Friday, September 20, 2019
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Affrontare un muro sì, ma non per dividere, bensì per unire, affrontarlo a colpi di bombolette, colori, pennelli e molta fantasia. 28 giovani provenienti da ogni parte d’Europa hanno abbellito , disegnato, pitturato, un muro di 3×15 metri con murales e street art. L’idea si è sviluppata attraverso un brainstorming partecipato dai ragazzi, il paese di Godrano verrà inondato da frasi e parole pescate da De Andrè e da altri ‘poeti’, attraverso tecnica stencil, le mura parleranno la stessa lingua: integrazione e scambio. Il Comune di Godrano abbraccia la rigenerazione urbana e ospita Hit The Wall, lo scambio giovanile coordinato dall’Associazione Maghweb e finanziato dal programma europeo Erasmus+.

Così la street art diventa mezzo di partecipazione attiva alla vita sociale.

«Con grande collaborazione del paese e dell’amministrazione comunale stiamo svolgendo in questi giorni lo scambio giovanile Hit The Wall. Ancora una volta ci siamo resi conto di come il paese risponde alla grande ai nostri progetti – spiega Gabriele Tramonta, Presidente di Maghweb. Adulti, anziani, moltissimi bambini, la scuola, i negozianti, tutti stanno dando il loro contributo per la buona riuscita del progetto, c’è un clima davvero meraviglioso. Abbiamo ricevuto tantissimo appoggio e Godrano sembra avere ‘fame di questa bellezza’».

Hit The Wall è realizzato in partenariato con le associazioni Go Europe (Spagna), Youth of Europe (Polonia) e Asociația Tinerii 3D (Romania), dal 13 aprile si sta sviluppando tra la Casa Montana di Valle Maria, a pochi passi dalla Riserva naturale orientata Bosco della Ficuzza, e si concluderà a Palermo il 21 aprile. I partecipanti sono coinvolti giornalmente in attività non formali, laboratori e workshop. Il prodotto finale: un murales da ‘consegnare’ alla città e uno storytelling su Instagram che racconterà l’esperienza, verrà presentato a tutti, lunedì 19, in una festa con tabto di brace, musica e giocoleria, che animerà la piazza principale di Godrano (sarà presente l’associazione CaravanSerai Palermo che presenterà il progetto “Inseminazione Artistica – La Mostra nel Cemento”, che si terrà tra Palermo e Catania dal 9 al 22 maggi)..

Lo scambio giovanile in corso è solo l’ultimo dei quattro pianificati per la primavera 2016 a Godrano, la collaborazione avviata tra Maghweb e il comune continuerà e si aprirà con tutto l’hinterland e i giovani dei paesi limitrofi.

La primavera siciliana, sopratutto in questo 2016, è particolarmente calda. Se fate un giro per i social vi renderete conto, dalle foto che vengono postate, che i siciliani vanno già al mare, a prendere il sole in spiaggia e i più temerari a fare addirittura il bagno. La Sicilia, come una bella donna ,conserva sempre il suo fascino, in ogni stagione.

Quindi, per cominciare, direi di non evitare spiagge storiche, pluripremiate e riconosciute, come quella di Menfi e di Sanvito lo Capo.

Ecco la prima cosa dunque: spiaggiarsi, magari scoprire una delle piccole calette della Riserva dello Zingaro, visto che il sole non è ancora cocente potrete contattare una delle associazioni che organizzano escursioni e farvi una bella scarpinata per i sentieri senza sudare troppo.

E la seconda? Visto che siamo nel trapanese consigliamo di visitare il baglio di Scopello, concedersi un aperitivo, fare un giro per i negozietti di artigianato, mangiare un bella porzione di pane cunzato.

La terza è visitare Mozia con tutta la sua cornice (sì perché non si arriva nei luoghi solo per goderne, già lo spostamento in sé diventa un’esperienza che arricchisce di odori, visioni e sapori) imperdibile al tramonto la vista sulle saline e sui mulini, potrete assistere a questo spettacolo prendendo un aperitivo ( vista la posizione geografica, assaggiare il marsala è d’obbligo, insieme ai pregiati vini del comprensorio) e poi imbarcarvi, affrontare il breve tratto di mare e sbarcare come marinai in questa piccola isola fondata dai Fenici ricchissima di storia e natura, dove visitare il museo Whitaker (e poi tornare pure a casa con un pugno di sale integrale come ricordo…).

