Saturday, November 25, 2017
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Cosa vedere a Palermo: dieci percorsi imperdibili (a piedi)

Novità e percorsi classici. Girare Palermo a piedi. Ecco cosa fare.

cala

L’auto scordatevela, considerate che il centro storico ormai è zona pedonale, oltre ché – scusate se è poco – sito Unesco considerato patrimonio dell’umanità (parliamo del percorso arabo-normanno di cui scriveremo diffusamente). In primavera potrete camminare fra i profumi di gelsomino in fiore, odore di zagare, nuvole di fritto che si levano dalle friggitorie e sanno di arancine e panelle, un pout pourri di sapori e impressioni che fanno la storia di questo posto.

  1. Attraversare via Maqueda: sì l’antica”strada nuova” che prende il nome dal Duca Maqueda, ormai è chiusa al traffico, si comincia a percorrerla da piazza Verdi, dando un’occhiata al teatro Massimo e magari concedendovi una sosta nell’antico caffè riaperto la pubblico (davanti alle scale troverete artisti di strada e vi accorgerete che è un punto di ritrovo per bikers e coppie di innamorati). Procederete fra vetrine colorate, piste ciclabili, un’infinità di localini affacciati sul marciapiedi e palazzi nobiliari.
  2. Fare un giro per il quartiere Olivella. Voglia di mangiare? Desiderio di comprare un ricordo di Palermo proveniente da una bottega artigianale?  Qui trovate Il Museo Archeologico Salinas (non si può sbagliare, l’Olivella che prende il nome dall’antica chiesa, è il reticolo di vicolo che trovate di fronte al teatro Massimo) le specialità? Kebab e carni arrostite ala griglia.
  3. Visitare il porticciolo della Cala. E sì, troverete due locali, entrambi con tavolini fuori, dove prendere il sole insieme all’aperitivo. Ma non mancano le  panchine e il tappeto erboso al molo Sailem – è una zona molta amata dai runners palermitani – dove potrete vedere Ape Bianca, l’installazione dell’indimenticabile Andrea Di Marco dedicata alla lapa sicula. Provatelo all’ora del tramonto, guardate le barche dondolare dolcemente nella brezza e le luci che cominciano ad accendersi in città.
  4. Andare al mercatino di Piazza Marina (la domenica mattina). Usato? Vintage? pezzi di carretto, antichi attrezzi rurali siciliani, qui trovate di tutto, oltre e a cartoline e poster antichi, persino ante di armadi, specchi, cappelli, borse e occhiali. Sulla stessa piazza si trovano monumenti fondamentali, come palazzo Steri e la Chiesa della Catena.
  5. Fare l’acchiannata di Monte Pellegrino. I ciclisti e i runners lo adorano. ma è un ottimo percorso anche per il trekking. In verità l’acchianata nasce come rito religioso, un voto, l’acchianata (ovvero la salita), da donare alla Santuzza, la notte in cui si celebra Santa Rosalia, la Patrona della città. Da non perdere la vista del belevedere, Goethe lo definì “Il promontorio più bello del mondo”.
  6. Mangiare il polpo a Mondello. Se siete vegetariani andrà bene anche prendere un gelato o un panino con le panelle. Di certo il rito del polpo tagliato a tocchetti e mangiato caldo e irrorato di succo di limone in piedi, da uno dei diversi locali che si affacciano sul lungomare, è un classico.
  7. Visitare il faro di Capo Gallo: una volta superato l’ingresso (lato Mondello) procedete a piedi fino in fondo. Il faro non è più in funzione, ma rimane uno dei posti più romantici della costa palermitana. Capo Gallo è riserva naturale orientata, il mare è cristallino. Fra i luoghi consigliamo il Costa Ponente (visibile subito dall’ingresso di Mondello). Qui si organizzano feste di matrimonio con vista mare fra le più chic della Sicilia.
  8. Fare una sosta alla taverna Azzurra. Si tratta di una taverna storica, se siete astemi sarà un peccato almeno non fotografarla. La sera è un ritrovo di giovani come tutto il mitico quartiere Vucciria, che sembra immerso in un incantesimo, con ancora le mura diroccate e le rovine reduci da un bombardamento del ’43.
  9. Procedere da Porta Nuova a Porta Felice: in pratica si tratta di attraversare la città e i suoi monumenti più significativi passando per le due antiche porte che ne delimitavano le mura. Si procede da piazza Indipendenza, con il suo palazzo dei Normanni fino al mare, passando per la Cattedrale e per i palazzi nobiliari che si affacciano sul Kassaro adesso chiamato corso Vittorio Emanuele.
  10. Fare un giro di shopping per le botteghe di Alab. L’acronimo sta per Associazione Liberi Artigiani/Artisti Balarm (Balarm è l’antico nome arabo della città), e si tratta di una realtà che riunisce laboratori artigiani e artigianali disseminati per il centro storico. Qui trovate più info: http://www.alabpalermo.it/alab/sedi-espositive-e-laboratori-alab/

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