Saturday, March 23, 2019
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La spiaggia del cuore. Alzi la mano il palermitano che, almeno una volta nella vita, non ha passeggiato con il suo amore lungo la riva – a Mondello si fanno le promesse e le dichiarazioni sentimentali – o è andato a Mondello anche solo per mangiare un gelato.

D’estate il litorale si punteggia di cabine, colorate di azzurro, sono un colpo d’occhio appena si entra nella borgata provenendo da viale Regina Margherita.  Una distesa di casette che i palermitani abitano e custodiscono con solerzia durante il periodo balneare. Le cabine vengono arredate, con specchi, appendini e tendine. Spesso, il costo di gestione viene suddiviso fra più famiglie che la usano per stipare sedie a sdraio, secchielli e teli.  Nelle cabine si compie il rito della vestizione prima di comparire agghindate di tutto punto, con cappello e orecchini, sulla battigia, magari avvolte in un pareo.

In cabine si lasciano scarpe, orologi, qualche volta gli smartphone per fare il bagno. Tutto questo fino al 15 settembre, quando si profilano all’orizzonte le ruspe che, avanzando sulla sabbia, ci ricordano l’arrivo dell’autunno e la spiaggia viene finalmente liberata e ritrova la sua forma originaria. A quel punto gli abitanti di cortili e “capanne” riprendono le loro suppellettili e si congedano dalla bella stagione al saluto di “buon inverno”. È la stagione di passaggio che come risacca sulla battigia si trascina via i tuffi e gli schiamazzi sotto la canicola. E lascia sull’arenile, come con le quinte teatrali, le sagome monodimensionali delle cabine, ricordi di una “residenza”affettiva.

Tutti abbiamo avuto una cabina e l’abbiamo amata, in quella nostra, 30 anni, c’era pure un poster dei Duran Duran alla parete. In autunno la spiaggia di Mondello ritorna di tutti. Popolare ai bambini che vogliono giocare con la sabbia, ai cani per riportare un legnetto lanciato lontano, ai turisti per indovinare isole e vulcani, agli innamorati per giurarsi le promesse.

Allora eccola, immortalata negli scatti del fotografo Salvatore Lopez, la spiaggia restituita alla natura. Come vedete anche le cabine ritrovano la loro forma di semplici pannelli di legno.

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A Giarre si mette inscena da Malvarosa in via San Martino 3 , lo spettacolo teatrale di Giovanni Peligra, con lo stesso Giovanni Peligra e Chiara Frasca Incantu sicilianu di ciuri e d’amuri.
La piece nasce dall’esperienza de “I sentieri del gelsomino”- la manifestazione che celebra questo fiore profumatissimo raccolto a mano di notte, in contrada Nardella per arrivare nelle profumerie francesi, e costituiva la vita, economica, di un intero paese –  e mette in scena il racconto di un uomo, oggi anziano, che da bambino andava a raccogliere gelsomini nei gelsomineti nelle campagne di Ispica.