La quarta tappa? Trapani naturalmente, dopo due passi al lungomare una visita alla Torre di Ligny, ecco che consigliamo il centro storico ormai zona pedonale e i palazzi nobiliari, con il passio serale e i locali aperti la città ventosa vi stregherà (poi dal porto si possono raggiungere le Egadi con traghetti e aliscafi, ma questa è un’altra storia).

La quinta tappa è Erice. Da Trapani potrete arrivarci tramite una funivia, il panorama mozzafiato è assicurato. Lì potrete assaggiare i dolci della pasticceria Grammatico, passeggiare per il balio, osservare la cura per i dettagli (tendine ricamati alle finestre, cortili aperti e piene di fiori, pulizia e decoro) comprare qualcosa nelle botteghe artigianali e ammirare le piccole chiese.

Immergersi nelle atmosfere letterarie preromantiche  di Orgoglio e Pregiudizio, di Ragione e Sentimento o anche di Emma e Persuasione. Sentirsi delle novelle Elinor, Fanny, Elizabeth, e Emma all’ombra degli alberi e distese su di un prato. Possibile se vi andrà di partecipare al primo raduno Austeniano che si svolgerà a Villa Trabia, domenica 17 aprile dalle 12 alle 18. L’evento patrocinato dal Comune di Palermo  è in collaborazione con la pagina “La mia vita da Janeite”! Ed è rivolto a tutti gli appassionati di Jane Austen.
Ma in che modo si svolgerà questo raduno? Come chiarisce il programma, per un giorno si tornerà indietro nell’era Regency e l’evento si svolgerà sotto forma di pic nic. Ragion per cui ognuno dei partecipanti è invitato a portare qualcosa di pronto: sia un dolce che un piatto salato.

Sono gradite tovaglie da pic nic e cuscini, ispirati alle gesta Austiniane.
Inoltre, i partecipanti sono invitati ad essere il più possibile a tema con il raduno. Richiesto abbigliamento Regency con eccezioni di abiti dal taglio vittoriano/rococò.
Per chi fosse sprovvisto di tali vestiti, si chiede di utilizzare abiti dai colori pastello o bianchi, “bandendo”, per un giorno, l’abbigliamento tipico del nostro secolo.
Sono bene accetti  nastri tra i capelli, fiori e perle,  letture di libri preferiti. E naturalmente il fatidico tè delle cinque.
Se ci fossero anche appassionati di disegno o fotografia, saranno gradite bozze disegnate o dipinte con acquarelli della giornata.
Per finire, si provvederà affinchè nessun Collins si dichiari nei momenti meno opportuni della giornata.

“Lu Mpurnato” è la tradizionale pasta al forno di Campobello di Licata e “La Mpanata” è il pane con gli spinaci e broccoli cotti e messi al forno. Semplici, salutari, buoni da commuovere, quei sapori genuini e decisi che diventano indimenticabili e denotano periodi dell’anno, sai che assaggiarli riporta in menta la primavera, perché sanno di casa e di Sicilia. Abbinamenti vincenti, questi dei cibi, che veicolano saperi, storie e promuovono il territorio.

Si terrà sabato 16 e domenica 17 aprile a Campobello di Licata, piazza XX Settembre, la Sagra “Lu Mpurnatu a la Mpanata”. L’iniziativa, promossa dall’Associazione culturale “La Sagra”, rinnova l’appuntamento con uno dei momenti più importanti della tradizione gastronomica locale, la manifestazione è stata addirittura presentata lo scorso anno all’Expo di Milano. Vi ricordiamo che una visita alla Sagra è inserita nel tour trazzeri trazzeri della Campobellezza.

Una due giorni scandita da degustazioni, attività sportive, laboratori creativi, attività di animazione per i più piccoli, visite guidate, spettacoli musicali e di danza. Nella serata di sabato lasciate lo spazio nello stomaco per una degustazioni d’autore, non appena verrà premiato il miglior “Mpurnatu” e la migliore “Mpanata”.

