Thursday, December 14, 2017
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Con l’obiettivo di riqualificare e riportare l’attenzione sul tratto finale della via Maqueda, dai Quattro Canti a Porta di Vicari, si presenta ai cittadini l’assemblea denominata ‘Via Maqueda Città’ (libera assemblea di cittadini e commercianti che si riunisce da tre mesi per discutere dei problemi e delle difficoltà che riguardano questo tratto importante della città), che per l’occasione apre le porte alle sue splendide dimore che ospiteranno esibizioni e musica.
La manifestazione, promossa da Via Maqueda Città, è patrocinata dal Comune di Palermo, con il sostegno dell’assemblea SOS Ballarò e segreteria organizzativa a cura della Cooperativa Terradamare.
Avrà luogo domenica 10 luglio dalle ore 18 alle ore 23 , per l’occasione la via sarà chiusa al traffico.
L’obiettivo è raccontare le stratificazioni culturali di via Maqueda, dalla presenza della popolazione ebraica, alla magniloquenza del Serpotta, le istituzioni culturali presenti, il percorso Arabo Normanno e
gli splendidi palazzi contenitori di documentazioni preziosissime.

Saranno aperti al pubblico l’archivio Storico comunale e il Miqweh, La Chiesa dell’Assunta, la Chiesa di San Cataldo, Palazzo Comitini, e Palazzo Bonocore e la cripta di Sant’Orsola.
Inoltre, negli atrii e dai balconi dei palazzi si svolgeranno performance musicali.
Un giorno per ammirare la bellezza di questa parte della città, per visitare lo splendore dei siti monumentali, vivere la strada, attraverso momenti di animazione e arricchita dalla presenza dei commercianti e
delle realtà artigianali.
Sarà presente VEDIPalermo per raccontare alcuni degli eventi e dare inizio al progetto parlapalermo che darà voce per un minuto a chi ha qualcosa da dire alla propria città.

Programma

Dalle 10,00 alle 13,00 apertura Miqweh e Archivio storico comunale
ore 10 Itinerario Palermo ebraica a cura della Cooperativa Terradamare (€ 12).
Dalle 18,30 alle 19,30 e dalle 21,30 alle 23,00 Visite guidate della Chiesa dell’Assunta a cura della Cooperativa Terradamare (ticket € 2,50)
Apertura della Chiesa di San Cataldo a cura dell’Associazione Amici dei Musei siciliani
Visite guidate di Palazzo Comitini
Apertura della Cappella dei Falegnami
Apertura della Cripta di San’Orsola
Dalle 19,00 alle 23 Visite guidate di palazzo Bonocore a cura della Cooperativa Terradamare e Associazione I World (ticket € 4,00)

Performance

ore 18.00 atrio Palazzo delle Aquile coro voci bianche Teatro Massimo
ore 18.00 atrio Palazzo Comitini Gruppo Barocco”Academia Palatina Musicum Studiorum”Tenore: Sandro Amoroso; Liuto: Silvestro Natoli; Viola da Gamba: Nereo Luigi Dani;
ore 18.45 atrio Palazzo Sant’Elia Coro Cantate Omnes; Maestro del Coro Gianfranco Giordano; Pianista Maria Antonietta Lo Cicero
ore 18,45 atrio Facoltà di Giurisprudenza Gruppo Disney “Bach String Ensemble”Violino-Voce: Salvatore Petrotto; Controtenore: Salvatore Clemente; chitarra classica: Francesco Maria Martorana;
ore 19.30 duetto musicale dai balconi di Palazzo Sant’Elia e Palazzo Montevago a cura Coro Cantate Omnes
ore 20,00 soprano dal balcone di Palazzo Fatta soprano Beatrice Grimaldi e maestro Guglielmo Grimaldi;
ore 20,30 Chiesa dell’Assunta Gruppo strumentale”To Be Quadro Quartett” Violoncelli: Carmelo Nicotra, Fabio Nicotra; Chitarra: Massimo Frangipane; Contrabbasso: Michele Ciringione
ore 22,00 atrio di Palazzo Comitini Salvo Piparo e Costanza Licata, brani tratti dal Trionfo di Rosalia di Salvo Licata

