movimento nello spazio
– Elementi tecnici di base della posizione verticale
– Variazioni sugli esercizi di base e figure tecniche
– Equilibrio in duo (facoltativo e per chi interessato)
– Allungamento muscolare e rilassamento
Ai partecipanti è consigliato portare vestiti elastici e comodi, senza cinture o simili. Si lavora scalzi.

Veronica Capozzoli è artista di circo e regista teatrale. Si forma alla Scuola di Cirko Vertigo di Torino e presso Arc en Cirque, École de Cirque de Chambéry, in Francia, specializzandosi
come verticalista e acrobata al palo cinese. Nutre il suo percorso artistico con una formazione di danza e teatro-danza, dal cui apporto costruisce la sua ricerca personale sul movimento.
Nel 2015 fonda, insieme ad altri, il Kolektiv Lapso Cirk.

GIOCOLERIA e MANIPOLAZIONE DI OGGETTI tenuto da David Diez Mendez (Kolektiv Lapso Cirk)
Due livelli di workshop: uno di iniziazione e uno per chi già pratica la giocoleria.

– 14 e 15 Settembre dalle 15.00 alle ore 18.00.
Costo: 30 euro.

**Worshop di livello base**
Un corso intensivo di 6 ore indirizzato a chiunque voglia avere un primo incontro con la giocoleria e la manipolazione di oggetti.
I partecipanti saranno accompagnati alla scoperta delle infinite possibilità di gioco che offre un oggetto, divertendosi a sperimentare e acquisire i fondamenti tecnici.
Programma:
Riscaldamento
Incontro e conoscenza con l’oggetto
Elementi tecnici di base
Variazioni sugli esercizi di base
Ai partecipanti è consigliato di portare con sé i propri oggetti di giocoleria. Verranno comunque messe a disposizione palline per chi non ne fosse munito (non clave o cerchi).

**Workshop di livello intermedio/avanzato**
Un corso intensivo di 6 ore indirizzato a chi abbia già una conoscenza di base della giocoleria e della manipolazione di oggetti, e che voglia aumentare il proprio bagaglio tecnico. I partecipanti saranno accompagnati nel perfezionamento della propria tecnica e nell’acquisizione di nuovi elementi, fino alla libera improvvisazione.

Programma:
Riscaldamento e incontro con l’oggetto
Corpo e oggetto: tecniche di giocoleria e manipolazione in riferimento al corpo in movimento
Lo spazio attorno: conoscenza dello spazio dell’oggetto a attorno ad esso, dello spazio del corpo e del suo movimento.
Acquisizione di elementi tecnici di livello intermedio/avanzato
Improvvisazione e scrittura
Ai partecipanti è richiesto di portare con sé i propri oggetti di giocoleria.

David Diez Mendez
David Diez Mendez nasce a Valladolid il 16 settembre del 1989. Da sempre irrequieto e curioso del mondo, prima di diventare un artista di circo si dedica alla pittura e al disegno. Durante il cammino di Santiago incontra una compagnia di giocolieri e alla fine del viaggio capisce di voler imparare
davvero l’arte della manipolazione di oggetti. I suoi primi insegnanti sono Rafael Lopez e Isaac
Posaac, e dopo due anni con loro, viene ammesso alla Scuola di circo Carampa di Madrid, dove frequenta il primo anno di formazione professionale. Capisce presto che il circo tradizionale non è la sua strada e si
diploma alla Scuola professionale di Cirko Vertigo, dove conosce Tomas Vaclavek e inizia il
suo percorso di ricerca artistica fondando il Kolektiv Lapso Cirk

WORKSHOP STAFF a cura di Lucas De Lima Devillers

– 16 e 17 Settembre dalle ore 11.00 alle ore 12:30 e dalle 15.00 alle 16.30.
Costo: 15 euro (principianti); 20 euro (esperti).

**Principianti 3 ore**
In questo workshop esploreremo una serie di modi diversi di giocare con lo staff, scopriremo tutte le principali famiglie della manipolazione degli oggetti, ed i movimenti del corpo. Alla fine del corso tutti i partecipanti avranno la chiave per creare i propri stili di gioco e migliorare.

**Esperti 3 ore**
In questo workshop ci dirigeremo soprattutto sui movimenti del corpo, con esercizi che ci porteranno fuori dalla vostra zona “confort”, apriremo nuovi modi, nuovi tricks, e soprattutto nuove connessioni. Insieme lavoreremo anche sulla scoperta del miglior modo per approfondire la ricerca e lo sviluppo personale.

