Thursday, November 23, 2017
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Imparare  a organizzare un orto? Scoprire il gusto unico dei prodotti bio con tutte le loro imperfezioni? Si può fare in piena città, magari con bimbi al seguito e con la prospettiva di coniugare con questo impegno anche l’appuntamento quotidiano della spesa o di una corsa fra i viottoli del Parco? Ecco un modo per educare i cittadini alla cura dell’ambiente e all’alimentazione consapevole con la prima edizione di un progetto che punta l’attenzione sull’agricoltura sostenibile a cura del Parco Uditore, il polmone verde che si trova in uno snodo centrale di Palermo, uno spazio sottratto al cemento e restituito alla collettività.

Grazie alla collaborazione con lamentapiperita.com, sito specializzato in approfondimenti e tematiche ambientali ed agro-forestali, il Parco offre ai suoi frequentatori e ai curiosi un percorso di dieci appuntamenti, a cadenza settimanale, dedicati a temi che spaziano fra culture e colture agricole differenti. Il nome del ciclo di incontri è evocativo e spiega molto della natura della nostra Isola “Sikelia è il termine con cui i greci chiamavano la Sicilia: la radice sik indica crescita, fecondità e Sikelia significa “terra dell’abbondanza” o, letteralmente, (la terra) del fico (in greco sukè) e dell’ulivo (in greco èlaia)”.

Il primo degli eventi con Sikelia al Parco Uditore, s’intitola Tutti matti per il bio, e si terrà il 12 marzo 2016 dalle 10 alle 12.

L’evento è patrocinato da Slow Food e sponsorizzato dalla Tavola Italiana e DNA Bonsignore. Le basi per comprendere un viaggio che comincia dall’agricoltura intensiva fino ad approdare a un tipo di agricoltura che privilegia la vocazionalità dei territori e le cultivar locali.

Alla fine dell’incontro è previsto un momento dedicato al palato con una golosa degustazione. Fra i relatori del dibattito: il Dottor Arturo Genduso, Vito Rappa di Libera Terra, Sandra Invidiata per l’Azienda Agricola Invidiata, Cecala Antonino per L’Azienda Agricola Cirrincione, il Dottor  Francesco Romeo e Claudia Cardella per Qbio.

Chi conosce questo comprensorio montuoso lo sa. Si troverà davanti luoghi ancora poco battuti dal turismo di massa e un’accoglienza, un’aria, intrisa di sapori e profumi, davvero indimenticabili. Se per questa Pasqua intendete mettervi in movimento, proprio fisico, cioè camminare, annusare nuovi odori e scoprire nuovi scorci, tutto questo senza spendere molto, ecco“I Nebrodi Low Cost”,  un viaggio nell’Appenino Siculo. L’iniziativa è avviata dall’associazione culturale “La Stretta” di Longi in provincia di Messina con l’obiettivo di «valorizzare il territorio e cercare di aumentare l’affluenza turistica in generale. Nato dalla collaborazione fra diverse realtà del territorio il progetto “Nebrodi Low Cost” ha come obiettivo la valorizzazione dei Nebrodi, facendoli vivere, in ogni stagione dell’anno, nel loro lato più profondo, attraverso un viaggio esperienziale fra natura, gusto e cultura e a un prezzo davvero contenuto. Pensiamo che sia possibile coinvolgere un numero sempre più ampio di persone cui dare la possibilità di godere delle meraviglie che i Nebrodi conservano grazie soprattutto a dei costi contenuti e dunque più accessibili».