Domenica 2 ottobre dalle ore 17:30 alle ore 18:30.
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Avvicinarsi al mondo degli oli essenziali significa entrare a contatto con dei potenti rimedi e delle risorse preziose per trasformazioni cosmetiche di alta qualità.
L’Azienda Agricola&co. in collaborazione con il Progetto CiaurìSuli ha il piacere di presentare un corso pratico che mira a fornire le nozioni di base per la distillazione domestica di piante aromatiche della biodiversità siciliana.
Il parco botanico di Agricola&co. è il luogo ideale per imparare ad osservare la Natura e vivere in piena sintonia con
essa in un clima di assoluto relax.
L’incontro si svolgerà dalle 09.30 alle 18:00 del giorno 02 ottobre 2016.
DOCENTI : Dott.ssa Julia Karpova erborista e distillatrice e Mario Anastasi, tecnico essenziere, ideatori del Progetto CiaurìSuli, che trasforma i preziosi doni della Terra Sicula in profumati saponi ed oleoliti carichi dell’Essenza di Sole.
Oltre alle caratteristiche tecniche degli estrattori e dei processi di distillazione in corrente di vapore, verranno prese in esame le possibilità di utilizzo degli oli essenziali e delle acque aromatiche in Aromaterapia, in cucina e nella detergenza domestica.
Il corso ha come obiettivo quello di creare interesse intorno al vasto argomento della distillazione e verrà approfondito con altri incontri teorici e pratici in azienda.
Il corso è rivolto sia alle persone interessate ad acquisire le conoscenze sull’utilizzo delle piante officinali e dei loro trasformati sia agli operatori della filiera delle piante officinali.
PROGRAMMA
– escursione e riconoscimento delle piante aromatiche dell’azienda
– passeggiata lungo i sentieri profumati dell’ortogiardino per un primo approccio olfattivo e sensoriale con il mondo delle Essenze
– raccolta secondo il tempo balsamico di materiale vegetale per l’estrazione in corrente di vapore
– Distillazione Artigianale con caldaia-produzione vapore separata
– sicurezza ed errori nella pratica di distillazione e nella conservazione degli oli essenziali ed idrolati
– spuntino vegetariano
– qualità degli oli essenziali, i rischi delle sofisticazioni, cenni di Aromaterapia e Pronto Soccorso domestico, oli in cucina e nella detergenza della casa
Progetto educativo elaborato per AGRICOLA&co.
da Ciaurisuli nell’ambito delle iniziative curate e promosse dall’Associazione Gusto di campagna.
Limitato a 20 partecipanti.
Per costi, prenotazioni, modalità d’iscrizione ed ogni altra informazione rivolgersi a GUSTODICAMPAGNA@GMAIL.COM
o al numero 347 5013710.

Alla Scala dei Turchi, nella terra che fu approdo, nell’isola di Sicilia che ancora oggi è tragico teatro di morti dei tanti che fuggono. Un messaggio di accoglienza, un accoglienza di luce e di speranza. Installazione site specific per SCALA DEI TURCHI WHITE WALL.
È stata inaugurata l’ultima opera dell’edizione zero del parco/museo ideato e diretto da Giuseppe Alletto, in collaborazione con Dario Orphée e Michele Mich Lombardo. Si tratta di “Welcome“, installazione di Domenico Pellegrino, tra i più importanti artisti siciliani di oggi. L’installazione si inserisce nel progetto dell’artista dal titolo #cosmogoniamediterranea, che insieme alla “Sicilia, mare di luce” riflette sul tema dell’immigrazione.

 

 

Nella contemporaneità dei nostri giorni, nel ruolo di teatro di tragedia che è diventato il mare, questo progetto si innesta per ridare luce e speranza.

 

Un mare separa mondi, paesi, religioni, persone ma “Il mare non ha paese nemmeno lui ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare di qua e di là dove nasce e muore il sole.” (Giovanni Verga).

Quando penso al nostro mare al mar Mediterraneo la frase di Alessandro Barrico mi suona nel cuore “Il mare è senza strade, il mare è senza spiegazioni.”

(Alessandro Baricco)

 

La mia Sicilia, isola di approdo, terra di speranza per i molti che fuggono, terra di accoglienza diventa terra di luce e nel suo mare trova la sua collocazione

migliore.

L’arte comunica, esprime, ciò che l’artista immagina, ed io immagino una luce che dia speranza, una luce che nel suo significato divino riconduce alla vita,

all’amore ed alla verità.

In attesa di avviare il ciclo di seminari divulgativi durante i quali sarà presentato il progetto “Iblee Valleys Circuit”,  ovvero il Circuito delle Cave Iblee realizzato dall’associazione culturale Sud, cresce l’interesse di turisti e visitatori che hanno iniziato a conoscere l’iniziativa attraverso il web. Protagonista è il territorio ibleo e in particolare le caratteristiche cave che si snodano nella parte occidentale dell’Altopiano del Sud Est siciliano, tra le province di Ragusa e Siracusa.