Lungo l’asse stradale: Musica folk a cura di Angelo Daddelli, esibizioni di artisti di strada. Dalle 20 improvvisazione di musica e danza a cura Davide Barbarino (sax soprano) e Evelina Lo Pilato (danzatrice), e interventi di teatro-danza col fuoco che percorreranno un tratto della Via

Attività collaterali:
“ARTI IN STRADA” evento organizzato dall’Associazione Culturale CaravanSerai , presso Via degli Schiopettieri 21
h18:30
Finissage della mostra di street-art “INSEMINAZIONE ARTISTICA – la mostra nel cemento”
con serigrafia “espressa” a cura de I Mangiatori di Patate
h21:00
spettacolo di teatro-danza col fuoco a cura de I Fuocolesi con accompagnamento musicale live
a seguire fino alle h24:00
jam session musicale aperta
Durante l’evento saranno esposte le creazioni del laboratorio artigianale La Luna e il Falò e di Pigeons&Eagles Rough Bikes

Si ringraziano
Il Maestro Ferdinando Caruso, il gruppo “Academia Palatina Musicum Studiorum”, il Coro Cantate Omnes, il gruppo “Bach String Ensemble”, il soprano Beatrice Grimaldi e maestro Guglielmo Grimaldi, il Gruppo strumentale”To Be Quadro Quartett”, Salvo Piparo e Costanza Licata.
Inoltre,
il Comune di Palermo, Città metropolitana di Palermo, la cooperativa Terradamare, l’assemblea cittadina SOS Ballarò, l’università degli studi di Palermo, la Fondazione Sant’Elia, associazione Kleis, associazione Culturale CaravanSerai, associazione amici dei musei siciliani, confcommercio, la Confraternita Maria SS. Della Mercede, sistema bibliotecario e archivio cittadino Palermo, Cesvop, Comitato Addio Pizzo, Associazione I World, Fondazione Teatro Massimo, Associazione Mnemosine, VEDIPalermo.

Segreteria Organizzativa TERRADAMARE. info@terradamare.org – Tel. 320.7768569 – 320.7672134

La Grattatella deriva da un procedimento magico di trasformazione: da un anonimo pezzo di ghiaccio in men che non si dica, si trae una specie di sorbetto delicato nella consistenza.

Il ghiaccio non è tritato, lo vedete lì, avvolto in una mappina, canovaccio per i continentali, è grattato energicamente con i dentini di un attrezzo speciale. Rimane intrappolato, quindi viene versato in un bicchiere e irrorato di succhi. Freschezza assicurata.

Proprio davanti al Teatro Massimo, potete trovare il carretto colorato e invitante di Piero Caccamo, che raccoglie l’eredità del suocero, il famoso Zu Vicè, Vincenzo Tirenna, e propone grattatelle sciroppate o con frutta fresca, preparate e servite in pochi semplici gesti.

Dopo il grande successo dei precedenti appuntamenti torna il cantastorie Conte Ivanof per portarci nel profondo blu e raccontare una nuova pagina delle avventure di Colapesce.

Dalla terrazza della Chiesa della Badia di Sant’Agata, in via Vittorio Emanuele 182, Catania, alle 19.
Proprio da qui con questa vista, si terranno una serie di appuntamenti, destinati ad un pubblico d’eccezione: i bambini da 0 a 100 anni. Il filo conduttore è la leggenda di Colapesce e il profondo mare che si staglia all’ombra della Cupola della Chiesa della Badia di Sant’Agata.
Ogni appuntamento prevede la lettura di un libro illustrato legato alla leggenda o al tema del mare. Dalla storia prenderanno vita dei laboratori pensati per entrare meglio nel tema o per conoscere e interpretarne i personaggi. Per giocare e inventare, costruire momenti creativi che coinvolgano grandi e piccoli: Gioco – Teatro e momenti musicali.