Consultate l’agenda e segnate le escursioni a cui poter partecipare, sono molte le offerte, perché si possa tornare su questi sentieri più e più volte.
1) 26-27-28 Marzo: I Nebrodi Low Cost Pasqua
2) 23-24-25 Aprile: I Nebrodi Low Cost Primavera
3) 2-3-4-5 Giugno: I Nebrodi Low Cost Aspettando l’Estate
4) 29-30-31 Ottobre 1Novembre:
I Nebrodi Low Cost Autunno
5) 8-9-10-11 Dicembre: I Nebrodi Low Cost Aspettando il Natale
6) 5-6-7-8 Gennaio: I Nebrodi Low Cost Inverno

Cascate del Catafurco

Cascate del Catafurco

 Nebrodi low cost  – Pasqua tra trekking, tradizioni e gastronomia

Il primo evento di questo progetto è quello previsto per il lungo weekend di Pasqua. Non mancherà il cibo genuino e la possibilità di concedersi degustazioni di eccellenze del territorio. L’accoglienza dal sapore familiare e la possibilità di conoscere alcune tradizioni del territorio faranno il resto. Preparate le vostre scarpe e l’abbigliamento da trekking pe rimmergervi nelal natura rigogliosa di Longi.
SABATO 26
09.30 Escursione Lago Biviere
Pranzo al sacco
16.30 Arrivo a Longi e sistemazione in b&b
17.30 Visite guidate del centro storico di Longi, da vedere il Telaio per la Tessitura a Mano, Antico Mulino a Pietra e Centro Naturalistico La Petagna
20.00 Cena in ristorante
Pernottamento in b&b.
DOMENICA 27
09.30 Colazione al bar
10.15 Si assisterà alla tradizione de “U Scontru”
11.00 Partenza per Portella Addrighi e Escursione alla Cascata del Catafurco
Pranzo al sacco
18.00 Rientro a Longi
20.00 Cena in ristorante
LUNEDÌ 28
09.30 Escursione Rocche del Crasto
14.00 Pranzo in ristorante
16.30 Rientro a Longi e fine attività

Interno dell'Antico Mulino a Pietra

Interno dell’Antico Mulino a Pietra

QUOTA DI PARTECIPAZIONE PER L’INTERO WEEKEND:  € 130
I bambini sotto i 12 anni avranno una riduzione del 50%
INCLUSO NELLA QUOTA DI PARTECIPAZIONE:
– 2 pernottamenti in b&b
– 2 colazioni al bar
– 2 cene in ristorante
– 1 pranzo in ristorante
– escursioni
– Assicurazione
– Organizzazione
Non sono inclusi nella quota di partecipazione:
-Pranzi al sacco di  sabato e domenica
-Trasferimento auto e quanto non indicato sopra

Per chi volesse arrivare il Venerdì possibilità di pernottamento aggiungendo alla quota di partecipazione sopra indicata € 15(fino ad esaurimento posti!)e possibilità di assistere insieme alla Festa dei Giudei a San Fratello incontrandoci direttamente sul posto per poi rientrare a Longi a fine festa.(La quota di aprtecipazione aggiungendo il Venerdì € 145)

Si può partecipare, volendo, anche a solo una delle giornate.

Per info e prenotazioni
tel: 3703224716 (Barbara) 3286498095 (Calogero)
E-mail: info@lastretta.it

La Sicilia sud orientale sempre più al top. Fioriscono come baciate da un’impetuosa primavera iniziative intelligenti che uniscono le bellezze del territorio ibleo a strategie di turismo giovane, vivace e intelligente.

E’ un pò l’idea dei Vespi Siciliani, simpatico brand del Vespa Club di Ispica che, partendo da un’identità territoriale ben precisa, sfrutta il vento tra i capelli su scooter d’epoca per promuovere un turismo culturale e di evasione che mette insieme gli amanti della “strada”, del barocco, i cinefili e i buongustai. Si tratta infatti di itinerari che comprendono l’escursione a Noto con passeggiata nella tonnara di Marzamemi e birdwatching nell’oasi naturale di Vendicari, al suggestivo Ricotta’s Tour che, sulla strada per Portopalo di Capo Passero e Porto Ulisse, intercetta un’azienda agricola che produce il famoso formaggio e altri piatti tipici. Per gli appassionati del famoso commissario televisivo c’è la gita Sulle vie di Montalbano  che include le località di Punta Secca, Marina di Ragusa, Sampieri e Pozzallo.