 

Cinque nello specifico gli ambiti comunali interessati: Ragusa, Ispica, Rosolini, Modica e Scicli. Lo scopo del progetto è quello di valorizzare e far fruire queste aree che per la loro formazione scientifica, naturalistica, ecologica ed ambientale rappresentano un grande laboratorio a cielo aperto, ma che sono anche simbolo di storia e cultura per la varietà e la molteplicità dei modi con cui l’uomo si è adattato ad esse e ne ha utilizzato le risorse. I circuiti delle cave saranno fruibili non solamente in estate e in primavera, ma anche nel periodo autunnale e invernale, così da godere delle temperature ideali per percorrere le valli e ammirare il fascino dei torrenti in piena che rappresentano la parte sostanziale della morfologia di queste zone. In particolare, i siti che potranno essere ammirati sono Cava d’Ispica, Cava dei servi, Cava Gisana, Conca a Grotta del salto, Cava Celone, Cava Santa Domenica, Cava della Misericordia, Cava Volpe, Cava del Paradiso, Cava Grande. Si tratta di meraviglie di origine antichissima, testimonianza della lenta e costante azione “creatrice” della natura.

 

Gli altopiani infatti primitivamente costituivano ampi fondali sottomarini che successivamente, a causa di imponenti movimenti tettonici, si sono alzati costituendo appunto la Catena degli Iblei. Una testimonianza di ciò è data dalla diffusione di fossili marini all’interno delle rocce che sono costituiti prevalentemente da vari tipi di calcare, da argilla e da strati di selce spesso affioranti. La scarsa consistenza meccanica delle rocce calcaree e le grandi tensioni interne, causate dalle forze tettoniche di sollevamento, hanno inoltre prodotto un gran numero di fenditure nel terreno che col passare degli anni si sono accentuate per l’azione combinata degli agenti atmosferici e dell’acqua, formando le attuali cave. Il progetto nasce con l’intento di valorizzare le bellezze naturalistiche del territorio ibleo, in genere meta di un turismo più balneare e stagionale. Le cave, nate dall’azione erosiva delle acque fluviali e piovane sulle valli di roccia calcarea tipiche del territorio ibleo, rappresentano infatti un grande patrimonio ambientale e paesaggistico che però è spesso sconosciuto e poco apprezzato.

 

Dopo un percorso di studio e di elaborazione del progetto, i circuiti saranno presentati agli stakeholder durante i seminari divulgati e con un educational di presentazione dei circuiti ad alcuni tour operators stranieri. L’iniziativa, finanziata dall’Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana con risorse afferenti al Progetto d’Eccellenza “Itinerari per la valorizzazione del turismo naturalistico” (l. 296/2006), vede coinvolti dieci partner: i Comuni di Modica, di Rosolini e di Ispica, il Cirs – Centro ibleo di ricerche speleo-idrogeologiche di Ragusa, la Residenza Turistica Rurale “Casina di grotta di ferro” di Ragusa, l’ Agesind Viaggi Gruppo Etli Meditur srl di Catania, la Lory Viaggi di Ispica, l’Archeoclub d’Italia sede di Rosolini, la Società cooperativa L’isola di Scicli e Silva Suri di Ragusa. Maggiori informazioni sul sito webhttp://www.circuitodellecaveiblee.it/

Musica live, dibattiti, mostre fotografiche, proiezioni. Per due giorni, il 26 e 27 settembre prossimi, Catania accoglierà “Out of Africa”, primo festival dedicato alla cultura africana che sarà esplorata con l’aiuto di una nutrita schiera di testimonial provenienti dal mondo delle arti e delle istituzioni. Fra gli ospiti di martedì 27, infatti, è atteso il viceministro dell’Economia Enrico Zanetti che interverrà sul tema dei migranti.

“Out of Africa” – come il romanzo autobiografico della scrittrice Karen Blixen, la cui trasposizione cinematografica conquistò un Oscar nel 1985 – sarà ospitato a Palazzo Platamone e sarà un’occasione straordinaria per conoscere da vicino la cultura del continente dirimpettaio della Sicilia: un momento di analisi, con il supporto scientifico di intellettuali, studiosi e accademici; un’opportunità di conoscenza, filtrata dall’esperienza di istituzioni e mediatori culturali; un’imperdibile occasione di confronto sul piano artistico attraverso la musica, il cinema, la fotografia, la danza e l’artigianato musicale che arricchirà tutti i visitatori sia sul piano culturale che emotivo nel tentativo di comprendere l’altro, la sua storia passata, presente e futura.