Ogni incontro prevede:
• Accoglienza e presentazione del Conte Ivanof, il Conte CantaStorie;
• Canzone del Conte “Anche adesso volo via” e introduzione alla lettura;
• LETTURA ANIMATA secondo il tema della serata;
• Giochi teatrali, musicali, di movimento;
• E per finire tutti sulla Cupola per ammirare Catania al tramonto, uno spettacolo suggestivo per grandi e bambini.

Contributo di partecipazione, comprensivo di visita alla Cupola:
Posti limitati.
Per info e prenotazioni: 338 1441760
e-mail a: asso.etnangeniousa@gmail.com badia@diocesi.catania.it

Primo e secondo per un pranzetto siculo doc? Bene, pronti, partenza, via con la pasta con l’anciova (acciughe), semplicissima da preparare e soprattutto gustosissima. Come si fa? Lavate e tritate del prezzemolo fresco, successivamente scaldate con uno spicchio d’aglio e il prezzemolo tritato, l’olio d’oliva in una padella capiente, quando comincerà a rosolare unite: filetti d’acciuga, pinoli e uvetta. Intanto cucinate le linguine, scolatele e mantecatele con il sugo preparato precedentemente nella stessa padella usato per cuocerlo, servite il piatto cospargendolo con abbondante pan grattato tostato e peperoncino a pezzetti.

E per secondo ecco un altro piatto molto scenografico della tradizione siciliana, le sarde a beccafico. Ecco il procedimento: pulite con cura le sarde eliminando le interiora, la testa e la lisca centrale, apritele a metà fino alla coda. Lavatele e asciugatele e disponetele aperte su un piano. Mettete a bagno in due ciotole con poca acqua l’uvetta ed i capperi. Pelate gli scalogni, l’aglio e snocciolate le olive.Trascorsi 10 minuti potrete scolare i capperi e l’uvetta. A questo punto, tritate tutti i capperi e l’uvetta aggiungendo il prezzemolo, i pinoli e 4 sarde. Sbriciolate la mollica di pane e rosolatela in due cucchiai di olio, quindi unitene i tre quarti al ripieno. Distribuite equamente il composto ottenuto sulle sarde, quindi arrotolatele lasciando fuori il codino, fermate i rotolini con uno stuzzicadenti. A questo punto sistemate in una pirofila gli involtini con la codina in alto ed alternateli con foglie di alloro. Salate e cospargete con la mollica rimasta. Irrorate con il succo di limone e con l’olio rimasto. Cuocete in forno a 180°C per 15 minuti, servite tiepido e mangiate di cuore.

Che bello il ritorno su Facebook di Marilena Monti. Sembrerà limitato, il social network, ma quando qualcuno torna te ne accorgi.

Marilena Monti è una specie di istituzione per la letteratura palermitana. Dopo il lungo sodalizio con l’indimenticato editore Coppola, eccola riaffacciarsi in libreria con un testo consegnato ai tipi di Angelo Mazzotta editore: Isola emozione.

Scrittrice, poetessa, cantautrice e conduttrice radiofonica (sempre operosa, in ascolto), più volte impegnata sui temi del sociale, innamorata della Sicilia, è qui per inaugurare la prima della serie di interviste/racconto. Abbiamo chiesto ad alcuni artisti e personaggi isolani come vivono la loro, personale, Isola.

Una specie di autointervista in cui faccio poco, se non firmare e scialarmi di aver avuto l’idea, va’.

Se non conoscete ancora Marilena correte in libreria.