Lucas De Lima
Lucas De Lima, 25 anni, è un artista che ha dedicato gli ultimi 10 anni all’insegnamento di discipline motorie ai bambini e a perfezionare le sue personalissime tecniche e capacità di giocoleria e danza, specializzandosi nelle esibizioni con il fuoco.
Figlio d’arte, sin da piccolissimo è cresciuto nell’ambiente dello spettacolo, scegliendo di specializzarsi in pedagogia e attività motorie, oggi insegna ai bambini e ha scelto la giocoleria come personale percorso professionale ed artistico.
Nel 2012 crea la Compagnia “Healing Project” insieme a sei artisti internazionali provenienti dal Sud America e dall’Europa. Per tre anni girano in lungo e in largo per il nuovo e vecchio continente con uno spettacolo che miscela la musica dal vivo, al teatro, alla giocoleria e al fuoco. Il lungo viaggio si trasforma in crescita artistica e Lucas sceglie di lasciare la compagnia per ritornare in Brasile e specializzarsi nelle tecniche della Capoeira e della danza acrobatica.Negli ultimi anni si esibisce come artista solista in grandi eventi internazionali come “European Juggling Convention fire Gala” ma il suo palcoscenico preferito rimane sempre e comunque la strada. Secondo Lucas la strada, infatti, è l’unico posto in cui avviene la perfetta condivisione artistica tra artista e spettatore. Solo per strada, infatti, la danza, la giocoleria e la poesia, riescono davvero a toccare l’animo delle persone e ognuno di noi in quel momento riesce a mettersi in contatto con il bambino che vive dentro di se.Dopo aver vissuto in giro per 12 Paesi di 2 diversi continenti, il Sud America e l’Europa, Lucas ha un messaggio importante da condividere con il suo pubblico mentre si esibisce: “non lasciate mai che le paure fermino la realizzazione dei vostri sogni!”

WORKSHOP DI CAPPELLI per tutti i livelli tenuto da Mike Rollins

– 17 e 18 Settembre dalle ore 12.00 alle ore 15.00.
Costo: 30 euro.

Si esploreranno tecniche di manipolazione (contact, flourishes, body roll) e diversi lanci con mani, piedi e gomiti e si inseriranno in fine nei pattern con 2, 3, 4, e 5 cappelli. Verrà posta l’attenzione sull’efficacia del movimento, sull’isolazione delle articolazioni, la pulizia delle figure e sui metodi di allenamento per sviluppare il proprio stile.

WORKSHOP sulle TECNICHE DI IMPROVVISAZIONE E STUDIO DELLA RELAZIONE TRA MOVIMENTI E OGGETTI

– 17 e 18 Settembre dalle 15.30 alle ore 18.30.
– 19 Settembre dalle 10.00 alle 15.00 e dalle ore 15.30 alle ore 20.30.
Costo: 150 euro.

Uno studio delle tecniche di manipolazione degli oggetti, della relazione tra movimento e oggetti, e l’importanza di una presenza scenica “potente” in tutte le arti performative. Non è necessario sapere già giocolare, perché l’enfasi non verrà messa sulla giocoleria tradizionale, ma sull’esplorazione di diversi oggetti e gli infiniti modi di sfruttarli in scena. Si lavorerà anche con i classici strumenti di giocoleria che verranno, però, utilizzati in maniera non tradizionale. L’improvvisazione e il gioco, in gruppo o individualmente, saranno oggetto di ampio studio

Mike Rollins dal 2002 porta nelle strade e sui palchi di tutto il mondo il suo particolare miscuglio di teatro fisico, humor verbale, manipolazione degli oggetti e giocoleria in una gamma di contesti vari ed eccitanti. Come presentatore usa la sua prospettiva sghemba per portare il pubblico in un universo comico in cui tutto può succedere. La sua inclinazione all’assurdo lo porta a incorporare l’imprevisto nelle performances, creando spettacoli interattivi che si adattano facilmente sia al tendone da circo che alle piazze affollate delle città, ai cabaret, ai teatri e agli eventi aziendali. .Studia arti circensi presso la Flic Scuola di Circo di Torino e teatro fisico “Lecoquiano” con Philip Radice, portando avanti costantemente la passione di far ridere con la sua natura clownesca. Mike unisce capacità tecniche armonizzate alla scrittura comica per creare continuamente nuovo materiale. Grazie alla conoscenza di tre lingue (inglese, francese e italiano), Mike ha divertito platee dalla Polonia a Israele, da Terranova alla Tasmania. Oltre a fare spettacoli, conduce workshop di giocoleria e manipolazione di oggetti in diversi festival e conventions in tutta Europa e tiene due corsi annuali presso l’Atelier di Teatro Fisico a Torino.

WORKSHOP DI TRAMPOLI E PALLONCINI tenuto da Santo Scirè
16 Settembre dalle 15.00 alle 18.00 (trampoli)
18 settembre dalle 15.00 alle 18.00 (tecniche per costruire figure con i palloincini)
costo 25 euro.

In questo workshop si lavorerà il primo contatto con l’equilibrismo sui trampoli e la realizzazione di sculture di palloncini modellabili. Il trampolaio matto vi guiderà verso un primo approccio con il mondo dell’animazione di contatto e dell’intrattenimento, mediante il fascino dei trampoli e la leggerezza dei palloncini.

