Tuesday, June 18, 2019
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Cose da fare in Sicilia: conoscere i vini di Sambuca, il borgo dei borghi

Qui ho scoperto che "gli uomini delle cantine", come Giovanni Maggio, si svegliano presto, prendono l'auto tutti i giorni visitano i loro vigneti, osservano le viti in fiore, seguono con amore e passione passo dopo

Giorgio Sacco e Giovanni Maggio

Di Sambuca di Sicilia ultimamente abbiamo scritto spesso, è un nostro fiore all’occhiello, si aggiunge a una rosa di Comuni isolani non solo belli esteticamente, ma attenti alla cura delle proprie risorse, che siano scorci, paesaggi, ma anche buone pratiche, decoro urbano, perché fra le ricchezze si annovera anche la capacità di condividere da un punto di vista mediatico sapori, tradizioni, antiche ricette e leggende capaci di rendere l’aria e l’atmosfera del territorio.

In Sicilia si sono già distinti in quest’arte Gangi e Montalbano Elicona, che si sono aggiudicati nelle scorse edizioni il titolo promosso dalla trasmissione tv Alle Falde del Kilimangiaro. Per l’occasione tutto il paese si è impegnato per diventare Il Borgo dei Borghi e adesso a Sambuca di Sicilia si respira in pieno l’orgoglio per il raggiungimento di questo obiettivo.

Cos’è un luogo di cosa è composto? Quali sono i profumi e i sapori che lo rendono unico?

Complice la tre giorni di Il Borgo color del vino, i libri hanno intrecciato il loro destino ai calici di vino,  e l’hanno fatto proprio in quel Palazzo Truncali Panitteri, da poco restaurato e sede del Museo archeologico, si sono legati all’inaugurazione dell’Enoteca dei rossi dei Monti Sicani – che sfrutta le volte naturali della Purrerra di Vicolo Fantasma  – e segna i 15 anni della Strada del Vino con una vera esposizione che documenta, scavata nella roccia di tufo, la storia in chiave enologica del comprensorio.

Tutto questo è stato possibile anche grazie al lavoro del Sindaco Leo Ciaccio e dell’assessore Oddo.

Nell’ottica di raccontare agli altri il territorio, di farlo conoscere e degustare, è partito in seno alla manifestazione  il Progetto Narrativo “Il Borgo colore del vino. Storie di vigne e vignaioli nelle terre di Sambuca”:  tramite un semplice sorteggio alcuni scrittori sono stati abbinati ad altrettante cantine sambucesi. L’incontro è stato coordinato dalla direttrice artistica Fulvia Toscano e dall’Assessore Giuseppe Cacioppo, con loro gli autori Alessandro Corso, Giorgio D’Amato, Maria Cristina Sarò (e io che scrivo) che sono stati adottati da alcune cantine. Le aziende hanno nomi e storie straordinarie, alcune conosciute ai più, come Planeta, Di Prima (che ha fatto innamorare con il bianco Janub), Feudo Arancio e Donnafugata, altre hanno esplorato mercati esteri come Monte Olimpo, altre hanno nomi come Di Giovanna e Murgia (Antico Frantoio), altri ancora cominciano a muovere i loro primi passi (penso a  Giorgio Sacco che produce uno straordinario Syrah, il Terra di Batìa, vinificato con la collaborazione di Monte Olimpo).

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Giorgio Sacco nella sua vigna di Contrada Batìa

Qui ho scoperto che “gli uomini delle cantine”, come Giovanni Maggio, si svegliano presto, prendono l’auto tutti i giorni visitano i loro vigneti, osservano le viti in fiore, seguono con amore e passione passo dopo passo la creazione del nettare degli Dèi. L’ho visto fare con i miei occhi, ai protagonisti di questo mio racconto, come Giorgio Sacco. Perché il lavoro dei “vignaioli” è strettamente correlato al destino del vino che vedrà la luce, dopo l’imbottigliamento, una volta versato nei bicchieri, anche dopo anni di sapiente attesa.

Il vino, insomma, sorseggiato in maniera consapevole e responsabile, è proprio un’espressione umana e se è ben fatto lascia dolci impressioni come una bella avventura, e pochi mal di testa.

Così, in questo connubio magico, cadenzato da incontri e degustazioni e concluso dalla premiazione degli studenti vincitori del concorso di scrittura creativa Racconti di…vini coordinato da Antonella Maggio, presidente della Commissione Cultura, si chiude un’esperienza culturale viva e coinvolgente. Possiamo dirlo? In alto i libri e i calici, aspettiamo già la prossima edizione.

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Terre di Batìa

 

 

 

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