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A giugno dell’anno scorso si è consumato il raduno regionale e nazionale dei “vespisti” e per l’occasione  si è pensato all’evento I vespi siciliani – Profumo, che si è tenuto proprio il 28 giugno 2015. Praticamente una scoperta on the road delle eccellenze enogastronomiche e delle bellezze architettoniche e paesaggistiche di luoghi incantati come Ispica (RG) e Noto (SR). Ispica, tappa di questo itinerario dei “sensi” in cui lo scrittore Luigi Capuana ambientò il suo famoso romanzo “Profumo”, con i suoi edifici liberty, le chiese barocche e l’area archeologica di Cava Ispica. E Noto con i suoi magnifici monumenti barocchi, i mascheroni e gli affreschi, con un momento conviviale a base di piatti tipici del Val di Noto presso la splendida cornice di Villa Eleonora.

Per gli amanti del cinema è in programma, invece, quest’anno, un evento sulle tracce del già  glorioso Ispica da Oscar, che partendo dal cinema di Pietro Germi concentrerà l’attenzione sul genere della Commedia all’Italiana che ha lasciato il segno nella filmografia nazionale quale testimonianza di un’epoca e del costume dell’Italia della ripresa economica. Per chi volesse approfondire, eccovi il loro sito:www.ivespisiciliani.it 

Chi conosce il centro storico di Modica lo sa, è un colpo d’occhio, per il suo Barocco, l’influsso artistico dalle linee sinuose, panciute e ridondanti che segnò la rinascita dopo un devastante terremoto, nell’architettura, nelle facciate, nell’arte. Ma Modica diventa famosa anche per i suoi profumi, il cioccolato tipico lavorato a freddo secondo un’antica ricetta azteca, un premio Nobel per la Poesia, Salvatore Quasimodo, e la capacità di raccontarsi attraverso eventi di rara bellezza, cosa che avviene ormai in tutta la Val di Noto, come l’infiorata e fenomeni mediatici che hanno messo in mostra il Sud Est come avviene nella serie tv dedicata alle gesta di Montalbano.

Adesso dal 18 al 20 Marzo 2016 nel centro storico di Modica si terrà la prima edizione di Modica Flower Show, mostra mercato di piante rare e inconsuete inserita nel circuito nazionale di fiere botaniche “Flower Show” (www.flowershow.it) che oltre la città siciliana interessa Ancona, Arezzo e Perugia.

Immaginate la bellezza di trasformare un centro storico in un vero e proprio giardino botanico con i suoi odori e colori. Ma non si tratta solo di un’occasione d’incontro per addetti ai lavori per conoscere i migliori espositori del panorama florovivaistico italiano e internazionale, ma di un appuntamento culturale con eventi adatti a famiglie, curiosi, turisti e cittadini.

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Volete piantare un giardino? Questo è il posto giusto per voi. Scriveva George Bernard Shaw: Il luogo migliore per trovare Dio è in un giardino. È là che si può scavare per trovarlo.

Non mancheranno le novità, come scoprire tutto sugli aromi o meravigliarsi per gli accostamenti fra fiori e cibo, e se non ci credete venite domenica alle 12, presso: Sala A – Le Scuderie – per assistere alla preparazione di “Baccalà su Gazpacho, verdurine e fiori eduli” a cura del professor Giovanni Roccasalva dell’istituto Alberghiero Principi Grimaldi di Modica.

Segnaliamo gli imperdibili corsi gratuiti, gioia per gli occhi, per il palato, per l’anima. Volete qualche anticipazione? L’Antica Dolceria Bonajuto (quella dell cioccolata di Modica) in collaborazione con la Birra Tarì organizza Flower Beer, percorsi di degustazione tra petali di fiore e fave di cacao con Birra Tarì. E ancora escursioni,  per conoscere le orchidee,  laboratori per imparare a prendersi cura dei bonsai, corsi base di giardinaggio per curare le rose, corsi di cucina tenuti dal professor Giovanni Roccasalva dell’istituto Alberghiero Principi Grimaldi di Modica, e imparare a preparare la mousse di gelsomino in tre colori e varianti diverse. Che aspettate? Vi accoglierà una Modica profumata e green come non l’avete mai vista.