LABORATORIO DI RICERCA DELLE TECNICHE DI MANO A MANO tenuto da Virgilio Rattoballi
“il linguaggio del corpo nell’acrobalance”

17 Settembre dalle ore 15.00 alle ore 18.00
18 settmbre dalle ore 15.00 alle ore 18.00
19 settembre dalle ore 11.00 alle ore 14.00
Il costo è di 30 euro.

In occasione dell’Ursino Buskers Festival 2016, voglio dedicare una sezione di lavoro e di ricerca differente dalla tradizionale concezione delle discipline tecniche circensi, partendo inequivocabilmente dalla disciplina artistica e tecnica in cui io da tempo investo energie e studio.
Il lavoro parte da un analisi esterna di ciò che viene in modo evidente nelle discipline circensi denominate “acrobalance” , “mano a mano”, “Acro-Porteur” o ginnicamente “Acrogym”.
La disciplina per visualizzarla nell’immaginario comune della gente viene da sempre rappresentata con piramidi umane, che portano persone a costruire equilibri tra più corpi nei modi più complicati possibili e attraversando percorsi sempre più difficoltosi e virtuosi per il loro raggiungimento.
Ovviamente questa disciplina rappresenta una delle quasi scienze del circo, ormai codificata nei corsi dei secoli da una sempre più sperimentata e perfezionata tecnica.
Il percorso da me proposto dirotta la tecnica verso un altro sistema di apprendimento, analizzando i tre punti su cui la mia esperienza ha portato attenzione (rischio, assistenza-spotting e creatività) il lavoro partirà inversamente. Un sistema di giochi di improvvisazione corporea, i quali attingono a metodi di improvvisazione teatrale e danza, incanaleranno i partecipanti a poter provare tecniche e portarle compimento, tenendo alto il livello creativo-compositivo e non tralasciando mai di rendere al massimo il lavoro in sicurezza (spotting) aumentando sempre il livello di lavoro (altezza,difficoltà).
Il laboratorio inoltre avrà una fase dedicata all’analisi della tecnica tradizionale della disciplina,potendo così donare ai partecipanti uno strumento di comparazione tra la metodologia classica ed il percorso da me sviluppato.

WORKSHOP DI CORDA E TESSUTO AEREO (AVANZATO) tenuto da Linda Vellar Circus
Tecnica aerea su linea verticale: dinamica, libertà e leggerezza.

17 Settembre dalle ore 11.00 alle ore 14.00
18 Settembre dalle ore 11.00 alle ore 14.00
costo del workshop 50 euro

Lo stage ha la durata di 6 ore ed è rivolto a tutti gli adulti con una base di lavoro acrobatico aereo alle spalle.
L’ obiettivo della lezione e’ iniziare gli allievi ad un approccio all’attrezzo libero e senza troppe legature, sia a livello tecnico che a livello coreográfico.
Parte técnica: Riscaldamento, potenziamento e propedeutica opportuni al lavoro. Basi di dinamica su linea verticale per un movimento più leggero e meno faticoso. Studio delle principali posizioni statiche in libertà e introduzione ai movimenti dinamici come montaggi o cadute.
Parte di ricerca: spunti di investigazione artistica basati sull’entrare in comunicazione con l’attrezzo, “stare” in aria aldilà del gesto tecnico, creare una relazione tra il performer l’attrezzo ed il pubblico.

–> WORKSHOP HULA HOOP (TECNICHE BASE – PRINCIPIANTI) tenuto da Linda Vellar Circus
19 settembre dalle ore 11.00 alle ore 14.00 / 15.00 alle ore 18.00
costo 30 euro.

Corso di 6 ore rivolto a ragazzi e adulti che vogliono approcciarsi al mondo dell’Hula Hoop o avere un’idea più chiara delle diverse tecniche utilizzabili.
E’ consigliata una conoscenza corporea di base come principi di danza o manipolazione d’oggetti.
L’alunno, tramite l’apprendimento di tricks differenti, avrà una panoramica delle principali direzioni tecniche da seguire per avere una conoscenza varia del gioco dell’Hula Hoop.
La lezione partirà da un’esplorazione dei movimenti di base dell’ Hoop Dance: mantenimento l’hula nelle varie parti del corpo, dalle gambe a bacino, petto, spalle e testa. Si proseguirà con esercizi, movimenti e figure provenienti da tecniche come la manipolazione d’oggetti (bouncing, isolazioni e varianti), l’antipodismo (mantenimento dell’hula con il piede), la giocoleria (lanci a 1, 2 e 3 hula) e la ginnastica ritimica (lanci, trilli, rolls).
In base al livello e all’interesse dei partecipanti verrà proposto un momento conclusivo di improvvisazione e ricerca di una sequenza coreografica.