  • 2) Il mio piatto preferito, dove  e perché
    Premesso che di “piatti preferiti” ne ho tanti, direi troppi… uno che prediligo e ha fragranza d’estate, la mia stagione peferita, è lo spiedino di sarde alla brace, che preparano al Lido Zabbara di Marinella di Selinunte. Sarde freschissime, pescate lo stesso pomeriggio, infilzate in spiedini di canna appositamente preparati e cotte alla brace. Mentre aspetti, da quella terrazza magnifica sul mar Mediterraneo, alzi un poco lo sguardo e scorgi nel crepuscolo, pezzi magnifici dell’Acropopoli selinuntina. Bevi vino bianco freddo e l’odore delle sarde ti giunge prima dell’ottimo sapore… Autentico sapore di mare.
  • 1) Come si fa a essere palermitano?
    Ci vuole amore, devi fare una sorta di voto alla nascita, da quando il tuo primo sguardo colse quel cielo dalla stanza  dove sei venuta al mondo e lo scopristi straodinario di luce. Un legame per sempre, un pesante onere e un grande onore. La ami, la odi, la fuggi, ci torni, la disprezzi ma guai a chi te la tocca. Ne  curi le ferite, le daresti pezzi di pelle e sangue delle vene. Ci vuole tanto amore e la voglia di  lottare contro le palermitane inerzia e indolenza.
  • 3) L’angolo di Palermo dove mi vado a rintanare, un posto del cuore, un ricordo particolare.
    È stato ed è Piazza Marina, quella che io definisco il ventricolo sinistro ( parte essenziale del muscolo cardiaco), del cuore di Palermo. Sotto la magnifica MAGNOLIA (maiuscolo voluto e dovuto) da prima di avere la fortuna di abitarci, per ben 22 anni. Tra quelle radici quasi di carne umana, quella cattedrale che sembra di corpi che si intreccino a raccontare le storie del sangue versato dalle donne bruciate, proprio lì,  dalla “santa inquisizione”. Quella è la mia tana dell’anima, il luogo ideale in cui leggere (tutta la Recherche di Proust…), studiare, sognare, piangere, sonnecchiare.  Scrivere. Tutti i ricordi legati a quel luogo sono belli. Essere al centro di una città che è anche grande caos e respirare storia e bellezza insieme.
  • 5) Quanto mi ispira Palermo e cosa c’è di bello da vedere e da fare.
    È stata fonte d’ispirazione sempre. Con tutto il bene e il male che contiene. Con le sue contraddizioni selvagge, col suo dolore e il suo splendore. Come fai a non lasciarti ispirare? Credo di averne scritto sempre. Ne ho raccontato con i miei canti, sempre! Cosa c’è da vedere a Palermo? Palermo. I suoi incantesimi e le sue piaghe, le brutture e la luce impietosa e straordinaria, i cieli al tramonto color pervinca, la sua vertiginosa discesa verso il mare, gli aranceti spariti e la storia. I popoli amichevolmente frammischiati, i mercati, le facce, i palazzi fatiscenti e ancora belli malgrado le piaghe… i suoi platani e le chiese…A mio parere questa è la cosa più bella da fare a Palermo. Essere sempre turista della propria città, per tornare ogni giorno a scoprirla e incantarsene.
  • 6) Cosa racconteresti di questa città a una persona che non c’è mai stata?
    Esattamente,  ma in modo più esteso, ciò che ho detto in questa intervista e ciò che di Palermo racconto nei miei libri. Ma gli chiederei di avere un animo grande. Perché Palermo è immensa…

isola

 

Ecco un’occasione per conoscere la riserva di Monte Catalfano con una passeggiata in notturna.

Trekking al calar della sera, nel fresco del tramonto e soprattutto con un punto di vista diverso sul paesaggio.