Qui il programma dei corsi: http://www.modicaflowershow.com/corsi/

Qui il programma completo degli eventi collaterali alla mostra: http://www.modicaflowershow.com/la-mostra/

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Oltre la festa della donna, per celebrare l’altra metà del cielo s’intitola “Donna e incanto” una iniziativa patrocinata dall’assessorato alla Cultura. L’idea della pittrice Lucia Stefanetti  è reinterpretrare alcuni classici che hanno fatto la storia dell’arte e ritraggono donne. I quadri però non saranno semplicemente parte di una mostra, ma creeranno un percorso per le vie del centro di Sciacca, esposti in diverse attività commerciali da ieri, lo resteranno per una settimana, nelle vie Incisa e Roma, Corso Vittorio Emanuele e Piazza Matteotti. Le opere sono realizzate con tecnica a grafite e pastello su tavola. Fra i dipinti rivisti dall’estro della Stefanetti segnaliamo: la Gioconda e la Dama con l’Ermellino di Leonardo Da Vinci, la Fornarina di Raffaello, la Simonetta di Piero di Cosimo, la Dama di Sebastiano del Piombo. Le opere sono reinterpretate con gli occhi chiusi in estasi”.

“Ringrazio ancora una volta Lucia Stefanetti – dichiara l’assessore Salvatore Monte – per aver messo a disposizione la sua arte a beneficio dello sviluppo culturale della nostra città. È sicuramente innovativo poter ammirare delle opere d’arte, con una passeggiata nel centro storico, disposte all’interno di diverse vetrine delle attività commerciali della nostra città. È una idea che potremmo riproporre nel periodo estivo”.

Le iniziative sono state presentate in occasione della celebrazione dell’8 Marzo, dal sindaco Fabrizio Di Paola e dall’assessore alle Pari Opportunità Maria Antonietta Testone con la prossima realizzazione, tra l’altro, dei parcheggi rosa nelle scuole materne e elementari della città e l’istituzione del Comitato Unico di Garanzia per il contrasto di ogni forma di discriminazione nella pubblica amministrazione.

Non è uno sport per signorine. Nel senso che è trasversale, può, davvero, praticarlo chiunque. Avete voglia di sudare? Di compiere 27 giri del track sui pattini in 5 minuti? Senza distinzioni di genere? Siete curiosi? Date un’occhiata a un incontro. “Anzi, noi cerchiamo fresh meat”, mi dicono, ovvero, carne fresca. Affrontando un piccolo test attitudinale, in occasione degli open day di reclutamento, si può ambire ad entrare in una squadra di Roller Derby. Quando io conosco le due squadre, bastava solo contribuire all’affitto della pista, comprare l’equipaggiamento e amare il gioco di squadra. Per esempio nelle fila delle Holy Roses, che nel logo porta l’effige della Santuzza – con tanto di cerotto, giusto per rivendicare la tradizione della nostra Patrona – ci sono due maschietti barbuti, uno è Marco, il coach. Ma l’allure, di uno sport da ragazze pin up, persiste, anche se il sogno, per chi non è addetto ai lavori, di assistere a una baruffa fra ragazze, rimane disatteso. Intanto, perché “imponi i tuoi fianchi”, il colpo d’anca e una della tecniche per bloccare la Jammer, colui/colei che deve segnare, ed hai superato il blocco, proprio quando, i tuoi fianchi sono oltre. È chiaro no? Sembrano infinite le regole, di partite disputate rigorosamente in inglese, di Roller Derby. Pattini colorati, caschetti in tinta, con una nota da bad girls, gomitiere, ginocchiere e persino paradenti, che le ragazze mi mostrano chiusa nelle loro scatoline e io annuisco, “sì, avevo qualcosa di simile quando facevo arti marziali”. Se volete uno sport di contatto, che richiede resistenza e senso dell’equilibrio (ci vuole tecnica e la forza non è preponderante e le squadre per questo sono miste), dove allenarsi tre volte a settimana, dal tramonto fino a sera inoltrata, il Roller Derby è quello che fa per voi. Ma, c’è un ma, il Roller Derby è rubricato come sport estremo. In verità, mi spiegano, la presunta pericolosità è assimilabile a quella del rugby, da giocare sul filo della stabilità su rotelle, insomma, “non è come fare paracadutismo” mi assicurano. Non è importante nemmeno sapere pattinare, nel senso che alcuni giocatori hanno imparato esercitandosi, non l’avevano fatto prima, ed hanno età fra i 22 e i 30 anni.