–>WORKSHOP DI HULA HOOP (CREAZIONE – AVANZATI) a cura di Linda Vellar Circus
16 Settembre dalle ore 15.00 alle ore 18.00
costo 25 euro.
Corso di 3 ore rivolto a ragazzi ed adulti già pratici della disciplina che vogliono ricercare un movimento personale e/o costruire una sequenza coreografica.
Scopo del corso è dare all’alunno esercizi e metodi per avanzare nell’approccio alla tecnica, slegandosi dal puro apprendimento di tricks e creando una propria personale modalità di comunicazione artistica tramite l’attrezzo.
Si investigherà partendo da spunti performativi come musiche differenti o differenti qualità di movimento corporee, oppure da spunti teatrali come la trasformazione dell’hula in un altro oggetto, la trasformazione dell’hooper in un personaggio, la creazione di una storia.
Lo stage inizierà con un riscaldamento di gruppo e di coppia per sviluppare la confidenza con l’oggetto e con gli altri partecipanti e si concluderà con un momento finale di condivisione delle creazioni.
Ai partecipanti è richiesta la selezione di un paio di tracce musicali ispiranti.

Linda Vellar Circus si forma a livello acrobatico con studi e competizioni di ginnastica artistica per la Soc. Sportiva La Marmora di Biella. Dopo aver partecipato ai corsi aerei di Flic, Vertigo e Rogelio Rivel frequenta la Scuola professionale di Cirko Vertigo Torino dove si diploma nel 2013 in Corda Verticale. In questi anni studia discipline aeree con Roman Fedin, Elodie Donaque, Emiliano Ron, Leo Hedman.

Gli orari e i giorni possono subire variazioni.
Per Info e Prenotazioni veniteci a trovare da Gammazita (Piazza Federico di Svevia ,92) dalle 18.00 in poi
oppure scriveteci su gammazitainfo@gmail.com
oppure chiamate:
393-5297307

Come uno scrigno prezioso nel cuore delle Terre Sicane, Sambuca di Sicilia (89 km da Agrigento e 78 km da Palermo) nel comprensorio della Valle del Belice è adagiata ai piedi di Monte Adranone su una collina degradante verso il lago Arancio. Qui, tra alture coltivate a grano, ulivi e vigne, l’uva eccelle per qualità secondo una antica tradizione portata dalle popolazioni che hanno segnato questo lembo di Sicilia: greci, arabi e fenici che dalla terra di origine hanno trasferito molte delle loro usanze. Tra vitigni disposti in filari regolari a testimonianza della cura posta dagli agricoltori quasi a disegnare il territorio collinare come una scacchiera, una strada a serpentina, che durante la vendemmia profuma di inzolia, alastro, cometa, burdese, grillo e catarratto, conduce al cuore del paese. L’origine di Sambuca è incerta. Secondo studiosi l’origine del suo nome potrebbe essere la latinizzazione di uno strumento musicale greco simile all’arpa, Σαμβύκη (sambýkē), che ricorda l’impianto del centro storico del paese e che è raffigurato sullo stemma del comune. Sambuca può derivare anche dalle piante di sambuco, diffuse in antichità nella valle del lago Arancio oppure dal nome dell’antico casale La Chabuca, che probabilmente prendeva il nome dal leggendario emiro Al Zabut che costruì il castello e fondò l’abitato. Proprio questo appellativo saraceno, proveniente dall’emiro Zabut (lo Splendido), fu aggiunto al nome del paese nel 1863, fino ad assumere nel 1923 la denominazione attuale.  Della fortezza ormai non c’è più traccia; su quelle pietre sono nati un terrazzo per celebrare la Crocifissione del Venerdì Santo, chiamato Calvario e denominato poi Belvedere, che domina la campagna circostante,  e la maestosa Chiesa Matrice. Danneggiata dal terremoto del Belice del 1968, è caratterizzata da basamenta ciclopiche di pietra tufacea dura che conferiscono al tempio un rigore e un’armonia claustrale. La Matrice fu edificata attorno al 1420 su una parte dell’antico Castello di Zabut, nella zona più antica del paese. Ha un bellissimo prospetto ed un portale di ingresso in stile arabo-normanno, proveniente da una delle chiese della distrutta Adragnus, che si staglia in cima ad una lunga scalinata di accesso.

