Sunday, September 22, 2019
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Riprende Naxoslegge: a Messina si presenta il libro La femmina nuda

Ecco le attività di Naxoslegge, si comincia con la collaborazione con la Feltrinelli point di Messina, per la presentazione dell'ultimo romanzo di Elena Stancanelli, "La femmina nuda" .

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Naxoslegge riprende le attività per la stagione estiva 2016, in collaborazione con la Feltrinelli point di Messina, con la presentazione dell’ultimo romanzo di Elena Stancanelli, “La femmina nuda” ( La nave di Teseo), venerdì 1 luglio, presso i locali del punto Feltrinelli di Messina.

Con  la nota scrittrice, giornalista di Repubblica, interverranno il giornalista Francesco Musolino e Fulvia Toscano, direttore artistico di Naxoslegge.
Nell’ultimo romanzo, che sarà presentato a Messina, Elena Stancanelli, in forma di lettera-confessione, ad un’amica, dà voce al dolore di Anna, quarantenne abbandonata dall’uomo che ama. È il racconto,  a tratti lucido a tratti surreale , della fine di un amore. Si, perché questo libro parla d’amore e lo fa con una naturalezza tenera e desolata, ridando a questo sentimento la sua fisicità e, al contempo,  la sua irredimibile inafferrabilità.

Il vero protagonista del romanzo, di fatto, è il corpo, non solo quello di Anna, di Davide e di tanti altri soggetti narrati, ma il corpo come luogo del sentire, di cui, in itinere, la protagonista, si riappropria e, attraverso cui, come luogo del dolore, proprio e altrui, la protagonista si redime.
Quella di Anna è una piccola grande catastrofe, nel senso etimologico greco del termine, “stravolgimento”, un mutamento di sorti che è anche l’inizio di una morte e rinascita, come in un vero rito iniziatico, come in una messa in scena tragica. Lungi da retoriche para femministiche, il libro ci conduce al punto zero del dolore delle donne, quando, abbandonate, si percepiscono nella loro essenza, indissolubilmente legata all’amore.
Lo stesso rivolgersi all’amica/sorella, nella forma del facile epistolario, rimanda ad un topos che ci piace leggere tra le righe, quello della “Anna Soror” della Didone virgiliana che scegli la sorella come destinataria dell’inconfessabile, l’irrompere dell’amore inatteso che, al pari del dolore inatteso, necessita un racconto, un trasferimento verbale , che abbia il senso di una lancinante e illuminante, forse salvifica, confessione.
Piace questo tenace e ostinato parlare dell’amore, piace e ci fa riflettere, questo molto occidentale ritorno al corpo e alla sua voce che, se ci parla e se la sappiamo ascoltare, ci rende più umani e, al contempo, ci riconsegna al nostro essere qui ed ora, inquilini del dolore, sempre trafitti da un inguaribile desiderio di perfezione.

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