Organizzata dalle associazioni Areasud e Darshan in collaborazione con l’Onlus Balouo Salo – Un ponte per la vita e il Festival internazionale del Cinema di Frontiera di Marzamemi, “Out Of Africa” nasce da un’idea del musicista senegalese Jalì Diabate, che ne cura la direzione artistica.

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“Parleremo di globalizzazione, emigrazione e possibile integrazione – spiegano gli organizzatori Mario Gulisano e Maurizio Cuzzocrea – che al momento sembrano le principali minacce alla cultura occidentale. Attraverso il dialogo e il confronto cercheremo di comprendere meglio il presente guardando all’Africa che è stata culla dell’umanità, ma anche terra di conquista e sfruttamento, saccheggio e traffico di esseri umani come adesso. E insieme un continente fertile di tradizioni e culture, dove la musica e la danza sono ancora l’espressione più autentica e originale della vita comunitaria delle tribù”.

IL PROGRAMMA

“Out of Africa” comincia lunedì 26 settembre alle ore 17 al Cortile Platamone, dove istituzioni e operatori socioculturali presenteranno il progetto alla città.

A seguire inaugurazione della mostra fotografica “Perfect Holidays” di Gianmarco Vetrano; quindi l’intervento di Raoul Vecchio (rappresentante della Onlus Balouo Salo). La serata prosegue con due proiezioni a cura del Festival del Cinema di Frontiera di Marzamemi e a ingresso libero: alle 21.30 il cortometraggio “Rashid” di G. Cicciò (Italia, 2016, 20′); alle 22 il film “Appena apro gli occhi”, di L. Bouzid (Tunisia, 2016, 104’).

Martedì 27, “Out of Africa” propone al mattino, dalle 10 alle 13 e sempre al Cortile Platamone, un workshop gratuito, previa iscrizione, sugli strumenti musicali della tradizione africana con Gabin Dabirè (chitarra africana), Naby Camara (balafon) e Madya Diabate (kora).

Nel pomeriggio, dalle 17 alle 19, è in programma un seminario su musica africana e migrazioni moderato dal musicista e ricercatore Maurizio Cuzzocrea, presidente dell’associazione Areasud, e al quale prenderanno parte il produttore discografico Giovanni Amighetti (che interverrà sulla world music) e l’antropologo Paolo Apolito che affronterà il tema di come le migrazioni ci trasformano.

Alle 21, preceduto da un talk che vedrà come ospite di rilievo il viceministro all’economia Enrico Zanetti intervistato dal giornalista Giuseppe Lazzaro Danzuso sul tema dei migranti e sulle opportunità e criticità per l’Italia e l’Europa legate a questo fenomeno epocale, il concerto finale con musicisti provenienti dai paesi africani e che proporranno inedite contaminazioni fra generi e culture. Sul palco Madya Diebate, Jalì Diabate (Senegal), Naby Camara (Guinea), Gabin Dabirè & Paul Dabirè (Burkina Faso). Ingresso a pagamento.

Info 3495149330.

Con Mario Venuti e gli Urban Fabula insieme per il concerto “Mario Meets Jazz” il Convento di Santa Maria della Croce di Scicli (Rg) si appresta a diventare, la sera di domenica 25 settembre, la suggestiva e misteriosa cassa acustica di una delle più riuscite contaminazioni musicali fra la canzone d’autore e il jazz.

Sotto l’egida di Croce e Delizie, il festival delle arti contemporanee diretto da Nunzio Massimo Nifosì, filmmaker e artista visivo, che dal 6 agosto e fino al 30 settembre ha popolato Scicli di concerti, mostre, proiezioni cinematografiche e dibattiti con raffinati intellettuali del nostro tempo, domenica 25, ore 21, sarà la volta di “Mario Meets Jazz”, formula che vede il cantautore catanese esplorare le partiture e le coloriture jazz con il supporto degli Urban Fabula, trio composto da Seby Burgio (piano), Alberto Fidone (contrabbasso) e Peppe Tringali (batteria) con un repertorio basato sulle canzoni dell’artisti e sui classici jazz.

Intervistato nei mesi scorsi dall’agenzia Adnkronos in occasione della prima tappa del tour con gli Urban Fabula a Roma, Venuti ha raccontato che questo progetto “è un modo per evadere dalla routine del cantautore pop: la mia musica è stata attraversata nel tempo da alcune venature jazz e dalla musica brasiliana, quindi si presta a questo genere di rilettura”.