Ci si ritroverà giovdì 14 luglio alle 19:30 in via Francesco Perez, località Mongerbino, Bagheria ( ingresso del parco di Monte Catalfano, poco distante dalla pizzeria Mongerbino, tenete a mente questo riferimento).
INFO PERCORSO:
5 km circa.
dislivello: 350 m circa
difficoltà: medio-facile
tempo di percorrenza: 3-4 ore
INFO UTILI:
si consiglia l’uso di scarpe da trekking e pantalone lungo, per il resto abbigliamento adatto alla stagione in corso.
Il percorso si snoda prevalentemente su sentieri.
Visto che si tratta di un’escursione notturna si invitano i partecipanti a portare con se una torcia .
La cena è al sacco e sarà effettuata non appena raggiungeremo il rifugio forestestale.
DESCRIZIONE DEL PERCORSO:
dal cancello d’ingresso situato sulla litoranea di Mongerbino, SP23, si percorre inizialmente una strada asfaltata in lieve salita per poi immettersi in una mulattiera. Dopo qualche centinaio di metri il percorso continua in pianura lungo un sentiero costruito a fianco di un canale utilizzato anticamente per l’irrigazione. Guardando verso monte potremmo osservare un’ ampia area a semicerchio bordata dalle rupi di monte Catalfano, dove si trovano moltissimi endemismi. il sentiero continua con una mulattiera in salita che ci porterà davanti le grotte marine della “Vignazza”.
Arrivati in cima, nei pressi del rifugio forestale, faremo una sosta per poi proseguire lungo un sentiero che ci farà ammirare il panorama notturno del Golfo di Palermo , da quì torneremo indietro per raggiungere il punto di partenza attraverso una mulattiera in discesa.

Proseguendo il nostro viaggio nello street food (cibo di strada), un capitolo a parte meritano le stigghiole, budellina di agnello o capretto condite con prezzemolo, limoni e cipolla.

Ma come si preparano? Anche se il fascino sta nel fermarsi per strada, in uno dei tanti mercati del centro storico, farsi ammaliare dal fumo della brace e poi mangiarle in piedi con due sorsi di birra ghiacciata, anche se la morte sua è accompagnarle con del vino rosso, meglio se Nero d’Avola.

Ad ogni modo, se avete un macellaio di fiducia e volete provarci o semplicemente, le avete spesso mangiate ma non sapete come sono fatte, ecco qualche dritta. Comprate gli ingredienti e lavate con molta cura la carne, poi tagliatela in lunghezza e sgrassatela con tantissimo limone e acqua salata, quindi lasciate asciugare per bene. Mentre aspettate che asciughino, pelate lo scalogno e selezionate i gambi migliori del prezzemolo; create dei fastelli di cipollotti e prezzemolo ravvoltati con le strisce di budellina. Intanto preparate la brace, è consigliabile utilizzare legna di ulivo, e fate arrostire molto lentamente le stigghiole, quindi servitele con sale e una bella spremuta di limone.

La tradizione della stigghiola palermitana è molto antica, deriva da un piatto greco, il Kokoretsi che è in sostanza una grossa stigghiola. Veniva cucinata già nelle città greche dell’isola siciliana; qui non veniva solo cotta, ma venduta anche cruda dagli strifizzari (coloro che macellavano gli animali e ne vendevano le carni).
Nel capitolo dedicato alla stigghiola, ecco un’altra curiosità: Il piatto nonostante abbia origini greche è arrivato fino a noi con un nome di origine latina, Extilia. Extilia significa appunto intestino, budella. Exitiliola è il suo diminutivo da cui deriva il termine italiano stigghiola. Il diminutivo fu usato dai palermitani come vezzeggiativo, in quanto questo piatto per i palermitani è paragonabile alla donna di cui si è innamorati.

Dove mangiarle.

In quasi tutti i mercati storici di Palermo, famosissimo è quello della Vucciria.

Tra i tanti locali palermitani c’è poi Il Rarigghia in Piazza Olivella.

Per il resto fatevi guidare dal fumo che si leva alto in cielo, seguitelo e arrivate a destinazione.

 

L’idea arriva direttamente da chi conosce le esigenze dei ragazzi, ovvero  genitori. Un parco per i bambini di Cefalù, senza barriere e per giocare e crescere insieme a un passo dal mare. Prende forma il progetto “Gioca col mare”, lanciato da un gruppo di mamme di Cefalù che ottiene già i primi sostegni e l’ufficializzazione di un impegno anche economico da parte del Comune, quantificato in un contributo di 3000 euro per iniziare la progettazione e primi ordini dei materiali e dei giochi inclusivi.