L’interno è a tre navate con pianta a croce romana. Il campanile, ricavato da una delle torri a difesa del castello saraceno, culmina con una guglia piramidale coperta da quadrelli di ceramica policroma. L’originale materiale arenario tufaceo, tipico della zona, è ancora in uso nelle attuali forme di conci di tufo. Intatto invece è rimasto il quartiere saraceno, con le sue vie strette, cieche, tortuose, arricchite da piccoli cortili e da purrere (cave di pietra sotterranee) riportate recentemente alla luce, un gioiello di pianta urbana che ricalca perfettamente la visione dei centri storici delle città arabe, oggi diventate spazi espositivi d’arte contemporanea. Interessante passeggiare tra i suoi stretti vicoli pavimentati con sdrucciolevoli basolati di marmo, su cui si affacciano vecchi e bassi caseggiati coi tetti coperti di coppi, alternati a prospetti con balconi fioriti di gerani e qualche insegna in ceramica, che dal nome Casa del Ciuciulio (Casa del Pettegolezzo) indica la presenza di un recente B&B, secondo la formula dell’Albergo Diffuso. Ogni tanto si notano improvvisi scorci, su cui svettano i campanili della Chiesa del Rosario e della Chiesa Matrice, oppure si aprono dei piccoli cortili con scale in pietra che portano all’ingresso principale, seminascosto dai panni appesi su fila di canne. Lo sviluppo urbano del paese ha due direttrici: quella araba “dentro le mura”, che si proietta fino a tutto il Cinquecento con l’infittirsi delle residenze attorno alla fortezza di Zabut, e quella sei-settecentesca “fuori le mura”, con il Palazzo Dell’Arpa, sede comunale che fa da cerniera, caratterizzato da una facciata con un doppio arco trionfale sormontato da tre eleganti balconi. Il palazzo venne costruito nel Seicento dalla famiglia Oddo sull’impianto dell’antica porta attraverso la quale si accedeva alla città-fortezza di Zabut.

Successivamente venne ceduto ai Giurati del Tempo perché divenisse sede della municipalità. Oggi vi si conservano opere d’arte moderna d’illustri concittadini. Dal 1968, anno del terremoto nel Belice, che distrusse gran parte dell’abitato, l’amministrazione locale ha lentamente restaurato le sue architetture civili e religiose, rendendolo visitabile all’interno di un circuito culturale e turistico fino a conseguire risonanza nazionale, in seguito alla partecipazione alla trasmissione televisiva “Alle falde del Kilimangiaro”, che attraverso un referendum gli ha conferito il titolo di “Borgo dei borghi 2016”.

Il nuovo Borgo d’Italia è famoso anche per le sue chiese, alcune delle quali sono state adibite a museo, come la Chiesa di San Calogero, convertita in pinacoteca, dove si possono ammirare le opere del pittore Gianbecchina da lui donate alla sua città natale. Al centro di Corso Umberto su una scalinata la Chiesa di Maria SS dell’Udienza (Chiesa del Carmine), edificata nel 1530, è il principale luogo di culto di Sambuca. L’interno è a tre navate ritmate da cinque campate. Nella nicchia della navata centrale è adagiata la statua marmorea della Madonna dell’Udienza, di scuola gaginiana, di grande valore artistico e religioso, e che  viene festeggiata la terza domenica di maggio. Quasi frontale ad essa, la Chiesa di Santa Caterina è in stile barocco, ad una sola navata divisa in quattro da altarini in marmo, con l’altare maggiore situato nella grande cappella. Nel Seicento fu adornata di stucchi dall’artista palermitano Vincenzo Messina. Di grande pregio sono le statue a tutto tondo, che rappresentano le quattro virtù incarnate poste ai lati dei primi due altari della navata, e il pavimento in quadrelle smaltate provenienti dalle fabbriche di maioliche della vicina Burgio. Sui resti dell’adiacente ex Monastero benedettino è stata realizzata la Piazzetta della Vittoria, dove è spesso facile ritrovare gli anziani pensionati seduti secondo l’usanza del luogo. Accanto, il Museo delle sculture tessili di Sylvie Clavel, un’artista parigina che ha vissuto a Sambuca per molti anni e che è riuscita a creare magnifiche sculture in tessuto imperniate sul nodo e l’intreccio di fibre vegetali, con il volto creato con maschere di legno provenienti dall’Africa, che sintetizzano un importante valore artistico. Numerosi i palazzi storici, tra cui il Palazzo dei Marchesi Beccadelli, riconoscibile per lo stemma di famiglia e un prezioso balcone sulla sua facciata, ubicato davanti all’ex Ospedale Caruso, e il Palazzo Panitteri (ubicato su Largo San Michele di fronte all’omonima Chiesa) che raccoglie pregiati reperti provenienti dal sito archeologico di Monte Adranone. E’ caratterizzato da un connubio di linee tardo rinascimentali frammiste e dell’imminente barocco siciliano: ne è viva testimonianza il portale d’ingresso principale alla cui sommità è lo stemma della famiglia Panitteri. Il palazzo conserva l’originaria planimetria quadrangolare con un ampio cortile interno su cui si aprono vasti magazzini, un giardino ricco di diversi esemplari di piante mediterranee e la Taberna con esposizione di Vini delle Terre Sicane. Una scala in stile catalano conduce al piano nobile, oggi sede del Museo Archeologico Palazzo Panitteri. Anche in questa area passeggiare riserva interessanti viste su facciate di palazzi nobiliari con eleganti balconi in ferro battuto impreziositi dalle lettere delle iniziali di famiglia, mentre un improvviso invito in dialetto con torno orgoglioso “Trasissi…è a me casa…po’ fotografari videmmu” (Si accomodi, è casa mia, fotografi pure) da parte di un anziano con il volto rugoso e la coppola può introdurre, superando un originale arco, ad un cortile che si apre davanti una casa dal prospetto in tufo arenario dove sembra il tempo si sia fermato.