Un tour fortunatissimo quello di “Mario Meets Jazz”, con sold out in tutte le città della tournèe iniziata la primavera scorsa e che a Milano ha reso necessaria una seconda data per accontentare i fan del cantautore siciliano. Mario Venuti, con il concerto organizzato dal festival Croce e Delizie, torna a Scicli a tre anni dall’ultima esibizione da solista per condividere anche con il pubblico della pittoresca città d’arte iblea l’ultima sua straordinaria esperienza da musicista curioso e versatile qual è. In scaletta classici dell’antologia jazzistica, della canzone d’autore italiana e altri del cantautore reinterpretati in chiave jazz.

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Il biglietto per il concerto, dalle ore 18:00 alle ore 24:00 di domenica 25 settembre, consente di visitare gratuitamente la mostra Nature Variabili (06 agosto – 30 settembre) curata da Giusi Diana e Giuseppe Frazzetto.

Info e prevendite Agenzia Siclis Viaggi (piazza Italia 23, Scicli)

tel. 0932 84.11.09; 333.85.34.787

Torna in tutta Italia la Giornata nazionale del Trekking Urbano. Sono cinquanta le città d’arte che, fino ad oggi, hanno aderito alla tredicesima edizione del turismo sostenibile. Nell’anno del Giubileo della Misericordia, da Nord a Sud, passando per il Centro e le Isole, 50 Comuni italiani, guidati da Siena, offriranno un ricco programma di iniziative per scoprire, camminando, gli angoli più suggestivi delle città italiane, attraverso percorsi che uniranno arte, cultura, spiritualità e prodotti tipici.

La manifestazione si svolgerà anche Catania nei giorni sabato 29 e domenica 30 ottobre, offrendo la possibilità ai cittadini di muoversi a piedi attraverso il centro storico, con percorsi culturali all’insegna della mobilità sostenibile, che permetteranno di riscoprire il piacere di passeggiare e scoprire luoghi simbolo della nostra storia.

CATANIA SACRA. TUTTI DEVOTI TUTTI!!!

Catania, crocevia di popoli e culture, ma anche di religioni. Sin dalle sue origini la città etnea è stata un importante centro di diffusione per i culti dell’antichità classica prima, dell’oriente mistico e del cristianesimo poi. La parola del Nazareno trovò presto accoglienza ai piedi del Vulcano: dal culto dei martiri Agata ed Euplio, alla venerazione della Vergine, la profonda fede popolare ha sempre cercato protezione dai pericoli della natura (eruzioni, sismi, pestilenze), celebrando eventi straordinari come la Festa di Sant’Agata, la terza festa religiosa più importante al mondo per partecipazione popolare.

 

Non poteva dunque mancare la nostra città in questa importante vetrina nazionale, che per la quarta volta la vede protagonista, grazie alla collaborazione fra l’Assessorato ai Saperi e alla Bellezza Condivisa e l’Associazione Etna ‘ngeniousa. Il principio ispiratore che dal 2002 anima questa manifestazione, voluta e organizzata dal Comune di Siena, è infatti ideale per la riscoperta di un centro storico come quello catanese, con un tessuto urbano fortemente storicizzato che ad ogni angolo presenta i segni di una religiosità intensamente vissuta.

I due itinerari proposti permetteranno di vivere la città riscoprendone l’anima e la storia, attraverso chiese, altarini votivi e luoghi simbolo dell’identità religiosa: le prigioni sotterranee dei martiri, lo sfarzo dei monasteri e delle chiese barocche, la devozione genuina degli ex voto racconteranno la storia sacra di Catania e la sua identità religiosa attraverso i secoli.

 

 

PER INFORMAZIONI:

Associazione naturalistica e culturale Etna ‘ngeniousa

  • 1441760
  • https://cataniagiovani.wordpress.com
  • MAIL UFFICIALE trekkingurbano.ct@gmail.com

Comune di Catania, Bureau Turismo

  • 7425573

 

SITO NAZIONALE SUL TREKKING URBANO

http://www.trekkingurbano.info/index.html

In Sicilia il gelato è una delle golosità più consumate e apprezzate non solo d’estate, ma praticamente in tutto il corso dell’anno. L’arte di fare il gelato in Trinacria deriva direttamente dagli Arabi, tanto che ne è rimasta traccia nel nome. Sherbeth, infatti è il termine arabo che significa bevanda fredda, sorbetto e che ancora oggi dà il titolo ad un importante festival palermitano.