L’allenamento, nella struttura che sorge, sembra dal nulla, in via Giuseppe Mulè, un quadrilatero che confina con viale Regione Siciliana, è stata tirata su a olio di gomito, autofinanziandosi. C’è voluta una vera ristrutturazione della pavimentazione, che portava i segni della prima destinazione d’uso: pista di pattinaggio sul ghiaccio. Adesso mostra i segni del tracks, così si chiama il circuito dove si giocano le partite di Roller Derby. La sera mancava l’illuminazione e i ragazzi avevano fatto colletta per un gruppo elettrogeno. Lo spazio viene affittato ai privati per piccole cifre, e qui si allenano anche le squadre di Hockey. Conquistare via Mulè è stato entrare un territorio nuovo. Ad ora il campetto è in mano ai vandali, mi fanno sapere dalle Poison Kittens, in disuso, il Comune non lo ha ancora affidato a nessuna associazione sportiva.

Le Poison Kittens ad oggi  si allenano al Dopolavoro ferroviario ( a Palermo, alla stazione Notarbartolo) il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 19:30 alle 22:00.
Per usare un aggettivo inglese, tanto in voga adesso, il Roller Derby è uno sport vintage. Vintage a cominciare dall’equipaggiamento, perché rispolvera i pattini quad, ovvero i pattini con quattro rotelle, che dopo l’avvento dei roller blade, i pattini a lama, con le ruote sulla stessa linea, sembravano destinati a rimanere in soffitta come residuato nostalgico, e invece sono l’oggetto del desiderio, per i giocatori di Roller Derby, che li bramano, acquistano su internet, con prezzi che, mi spiega Giorgia delle Poison Kittens, si aggirano dalle 240 fino alle 400 euro, soprattutto se cambi alcuni pezzi fondamentali, come le rotelle.

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Al momento, il Roller Derby conta due squadre palermitane, nate dallo stesso nucleo, che si sono scisse nelle Poison Kittens e nelle Holy Roses. Non esiste una federazione, o un vero campionato, in Italia non esiste una vera federazione ma in America è la “W.F.T.D.A” che stabilisce le regole del Roller Derby attuale. Si giocano partite che si potrebbero definire amichevoli, chiamate Scremage. Non a caso, essendo uno sport nato negli Stati Uniti – precisamente negli anni ’30 in Texas, per poi formalizzarsi una trentina danni dopo – almeno un paio di volte al mese, ci si incontra con la squadra nata nella base militare americana di Sigonella. Ma per chi ha voglia di conoscere le squadre nostrane, o di imparare il Roller Derby, non resta che contattare le fila delle Holy Roses che hanno un profilo FB ed email holyrosesrollergirls@gmail.com, e le Poison Kittens, sempre profilo Fb, contatti all’indirizzo email poisonkittenspalermo@gmail.com. Giorno 06 aprile 2016, al Dopolavoro Ferroviario si terrà la fase successiva agli opend day, ovvero il reclutamento per la squadra di Roller Derby Poison Kittens, il “Fresh Meat Day”

Esiste una crema che può rappresentare due donne come noi? Abbiamo provato in anteprima Maressentia, la linea cosmetica estratta dalla Posidonia delle Egadi.

Una start up che ha sede a Favignana, in buona parte siciliana, che trae i suoi principi attivi da una pianta, in un processo naturale e rispettoso delle risorse ambientali. La Posidonia che esiste da 120 milioni di anni, dalla terra si trasferisce al mare. Cambia completamente ambiente, ma rimane se stessa: mantiene le radici, il suo rizoma fiorisce, dà persino i frutti. I suoi principi attivi terrestri invece di indebolirsi, si combinano, traggono nuova forza e complicità dal mare, eccola che si rafforza in un ambiente salino estremamente ostile. Un’energia e una capacità di adattamento esemplari. La Posidonia che rimane spiaggiata, sulle coste siciliane, a volte semplicemente spostata e considerata rifiuto, in realtà è una risorsa. L’abbiamo vista tutti, senza conoscerla a fondo.