Una vera bomboniera è il Teatro l’Idea costruito fra il 1848 e il 1851 da un gruppo di borghesi sambucesi amanti dell’arte, con forma classica a ferro di cavallo. Contemporaneo di grandi teatri come il Bellini di Catania, il Politeama di Palermo e il Pirandello di Agrigento, quando i nobili non furono in grado di sostenerne i costi, il teatro venne acquisito dal Comune e alla fine dell’Ottocento, restaurato e decorato in un delizioso stile liberty, fu di nuovo restituito al pubblico. All’esterno delle vecchie mura urbane di Sambuca, scendendo nella valle, si trova il Vecchio Acquedotto, una fuga di archi costruiti in pietra tufacea sullo stile degli antichi acquedotti romani. Furono edificati nel 1633 dal Gurleri allo scopo di innalzare e facilitare l’approvvigionamento idrico dell’abitato. Purtroppo dopo il terremoto del 1968, per paura che crollassero, furono in gran parte distrutti. Da visitare assolutamente nei dintorni l’area archeologica di monte Adranone, e per chi ama la natura fare una passeggiata nella riserva naturale di monte Genuardo o lungo le sponde del lago Arancio intorno al quale sorgono rigogliosi vigneti e uliveti, in vista panoramica dell’abitato. Da assaggiare le Minni di virgini, letteralmente ”seni di vergini”, dolce tipico di Sambuca; la ricetta risalente al 1725 fu ideata da suor Virginia Casale di Rocca Menna del Collegio di Maria, in occasione del matrimonio di un giovane marchese del luogo. Naturalmente nel dar loro questa forma particolare la suora non si ispirò alle fattezze del corpo femminile, ma alle dolci collinette che vedeva dalla finestra della sua cella. Ottenne così questo dolce particolare, a forma di collina, composto di pasta frolla che riempì con crema di ricotta, cioccolato e pezzetti di zuccata (zucca candita), ricoprendolo poi di diavulina (palline di zucchero colorato) e disponendo al centro di ogni dolcetto una ciliegia candita. La nuova creazione fu molto apprezzata dai commensali del matrimonio. Sambuca, il borgo dei borghi da cuore di tufo, ha fatto tesoro del suo titolo, risorgendo come l’Araba Fenice dalle macerie del terremoto e raccontando al visitatore le sue origini e le sue qualità, quella che puntano sul turismo, sulla cultura, sulla natura circostante affinché con il suo esempio continui ad essere tramandato l’amore verso i propri gioielli artistici.

Testo e foto Giuseppe Russo

Giuseppe Russo è un viaggiatore, fotografo, blogger e reporter con più di 20 anni di esperienze

e collaborazioni di viaggio per il mondo come tour leader. I suoi reportage sono pubblicati

sul suo blog Zoom, Andata & Ritorno. https://russogiuseppefotoeviaggi.wordpress.com/

 

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34 palermitani hanno parlato di Palermo, di Ballarò e di speranza, lo scorso 3 settembre, in occasione della La festa dell’onestà, organizzata da Associazione Cassaro Alto in memoria del Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela, dell’Agente Domenico Russo e del Beato Padre Pino Puglisi.
Una festa, all’insegna della legalità e della lotta alla mafia.

Interviste a: Rosanna Pirajno (presidente della fondazione Salvare Palermo), Leoluca Orlando (Sindaco di Palermo), Romina Vivona (associazione Di Sana Pianta),
Marina (cittadina), Don Filippo Sarullo (parroco della Cattedrale di Palermo), Marcello Pietro Leone (appassionato della città di Palermo),
Domenico Bottiglieri (Presidente dell’Associazione Cassaro Alto), Licia Romano (Vice Capo di Gabinetto del Comune di Palermo e responsabile della task force
del percorso UNESCO Palermo Araba Normanna), Giorgio Muratore (operatore sociale Salesiani Santa Chiara), Vittorio Teresi(magistrato procuratore aggiunto di Palermo),
Maurizio Artale (presidente Centro di accoglienza Padre Nostro), Marta Granà (Associazione Muovi Palermo), Giovanni Pagano (disoccupato), Angelo Salvatore Daddelli (musicista),
Suor Cristina, Tommaso Portinaio (libraio e componente del comitato SOS Ballarò), Rosanna Montalto (vicepresidente Confcommercio Palermo),
Carmelo Mulè (Arci Porco Rosso e componente del comitato SOS Ballarò), Erotica (cittadina), Luca Reina (Consigliere della IV Circoscrizione),
Gianfranco Sassera
 (componente del comitato SOS Ballarò), Martina Riina (antropologa di Logiche meticce e componente del comitato SOS Ballarò),Giovanni Sergio Siena (videomaker),
Elisa Sassera (artista), Tullio Filippone(giornalista), Maria Pia Avara (vice-presidente Centro di accoglienza Padre Nostro), Giuseppe Catanzaro (pensionato), Matilde Foti (volontaria),
Eugenia Nicolosi (giornalista), Noemi Leonardi (studentessa e stagista Terradamare) Riccardo Alongi(urbanista), Renata Prescia (insegnante e vide-presidente della fondazione Salvare Palermo),
Roberta Lo Bianco (socia Moltivolti e componente del comitato SOS Ballarò).