Durerà quattro giorni, dal 29 al 2 ottobre lo Sherbeth, l’ottava edizione del Festival del gelato artigianale e avrà come consueta location l’area pedonale tra Corso Vittorio Emanuele e via Maqueda. La manifestazione sarà aperta tutti e quattro i giorni dalle 16,30 a mezzanotte. Saranno presenti delegazioni di gelatieri da diverse parti dell’Europa con una quarantina di maestri del gelato, pronti ad offrire ai partecipanti bontà e varietà.

L’ingresso al villaggio del Festival è gratuto. Un ticket degustazione del costo di 6 euro darà la possibilità di assaggiare 3 coppette e 3 minicono. Il ticket sarà possibile acquistarlo on line fino al 28 settembre tramite il quale si avrà un minicono in omaggio.

La storia incontra la magia, donando parte del suo fascino ad uno spettacolo di emozioni e meraviglia. Un luogo di antica memoria, che adesso si apre alla suggestione, in cui il tempo trascorreva lento, battuto dai rumori incessanti dei macchinari, all’avanguardia per l’epoca, e dall’operosità dei dipendenti, una cinquantina di “fortunati” che ogni giorno, per anni, trasformavano fibre tessili in fili.
E’ la Filanda Donnafugata, il vecchio opificio della metà dell’800 nel cuore del quartiere barocco, che dal 6 al 9 ottobre prossimi ospiterà la magia dell’arte di strada di Ibla Buskers, insieme al resto delle vie e delle piazze di Ragusa Ibla. Una grande sorpresa per l’edizione 2016 dell’appuntamento del festival più prestigioso dell’Italia meridionale, che ha scelto l’antico opificio, unica testimonianza di archeologia industriale dell’antico quartiere, come location d’eccezione per alcuni spettacoli in programma. Il risultato sarà mozzafiato per una manifestazione che supera se stessa e riesce in una missione finora impensabile: aggiungere fascino al già straordinariamente incantevole festival.
La “cotton factory”, come la definiva all’epoca la guida turistica tedesca Baedeker, allocata lungo la discesa San Leonardo, antica via di comunicazione che da Ragusa Ibla portava all’altopiano, fu costruita a metà ottocento dal barone Francesco Arezzo di Donnafugata e in pochi anni divenne uno dei centri più produttivi del tempo. Per due decenni, fino al 1874, anno in cui a causa della crisi del settore le attività cessarono, la sua attività ha infatti inciso significativamente nell’economia dell’epoca, a tal punto da essere inserita nella Carta Regionale dei luoghi dell’identità e della memoria redatta dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali, censita tra i luoghi “archeologizzati” della lavorazione della Sicilia.
Della struttura originaria resta oggi solo parte del fabbricato e la scenografica ciminiera che ne è diventato il simbolo.
“Siamo orgogliosi di questa grande sorpresa che farà conoscere una realtà così importante, a molti ignota, della nostra terra – commenta Antonio La Cognata, organizzatore insieme a Francesco Pinna di Ibla Buskers e appassionato e studioso della storia locale – Il nostro festival, ormai da 22 anni, attira ogni anno migliaia di spettatori da ogni parte di Italia e non solo, così come da ogni parte del mondo arrivano gli artisti ospiti. Una grande occasione per apprezzare le bellezze naturalistiche, storiche e architettoniche della nostra splendida zona, a cui oggi si aggiunge il vecchio filatoio, simbolo della produttività e ingegnosità iblee. Ogni anno cerchiamo di far conoscere alcune zone dimenticate o poco conosciute di Ragusa Ibla con l’obiettivo di ritrovare l’identità stessa della nostra città”.
Il festival, organizzato come sempre dall’associazione Edrisi, gode del patrocinio del Comune di Ragusa e del supporto di tanti sponsor privati.