Come interagisce l’ambiente con l’arte? Che differenze di percezione porta la bellezza nelle nostre vite? La poesia come influisce nelle nostre anime? Dov’è che tutto questo si compie?

Un programma di incontri ed eventi per indagare il presente e la leggerezza/peso che hanno nel quotidiano alcune scelte di posti e visioni.

Si comincia lunedì 18 aprile, alle 19.30 con un incontro/ intervista I Luoghi dell’Arte a cura della poetessa e giornalista Grazia Calanna. Partecipa l’attore Alessio Boni, un viaggio tra piccolo schermo, cinema e teatro.

Martedì 19 aprile al Santa Caterina alle 20.30 Arte, evento Visioni al Confine. Gocce riflesse di Luisa Mazza // Come in cielo così nello specchio di Christian Zanotto. Testo e presentazione di Massimo Scaringella. In collaborazione con Red Stamp Art Gallery – Amsterdam. Interventi musicali del violinista Gabriele Bosco. Installazione proiettiva olografica di figure digitali animate (video-animazione 3d) in interazione con struttura sculturea, che prevede il dialogo fra le differenti poetiche dei due artisti.

Invece mercoledì 20 aprile al Teatro Comunale, Sala Dante alle 18.30 si terrà l’incontro Un’idea di Bellezza. Quali Luoghi – Quali Confini. Luoghi reali, tra il sensibile e l’immaginario, individuali e collettivi, tra memoria e contemporaneità; Luoghi al confine. Confini che delimitano un Luogo o segnano l’accesso ad altri; Confini rigidi o flessibili. Luoghi e Confini da attraversare, da superare. Confine, come il punto più alto di osservazione per abbracciare con lo sguardo, contemporaneamente, più Luoghi. Luoghi e Confini abitati e vissuti da Uomini. L’incontro per riflettere su Luoghi e Confini sarà introdotto e coordinato dal critico letterario Roberto Galaverni con la partecipazione di svariati protagonisti: Nino Sammito (Assessore) – Le Contrade – I Luoghi di Noto; Dott. Corrado Celestri – Mannarazzi – I Luoghi di Noto; Raffaele Di Dio (architetto) – I Luoghi di Noto; Sonia Arata (gallerista e curatrice) – Amsterdam – I Luoghi del Mondo; Giuseppe Condorelli (poeta) – I Luoghi della Parola e della Poesia; Roberto Galaverni (critico letterario) – Berlino – I Luoghi del Mondo; Adriano Minardo (sacerdote) – I Luoghi dello Spirito; Antonio Presti (promotore d’arte e cultura) – I Confini.

Si conclude il 22 aprile con il concerto alla Basilica SS.Salvatore, l’appuntamento è per le 20.30 il titolo? Poesia Dal suono alla parola. Viaggio nell’ascolto. In collaborazione con l’Associazione Concerti Città di Noto. Con Gavino Murgia, sassofoni, voce, flauti, launeddas, la partecipazione del poeta Tiziano Broggiato, la presentazione a cura del critico letterario Roberto Galaverni e le letture poetiche di Rina Rossitto, Alessandra Macca. L’esecuzione musicale e vocale del Maestro Gavino Murgia si alternerà e interagirà con le letture poetiche di alcuni fra gli autori più interessanti della poesia contemporanea. I brani del concerto, composti dal Maestro G.Murgia, sono tutti di origine “mistica” e ispirati alla natura.

Il suo linguaggio artistico sono le tecniche ceramiche e l’uso dei metalli. Ecco Francesco Scherma, una nuova promessa nel settore, che recentemente ha partecipato alla performance guidata da Gaetano Chiavetta ‘Oro colato”. Il suo percorso nel mondo dell’arte è intenso, basti pensare che all’Accademia di Belle Arti, il  professore di scultura è stato il maestro Salvatore Rizzuti; parallelamente agli studi accademici, ha differenti collaborazioni e frequenta corsi professionali regionali che gli permettono d’acquisire conoscenze nell’ambito dei metalli, lavorando e specializzandosi nel settore argentiero presso il laboratorio di Benedetto Gelardi, e nella lavorazione del bronzo presso la fonderia Sarro.

Scherma collabora inoltre con il laboratorio Quinta Scena, di Massimo Calò, dove realizza modelli di maschere per mascotte e sculture in polistirolo per allestimenti ludici.