A quest’indirizzo la Playlist:

www.youtube.com/playlist?list=PLRNvyphMxRLQFKLL1-XFQ998jSnUrl5gl 

#parlapalermo, presso lo stand di SOS Ballarò e Cooperativa Turistica Terradamare riprese a cura di VediPalermo

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Un impegno verso la memoria della città: ricordare Giuseppe Pitrè, il suo lavoro, il suo studio, la catalogazione infinita di gesti, temi, giochi, indovinelli, frasi, canzoni, novelle, luoghi e oggetti che segnano l’anima più forte di Palermo. Per il secondo anno consecutivo “La Macchina dei Sogni”, il festival del teatro di figura creato da Mimmo Cuticchio trentatré edizioni fa, è quindi dedicata al grande etnografo siciliano, nel centenario della morte. E se l’anno scorso, il festival aveva trovato una sua ragion d’essere al Museo Etnografico che porta il suo nome e che custodisce tutto ciò che Pitrè aveva raccolto durante la sua esistenza, quest’anno “La Macchina” trova un nuovo luogo simbolico in piazza Sant’Oliva, dove è ancora la casa in cui lo studioso ha vissuto e un busto ricorda l’etnografo. Ma per la prima volta la piazza diventa un palcoscenico, anzi più palcoscenici: da venerdì 16 a domenica 18 settembre, narratori, artisti, attori, burattinai, favolisti invaderanno la piazza e proporranno spettacoli e performance. L’ingresso è libero, lo spettacolo serale sarà trasmesso da Radio3 Rai. La Macchina dei Sogni è promossa dal Comune di Palermo. “Mimmo Cuticchio è stato dichiarato cittadino onorario di Palermo proprio per aver saputo esprimere nella sua attività quella che è, e vorremmo che sempre più fosse, la cifra culturale della nostra città: coniugare radici ed ali, evitando al contempo il soffocamento da radici e la volubilità di ali senza solido ancoraggio”, spiegano il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore alla cultura Andrea Cusumano.

 

“Ricordare Pitrè è un atto doveroso, un impegno verso la memoria più autentica della città di Palermo, profondamente influenzata ancora oggi da un tessuto teatrale e popolare tanto vivo quanto necessario – dice Mimmo Cuticchio – Le rappresentazioni, i canti, i cunti, persino i giochi dei fanciulli, sono un segno tangibile di alcune parti dello sterminato universo popolare che Giuseppe Pitrè documentò nei venticinque volumi della Biblioteca delle tradizioni popolari”.

 

Mostre e luminarie

Non solo spettacoli: la “Macchina dei sogni” racchiude mostre, scenografie, particolarissime illuminazioni – le Luminarie dei sogni, opera di sei giovani artisti (Martina Brancato, Alessia D’Amico, I mangiatori di patate, Grazia Inserillo, Gabriele Genova, Mattia Pirandello) – provenienti dalle scuole di scenografia e di scultura dell’Accademia di Belle Arti, saranno collocate sul prospetto della casa in cui visse e morì Giuseppe Pitrè – e l’arredo urbano ispirati ai temi dello studioso e al periodo in cui egli visse. E una mostra sul teatro popolare, più ampia e approfondita rispetto a quella dello scorso anno, coinvolge sia i docenti che gli studenti dell’Accademia, che ampliano uno studio iniziato due anni fa, sulle fiere e i teatri di legno (i famosi Casotti) costruiti nel Settecento alle porte della città, rifugio per i gruppi itineranti. La mostra “Viva Pitrè” è a cura di Fabrizio Lupo.

