Sunday, October 22, 2017
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Cose da mangiare in Sicilia, continua il viaggio nello street food: le stigghiole

Il piatto nonostante abbia origini greche è arrivato fino a noi con un nome di origine latina, Extilia. Extilia significa appunto intestino, budella. Exitiliola è il suo diminutivo da cui deriva il termine italiano stigghiola.

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Proseguendo il nostro viaggio nello street food (cibo di strada), un capitolo a parte meritano le stigghiole, budellina di agnello o capretto condite con prezzemolo, limoni e cipolla.

Ma come si preparano? Anche se il fascino sta nel fermarsi per strada, in uno dei tanti mercati del centro storico, farsi ammaliare dal fumo della brace e poi mangiarle in piedi con due sorsi di birra ghiacciata, anche se la morte sua è accompagnarle con del vino rosso, meglio se Nero d’Avola.

Ad ogni modo, se avete un macellaio di fiducia e volete provarci o semplicemente, le avete spesso mangiate ma non sapete come sono fatte, ecco qualche dritta. Comprate gli ingredienti e lavate con molta cura la carne, poi tagliatela in lunghezza e sgrassatela con tantissimo limone e acqua salata, quindi lasciate asciugare per bene. Mentre aspettate che asciughino, pelate lo scalogno e selezionate i gambi migliori del prezzemolo; create dei fastelli di cipollotti e prezzemolo ravvoltati con le strisce di budellina. Intanto preparate la brace, è consigliabile utilizzare legna di ulivo, e fate arrostire molto lentamente le stigghiole, quindi servitele con sale e una bella spremuta di limone.

La tradizione della stigghiola palermitana è molto antica, deriva da un piatto greco, il Kokoretsi che è in sostanza una grossa stigghiola. Veniva cucinata già nelle città greche dell’isola siciliana; qui non veniva solo cotta, ma venduta anche cruda dagli strifizzari (coloro che macellavano gli animali e ne vendevano le carni).
Nel capitolo dedicato alla stigghiola, ecco un’altra curiosità: Il piatto nonostante abbia origini greche è arrivato fino a noi con un nome di origine latina, Extilia. Extilia significa appunto intestino, budella. Exitiliola è il suo diminutivo da cui deriva il termine italiano stigghiola. Il diminutivo fu usato dai palermitani come vezzeggiativo, in quanto questo piatto per i palermitani è paragonabile alla donna di cui si è innamorati.

Dove mangiarle.

In quasi tutti i mercati storici di Palermo, famosissimo è quello della Vucciria.

Tra i tanti locali palermitani c’è poi Il Rarigghia in Piazza Olivella.

Per il resto fatevi guidare dal fumo che si leva alto in cielo, seguitelo e arrivate a destinazione.

 

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