Tutto nasce da un’intuizione e da una prateria di Posidonia, quella dell’area marina protetta delle Egadi, formata da ottomila ettari di questa pianta straordinaria che rilascia ossigeno ed è in grado di assorbire – lo provano studi scientifici –  CO2 due volte e mezzo in più di quanto avvenga con le piante dell’Amazzonia superiore.

La resistenza della Posidonia affascina e stimola, e da molto amore e passione per questo pugno di isole: le Egadi.

 

Mario Corica ha una casa a Favignana è siciliano di origine ma vive da trent’anni lontano dalla sua isola. A Favignana ha instaurato rapporti di conoscenza, stima con le amministrazioni locali, ma n anche con personaggi del luogo che fanno la storia di questo posto, come i tonnaroti, come la cuoca Maria Guccione. Qui, dove cresce la pianta più protetta del pianeta – “non è un’alga” mi spiegano -, e una barca non può gettare l’ancora, ma deve prenotare una boa per stazionare, il dottor Corica decide di intraprendere un’avventura che si riassume in una nuova start up, un’azienda cosmetica che trae il suo ingrediente principale dalla Posidonia, che non testi i prodotti dagli animali, che si lega al territorio – firma un protocollo d’impresa con la riserva marina protetta – in un processo sostenibile di produzione di benessere, bellezza che tenga conto del marketing e della commercializzazione di prodotti a marchio Maressentia, sotto l’egida di Egadi Cosmesi.

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L’intuizione del dottor Corica e della dottoressa Bianchi, si lega al lavoro di Laura Cornara. Il primo contatto avviene su internet, la professoressa Corvara – che si occupa di piante officinali e piante di interesse cosmetico – in collaborazione con il CNR di Genova, si era concentrata sulla risposta di questa pianta a un ambiente così ostile, con una concentrazione così alta di sale.

Due anni di ricerca scientifica sulla Posidonia oceanica – in collaborazione con i dipartimenti dell’Università di Genova, del Piemonte Orientale, di Palermo e del CNR – . La dottoressa Corvara conferma che la Posidonia di Favignana è particolarmente ricca, “grazia all’acqua pulita: è uno dei siti migliori”.

Alta la concentrazione di acido cicorico e composti (per capirci uno dei principali componenti delle radici di echinacea). Il potere  antiossidante della Posidonia è paragonabile a quello delle bacche di Goji. Stimola la produzione dei fibroblasti, inibisce anche la produzione di macchie cutanee.

Dopo aver testato le proprietà cosmetica, della ricerca sulle cellule coltivazione in vitro, si è passati ai test sulle persone, fase curata con il cosmetologo Rigano che ha valutato l’efficacia dei cosmetici facendo alcune prove con delle volontarie.

Ebbene, i risultati sono stati sorprendenti. Anche per noi, donne, siciliane, attente all’ambiente. Trasformare le nostre risorse in realtà imprenditoriale, si può, perfino in confezioni da tenere in borsa.

 

Succede a Palermo. Nella città dai mille problemi, esistono realtà operose, funzionanti. Attive. Soprattutto nell’ambito del sociale, in quel piccolo, grande cosmo che molti sconoscono, ma che opera per l’integrazione e soprattutto per la valorizzazione dei soggetti cosiddetti svantaggiati.

Parliamo delle associazioni di volontariato Viviamo in Positivo, MenteLibera, ass. Famiglie Down e la Coop. Sociale “ 5atuttotondo”, che grazie all’appoggio dell’Asp 6 Distretto di Salute Mentale hanno dato corpo e anima al progetto Ress, “recupero equo solidale sociale”, con la realizzazione di una vera e propria sartoria sociale. La Bottega solidale, in cui, riciclando tessuti e vestiti, si è avviata una linea di abbigliamento a tutti gli effetti: la Creizy line.