Burattino di Cesare Maschi

Burattino di Cesare Maschi

 

Il Centro di Teatro di Figura Nazionale

La Macchina dei Sogni” è da sempre occasione d’incontro e dibattito tra pubblico, artisti e studiosi. Anche quest’anno è prevista la presenza di personalità che a vario titolo si occupano da diversi anni di teatro di figura: Valentina Venturini (Università di Roma Tre), Veronica Olmi (presidente UNIMA Italia), Stefano Giunchi (regista di teatro di burattini), Piero Corbella (Grupporiani – Compagnia Colla di Milano), Bruno Leone (guarattellaro di Napoli), Roberta Colombo (Teatro del Drago di Ravenna), Paolo Comentale (Casa di Pulcinella di Bari), Enrico Spinelli (Pupi di Stac di Firenze), le compagnie palermitane di teatro di figura. Alla loro presenza “La Macchina dei Sogni” presenterà il progetto del “Centro di Teatro di Figura Nazionale”, che si costituisce a Palermo su iniziativa dei Figli d’Arte Cuticchio. Il Centro viene alla luce dalle viscere e dal cuore de “La Macchina dei Sogni”, con l’intento di stimolare e sviluppare una rete di collaborazioni con il contributo di tutte le realtà attive nel Teatro di Figura. “Una rete, si sa, non ha bisogno di una gerarchia, ma di discussione, intelligenze, condivisione di programmi, strategie – dice Mimmo Cuticchio – La grande battaglia per l’identità e per la dignità del settore l’abbiamo ormai dietro le spalle. Ora è il tempo della qualità dei progetti, dell’affermazione di una prospettiva per il futuro”.

 

Gli artigiani

Giuseppe Pitrè fu un narratore di uomini e tradizioni: nella “Macchina” non possono mancare quei mestieri che l’etnografo documentò con passione meticolosa. Ospitati nelle famose “cabine” che da inizio secolo accolgono i bagnanti sulla spiaggia di Mondello – anch’esse parte della memoria collettiva, concesse dalla Mondello Italo Belga – rinascono i mestieri artigianali che pochi affezionati tengono in vita: si potranno ammirare le icone bizantine di Stefano Canzoneri,  gli strumenti musicali di Gabriella Carlino e Gianfranco Di Miceli, i pupi palermitani di Nino Cuticchio, sbalzo dei metalli di Emanuele Salamanca, il puparo Francesco Salamanca, le antiche tappezzerie di Rocco di Cara, la pittura su vetro di Rosi Di Gaetano, i lavori in ferro diCarmelo Giuè, la pittura di carretti di Filippo Grillo, le statue dei presepi di Marco Guttilla, gli arazzi di Maria Grazia Inserillo, i giocattoli di Chiara Lo Galbo, le “pignate” di Luigi Schiavo, i lavori al tornio di Giuseppe e Guglielmo Vitrano.

I Fratelli Mancuso

I Fratelli Mancuso

Si incontrano, siedono sui monumenti vivificano la città, creano movimento reale, vivono i posti, condividono non con un click ma con letture ad alta voce, davanti a tutti, con il cuore in gola per l’emozione. Ma perché, vi starete chiedendo, cosa fanno? Un gesto che ormai abbiamo relegato a smartphone e tablet: scrivono, creano racconti, tramano mondi possibili. E lo fanno alla’aperto, di sera  in luoghi simbolici. Scrittura on te road, libera e itinerante.

Adesso hanno deciso anche di vestirsi eleganti. Succede il 13 settembre a piazza Sant’Anna, l’appuntamento è alle 21 e 30. Perché Palermo è elegante, è una città che una storia incredibile che occorre ricordare ogni giorno e quindi, ditemi, che fare quando sei ospite di un posto così se non metterti in ghingheri?

Senza esagerare. Vestiti con abiti, giacche, cravatte, o solamente camicie e pantaloni. Siete tutti invitati al Newbookclub On The Road Into The Night, con Dress Code: per gioco e per contrasto. Sarà una cerimonia alla scrittura e alla comunità.

Il #NewBookClub è un laboratorio di scrittura, un progetto sociale e letterario creato 4 anni fa da Alessio Castiglione.

“Per tutte l’età, classi sociali, stili di scrittura, sesso, genere, specie e fantasia!”.

Per info: https://www.facebook.com/events/183050865452752/

Mare piatto, cielo blu intervallato da violenti acquazzoni: ecco gli ultimi scampoli dell’estate siciliana. Estate in cui di tanto in tanto si sprigiona il profumo della terra e si tirano già fuori dagli armadi, giacche a vento e pantaloni lunghi. In fondo è una bella sensazione, puoi fare delle lunghe e salubri passeggiate sulla battigia aspettando che ricompaia il sole in modo da non perdere la tintarella, oppure optare per sport, e uscire con la la bici per sentire il vento sulla faccia, bruciare calorie o semplicemente goderti questo un clima senz’afa.

La sera, che diventa sempre più vicina, visto che ormai al massimo alle 20 fa buio, non hai che l’imbarazzo della scelta: ci sono aperti ancora i locali lungo la costa, oppure quelli in via Paternostro dove ti puoi rilassare sorseggiando una birretta e incontrando turisti e gli amici di sempre.

Insomma il motto è: niente lamentele, lascia che la vita scorra seguendo il suo corso naturale e il beneficio è assicurato.

E se l’estate è alla fine, ci aspetta un periodo di frescura in cui andare ancora in giro a maniche corte e senza l’ingombro del cappotto pesante.

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