L’area destinata alla creazione del parco sarà quella di piazza Cristoforo Colombo, all’inizio del lungomare, già facilmente accessibile ai disabili e splendido biglietto da visita della città.

La raccolta fondi per la realizzazione dell’area giochi continua on line, e chi vuole può sostenere l’iniziativa con una donazione anche di pochi euro sull’iban IT48D0301943260000008006482 intestato a GIOCA COL MARE

Rec. giocacolmare@gmail.com

Telefono: 0921-921217

Il Festino di Santa Rosalia, festa tra le più spettacolari d’Europa, manifestazione religiosa tra le più straordinarie del Mediterraneo, è il punto focale dell’anno cerimoniale palermitano da 392 anni.
La tappa più suggestiva è senz’altro la fermata del corteo alla Cattedrale, dove ogni anno, viene organizzato uno spettacolo in onore della Santa. 
Da Palazzo Asmundo, la vista che si gode sulla Cattedrale concede allo spettatore uno sguardo sulla maestosità della festa, sulle migliaia di devoti lungo il Cassaro e, proprio di fronte: il palco dove si svolge lo spettacolo.
Per questa speciale occasione, Palazzo Asmundo organizza un apericena palermitano : una vera e propria festa di gusto, intorno alla cornice ineguagliabile del Festino. 
Durante la serata, gli ospiti potranno ammirare da una posizione privilegiata la festa che si volge sul Piano della Cattedrale e le collezioni del museo: ceramiche siciliane, i mattoni di censo, le porcellane napoletane e francesi, i vasi, i ventagli, i ricami, la copiosa documentazione cartografica e numismatica, le carrozze e le portantine, leggiamo i segni eccezionali della cultura, della tradizione e dell’ identità siciliana.

Ad accogliere gli ospiti, la cooperativa turistica Terradamare. A Palazzo Asmundo, due speciali Apericene in occasione della festa della città di Palermo: la sera del festino di Santa Rosalia e, il giorno dopo, in occasione del Solenne rito di uscita dell’Urna argentea contenente le Sacre Reliquie della Santa, con la vista di fronte al nucleo dei festeggiamenti: il piano della Cattedrale. 

Il 15 luglio rappresenta la celebrazione della festa religiosa in onore della Santa.
In questo giorno infatti ha luogo la solenne Processione cittadina dell’Urna contenente le sacre reliquie di Santa Rosalia con la partecipazione dell’Arcivescovo, del Sindaco e delle Autorità civili e militari, del Capitolo Metropolitano, del Capitolo Palatino, del Clero, del Seminario Arcivescovile, delle Parrocchie e delle Confraternite della Città, accompagnati dalla Banda Musicale.
Il corteo parte dalla Cattedrale e dopo il tradizionale giro, ritorna al sagrato della Cattedrale.
Dalle 22.30, i suggestivi giochi pirotecnici proprio sul piano della Cattedrale segnano la conclusione della festa.
Per questa speciale occasione, Palazzo Asmundo organizza un apericena palermitano, intorno alla cornice ineguagliabile del Festino religioso. 
 