“Mi dedico all’arte concettuale esprimendola attraverso la reinterpretazione, in versione ceramica, di oggetti d’uso quotidiano”, racconta di se… poi si laurea con il massimo dei voti con la tesi “Oggetti, misura dell’uomo”.

scherma

Ma il suo curriculum è ricchissimo, infatti frequenta anche un master in “Storia e Tecnologia dell’oreficeria” presso l’università degli studi di Palermo dove approfondisce, grazie alla frequenza di alcuni laboratori artigianali orafi e argentieri, le tecniche di lavorazione dei metalli nell’arte dell’oreficeria e dell’argenteria. “Attualmente – prosegue Scherma – ho in attivo differenti collaborazioni con laboratori di oreficeria e argenteria di Palermo”.

Tra i workshop di oreficeria, sono da annoverare quello sulla “TECNICA DELLA FILIGRANA” svoltosi a Palermo dal maestro Gaetano Chiavetta. 2013, la pubblicazione dell’articolo “La passione di chi non smette di apprendere e creare” nella rivista il COVILE diretta da Stefano Borselli nell’edizione del 27 dicembre 2013, codice ISSN 2279-6924. 2013 e poi varie partecipazioni ad importantissime performance dimostrative nazionali sulle tecniche di lavorazione dei metalli, “in particolar modo sbalzo e cesello – dice Francesco – , presso il laboratorio artistico del maestro argentiere Benedetto Gelardi. Insomma il suo lavoro è intenso e ricchissimo di esperienza anche se lui è ancora giovanissimo.

Tra i suoi lavori più emozionanti ci sono pendenti in argento 800 cesellati e altri vi sono oggetti di oreficeria realizzati in argento e ottone con pietra in corallo rosso. Si spazia anche ad altro come la messa in opera dl fregi in cemento, anelli in argento 800 con pietra in ceramica raku bianca con castone a fascia, pentole in argilla e splendide lanterne traforate.

Visitate la sua fan page su Fb, Francesco Scherma e di certo vi rifarete gli occhi.

Parte da Ragusa la data zero del tour del gruppo musicale di San Cataldo Pupi di Surfaro che li porterà ancora una volta in giro per l’Italia. Sabato 16 aprile a Le Fate insieme al repertorio tradizionale,  la band offrirà un assaggio del nuovo album in uscita. Occasione dunque da non perdere per i numerosi fan e per chi desidera conoscere una delle realtà musicali più eclettiche dell’Isola.

Per quanto mi riguarda, ci sono cose che a parlarne usando vocaboli consueti viene davvero difficile. È il caso dei Pupi di Surfaro, che racchiudono in sè un valore che gli è dato dall’essere speciali anzitutto in termini umani, ancor prima che artistici.Il gruppo musicale modern-folk di San Cataldo, nel nisseno, fuori da qualunque schema formale, è fautore di una piccola, importante rivoluzione dolce nel panorama musicale attuale. La loro scelta di scrivere e cantare in dialetto siciliano e di coniugare in un’unica equilibrata soluzione,canzone tradizionale, teatro e impegno civile è anzitutto espressione precisa di una identità isolana ben radicata, orgogliosa e convinta, è la fotografia esatta di un percorso artistico che vuole andare di pari passo con un progetto di spessore. Per usare una espressione ad hoc, i Pupi di Surfaro sono come direbbe Walt Whitman, “vasti, contengono moltitudini”.

La figura leader dei Pupi di Surfaro, il nucleo principale, fin dai suoi albori – ci racconta Pietro Amico, batterista del gruppo – è l’autore, cantante e attore Salvatore Nocera. A questa personalità di spicco e fucina di idee il cui intento è di dare lustro alle radici culturali del teatro-canzone, si affiancano, cammin facendo, gli altri componenti: Peppe Sferrazza (basso) Lorenzo Profita (fisarmonica), Santino Ficarra (pane e cumpanaggiu). Tutti provenienti da ricche e differenti esperienze personali e artistiche”.
Il 2009 è l’anno della svolta. “ Il mio ingresso nel gruppo – dice Pietro Amico– segna una data importante per i Pupi di Surfaro che partecipano al Med Fest di Buccheri, Festival della nuova canzone siciliana, entrando di fatto in una fase importante e decisiva del progetto. Il pubblico che corre ad ascoltarci non è più solo quello che vuole ballare sui pezzi della tradizione siciliana, ma comincia ad allargarsi e a diversificarsi”.