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Gli stilisti di questa collezione tutta palermitana? Loro, i ragazzi della comunità terapeutica assistita Lares e dell’associazione Famiglie persone Down, che hanno dato sfoggio di bravura e incredibile creatività.
Questi bravissimi stilisti cuciono e decorano a mano ogni singolo capo di abbigliamento e hanno pure in cantiere un altro progetto, “Mi cambio d’abito”, in cui i vestiti realizzati verranno devoluti in segno di solidarietà ad altri centri di accoglienza.

La sartoria della Bottega solidale, ospitata nei locali dell’Asp di Via La Loggia a Palermo, è un contenitore creativo aperto al pubblico dal lunedì al mercoledì. Dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 17, dove tutti possono andare per dare un’occhiata agli abiti e agli oggetti realizzati a mano.

Sono passati vent’anni. Da quando il riutilizzo sociale dei beni è diventata una legge applicata. Il ché significa che molti beni, locali e terreni, sono tornati a nuova vita, sono in mano a cooperative e associazioni sono nuove realtà lavorative. A Palermo, abbiamo parlato spesso della Bottega dei sapori e dei saperi, dove vengono venduti i prodotti di Libera Tera, e i vino Centopassi, dalle conserve, alla pasta, attraverso l’acquisto del cibo, tutto quello che occorre per portare a tavola il consumo critico come forma di resistenza e sensibilizzazione.

Per festeggiare e puntare il focus sulla legge 109\96 Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie promuove“Bene Italia: beni confiscati restituiti alla collettività”, il prossimo 7 marzo i beni confiscati aprono le porte in una giornata nazionale, che vedrà il coinvolgimento delle scuole, dei giovani e della cittadinanza, con una serie di iniziative culturali che avranno come cornice proprio questi spazi restituiti alle persone.

Cosedafareinsicilia seguirà per l’occasione la riapertura delle attività de Il Villaggio delle Idee. L’associazione Onlus, che si occupa soprattutto di aggregazione e partecipazione, ha ricevuto l’assegnazione di un bene confiscato e attualmente i soci stanno lavorando per renderlo nuovamente agibile. Sarà una metamorfosi, pratica, fatta con pennelli, ducotone, rulli, stucchi, per rifare le pareti e l’intonaco, da seguire e condividere con i nostri lettori.

Se dico avocado, mi viene da pensare al guacamole, alla sua consistenza cremosa, intensa e golosa. Se però penso all’avocado genuino, certificato bio, simbolo d’eccellenza della Sicilia non posso fare a meno di dirottarvi in direzione del comignolo fumante del vulcano etneo. Che c’entra? Verrà da chiedervi. Il nesso c’è. Nell’apparente insolito connubio tra i terreni vulcanici all’ombra del Mongibello e il tropicale gioiello guatemalteco, a Catania, crescono gli avocadi più buoni di Sicilia. Se non vi è mai capitato di farlo, provate con le varietà di avocado biologico di Carlo Nicotra.

Quel che rende eccellente l’avocado della Sicily Avocado Farms, consorzio di produttori agricoli voluto dal signor Carlo, è l’eccezionale bontà dovuta agli ubertosi terreni vulcanici e all’acqua purissima con cui viene irrigato. Curato con pazienza e devozione dall’impianto alla raccolta, l’avocado del signor Nicotra è il risultato di una lunga militanza. La polpa burrosa del suo frutto è ottima per arricchire insalate, preparare risotti o uova in camicia.

Pensate che la geniale idea imprenditoriale di trapiantare l’avocado alle pendici dell’Etna, saltò in mente al signor Nicotra, dopo che, ultimato il servizio civile in Africa e aver abbracciato esperienze di cooperazione anche in America, ritornò alla sua terra natìa per sperimentarne la coltura. L’intuizione e il coraggioso intento lo spinsero a soppiantare gli agrumi con il cremoso frutto tropicale e a lanciarlo sicuro verso il consorzio di produttori della Sicily Avocado Farms.