Durante la serata, gli ospiti potranno ammirare dai balconi, il Cassaro gremito di devoti, il passaggio dell’urna d’argento e i giochi pirotecnici sul piano della Cattedrale; e le collezioni del museo: ceramiche siciliane, i mattoni di censo, le porcellane napoletane e francesi, i vasi, i ventagli, i ricami, la copiosa documentazione cartografica e numismatica, le carrozze e le portantine, leggiamo i segni eccezionali della cultura, della tradizione e dell’ identità siciliana.
Ad accogliere gli ospiti la cooperativa turistica Terradamare
PALAZZO ASMUNDO
La costruzione di Palazzo Asmundo risale al 1615. Venne iniziata da un certo dottor Baliano sull’antica “strada del Cassaro” (odierno Corso Vittorio Emanuele), dopo l’allargamento e la rettifica avvenuta nel 1567, per volontà del viceré Garcia De Toledo. Solo nel 1767 l’edificio fu ultimato. “Compita videsi la nobile casa del cassaro di Giuseppe Asmondo”: così dice il marchese di Villabianca ne “Il Palermo d’oggigiorno”.
L’edificio, prima che ne venisse in possesso il Presidente di Giustizia Giuseppe Asmundo, marchese di Sessa, era appartenuto alla famiglia Joppolo dei Principi di S. Elia.
Il palazzo (ce lo ricorda la lapide ivi collocata), accolse Maria Cristina, figlia di Ferdinando III, profuga da Napoli assieme al marito Carlo, duca di Genova e di Sardegna.
Un’altra lapide, posta sulla facciata principale, testimonia che in questo palazzo nacquero, rispettivamente nel 1821 e nel 1822, Anna Turrisi Colonna e la sorella Giuseppina, pittrice e critica d’arte la prima, poetessa la seconda.
Il francese Gaston Vuiller, che ivi soggiornò per un breve periodo, menziona questo palazzo nel suo libro La Sicilia, impressioni del presente e del passato, con queste parole: “sulle pareti tinte di un verde pallido, delle volute leggere si intrecciano capricciosamente e vanno a svolgersi sul soffitto in una cupola ornata di pitture aeree. Le porte hanno ornamenti d’oro opaco e d’oro lucido. La bellezza decorativa di questa sala che era una alcova con tende fittissime ermeticamente chiuse, mi sorprende. Questo evidentemente è un antico palazzo. La sua bellezza un po’ appassita alla luce viva, conserva tutto il suo splendore nella semi oscurità. Apro la finestra e mi avanzo sul balcone che gira tutto il piano e rimango abbagliato…”.
L’edificio con le sue malte, gli stucchi di scuola serpottiana, gli scuri Veneziani e le porte Barocche, gli affreschi con allegorie di Gioacchino Martorana, l’alcova settecentesca con i suoi putti, i suoi tralci e le tortore che intrecciano il nido d’amore, rappresenta un vero e proprio scrigno d’arte rendendo ancora più preziose “le sue collezioni”: i quadri, le cassapanche maritali del XVI e XVII secolo ivi esposte in permanenza; nonché le ceramiche siciliane, i mattoni di censo, devozionali ecc.; le porcellane napoletane, francesi, ecc.; i rotoli, i vasi, i ventagli, i ricami, le armi bianche e da fuoco, la copiosa documentazione cartografica e numismatica che arricchiscono volta per volta le esposizioni, ripropongono quella “Palermo Felicissima” tanto menzionata da libri e riviste antiche e moderne e tanto osannata dai “viaggiatori” di allora.
Apericena con vista sul Piano della Cattedrale (festino religioso)
› Palazzo Asmundo, via Pietro Novelli, 3
› venerdì 15 luglio 2016 dalle 20 › costo: € 35
› info: 329.8765958 – 320.7672134 (prenotazione obbligatoria)  –  www.terradamare.org/infoline
Eleonora Lo Iacono – Community & Event Manager
Terradamare soc.coop.a.r.l. – Piazza Santa Chiara n.10 – Palermo

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Gli angeli custodi, in ambito religioso, ma anche come garanzia di sicurezza, con tanto di riferimento artistico agli stucchi  del Serpotta Non male per un’iniziativa culturale, didattica e ludica.

Gli Angeli del Turismo trasformerà 110 studenti delle scuole Ninni Cassarà, Rutelli e Ferarra, in guide multiculturali, che accompagneranno i turisti in visita nel territorio patrimonio Unesco dall’anno scorso, ovvero l’itinerario Arabo- Normanno che interessa Palermo, Cefalù e Monreale.

L’idea nasce da Filippo Spallina, dirigente di Città Metropolitana di Palermo. L’iniziativa conta già la sua seconda edizione.