Nel 2010 i Pupi di Surfaro autoproducono un cd, In Vino Veritas, e da lì in poi cominciano una verticale ascesa. Partecipano a numerose manifestazioni musicali e culturali nel Sud Italia, come il Med Festival, l’XI Festival della Nuova Canzone Siciliana, il Musicultura, il Maggio Sermonetano e il Taranta Sicily Fest. Se si tiene conto anche dell’importante ruolo come gruppo di apertura al tour siciliano dei Modena City Ramblers, e il loro contributo al Forum antimafia 2013, che li ha consacrati vincitori del premio Musica contro le mafie, si riesce a capire bene lo spessore del loro messaggio. “L’ardore di dire cose scomode – aggiunge Pietro Amico– prendendo le distanze da etichette, vuole essere il segno non certo di una mera e sterile ambizione alla popolarità. Il microfono e i testi di Salvatore Nocera rappresentano per noi una formidabile arma bianca”.

A fine aprile di due anni fa esce l’album Suttaterra, per l’etichetta Dcave Records, prodotto da Daniele Grasso,il quale ha avuto -aggiunge Pietro Amico – un significativo ruolo di maturazione nel progetto, apportando nell’evoluzione musicale dei Pupi di Surfaro una svolta new folk”. Come dire, la tradizione e la modernità che si fondono.

Sponsor autorevoli di quest’ultimo lavoro discografico, l’associazione Libera contro le Mafie, il Movimento NoMuos e il comitato Addiopizzo. I Pupi di Surfaro sonostai impegnati  tour estenuante che li ha visti protagonisti sui palchi di città del Nord Italia (Milano, Savona, Imperia, Cortona, Pistoia e Firenze), del Centro (Terni e Sermoneta) e del Sud, nel Salento e in numerose province siciliane. “L’accoglienza nell’esperienza del tour – ci racconta Pietro Amico – è stata in tutti i casi soddisfacente, abbiamo incontrato sempre un pubblico attento e incuriosito che acquistando il nostro disco, le nostre magliette ha dimostrato di volere stabilire con noi un rapporto di continuità”.
“Prossimamente – ci dice Pietro Amico– avremo degli impegni a sostegno del movimento NoMuos . A gennaio prossimo, ma non posso anticipare nulla, ci metteremo al lavoro per un nuovo progetto”.

Per chi volesse conoscerli meglio e seguirli, i Pupi di Surfaro hanno un  sito ufficiale: www.pupidisurfaro.com e un profilo Facebook.

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Volete conoscere la bellezza di Campobello di Licata? Ecco un’iniziativa che vi svelerà tutta la Campobellezza. Trazzeri, colline, assaggi, paesaggi, Campobello si mette in mostra attraverso una passeggiata fra natura e storia. Vi muoverete per le campagne con una truscia, proprio come facevano i nostri nonni contadini. Qui sotto trovate le indicazioni, c’è anche una bella pagina facebook dove trovare risposte a ogni vostra domanda: https://www.facebook.com/events/1217471481597145/?active_tab=highlights

h 9.00 Raduno a Campobello di Licata (AG) in via Edison, presso il bar Copenaghen (caffé e pipì prima di partire)
h 9.30 Partenza per la miniera abbandonata di Passarello, punto di partenza del tour
h 10.00 Parcheggio nel mezzo del villaggio abbandonato di Passarello, dove riceverete una “truscia” misteriosa e inizieremo il nostro percorso a piedi. Lungo la passeggiata saranno tollerati selfie e instagram vari per immortalare i bellissimi paesaggi primaverili delle colline campobellesi
h 11.00 Arrivo presso il promontorio delle “Vaneddri”, particolarissima struttura rocciosa naturale, dove degusteremo insieme il contenuto della “truscia” – una merenda a base di prodotti tradizionali, accompagnati da una performance teatrale e musicale a cura dei ragazzi della Compagnia teatrale “Comu veni si cunta”
h 12.30 Ritorno in paese e pranzo con prodotti tipici presso la Trattoria “Nni Carminuzzu” – si raccomandano un paio di giorni di digiuno preventivi!
h 15.30 Visita guidata centro storico di Campobello di Licata con lunga passeggiata digestiva e approfondimento storico e artistico, tra chiese, piazze e monumenti, scoprendo leggende, aneddoti e curiosità sulla complessa storia del paese
h 18.00 Fine Tour e visita alla Sagra Mpurnatu e Mpanata, dove potrete degustare le due principali pietanze tradizionali campobellesi e curiosare tra le bancarelle della sagra.

Scorrazzare per le montagne con una navetta che vi accoglierà appena scesi dal treno alla Stazione Cammarata San Giovanni, assistere al Teatro del Gusto curato da Slow Food Cammarata Colli Sicani, apprezzare particolari sapori che vanno dal tartufo al miele d’ape nera, dal pitirri a “sua Maestà la ricotta”. Chiacchierare con i “tutorial della Montagna” di innesti di piante o di ricette, farsi consigliare i vini dai sommelier ascoltare un concerto jazz, assaggiare la pizza acrobatica di Pasqualino Barbagallo, ridere con il comico Roberto Lipari.

Non manca nulla per divertirsi e appassionarsi alla XI edizione della Fiera della Montagna, che racconta la montagna attraverso esposizioni, panel, laboratori, tutorial, show, escursioni e momenti di intrattenimento per ogni fascia d’età.

E se siete in famiglia, ecco un appuntamento per i bambini:le merende a chilometro zero e i laboratori d’ecologia.

Tre giorni – dal 15 al 17 aprile al palazzetto dello Sport di San Giovanni Gemini –  dedicati al grano, ai vini, all’olio al latte e i suoi derivati. Montagna da assaporare e vivere.

Info www.facebook.com/fieramontagna

Il ‘vintage’ nel cuore di Palermo vive grazie alla raccolta di abiti dai ’50 ai ‘70 e agli accessori dalle strane fogge di Elena Scimonelli.

Eh sì, in via Maqueda, abbiamo scovato Magazzini Anita, ci è sembrato bellissimo, un po’ come fare un tuffo nel passato, come tornare nel periodo in cui i ragazzi camminavano coi jeans scampanati, le ragazze con le minigonne a tulipano e le signore con quegli abitini stretti in vita e rigonfi sotto, mentre indossavano cappottini strizzati alle spalle e soprattutto coloratissimi.

Racconta la Scimonelli, titolare della boutique: “la mia passione per il vintage nasce più di 20 anni fa quando studiavo lingue all’università di Palermo e ho vissuto 6 mesi a Londra dove frequentavo un corso di inglese e lì visitavo i mercati come Camden Town o Portobello. Scoprivo – aggiunge – della roba colorata e bellissima che mai avevo visto a Palermo, così ho cominciato vendendo a casa uno stock di vestaglie e camicie da notte anni ‘70 alle amiche, organizzavo piccole riunioni, poi ho fatto pure il mercatino domenicale dei rigattieri a piazza Marina…”.  Qualche anno dopo è nato il suo punto vendita di via Maqueda.

negozio

Il pubblico che più apprezza il vintage sembra essere quello straniero, americani, australiani, francesi, inglesi, tedeschi, giapponesi e cinesi…insomma un po’ tutto il mondo.

“La mia passione – prosegue Elena – sono gli abiti sartoriali anni 50, le borse e gli accessori dalle strane fogge e di qualità ottima. Si tratta di capi che durano nel tempo e che anche dopo 50/60 anni sono ancora perfettamente utilizzabili”. La Scimonelli acquista, per lo più, da privati. “Le signore palermitane di una certa età – dice – hanno splendidi guardaroba ricchi di abiti bellissimi, e fatto non meno importante è il racconto della storia che sta dietro ad un vestito o ad una borsa… quando l’hanno indossato…”.

Compra anche stock provenienti da negozi ormai chiusi da anni, si chiamano new old stock, cioè abiti nuovi con etichetta che si trovavano nei magazzini di vecchi negozi. “Chiaramente – conclude – la selezione è fondamentale ed io non acquisto tutto ciò che capita, ma solo abiti che sulla base della mia esperienza e del mio gusto personale piacciono alla gente”.