Tuesday, November 21, 2017
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Foto, fiori ed emozioni, le immagini di Antonella Sgrillo in mostra alla Serra Carolina

"Entrammo in spazi incantati/e illuminammo il buio/con la punta delle dita". Dice Antonella Sgrillo "Il titolo che ho dato alla mostra è un piccolo dono di parole di una delle mie poetesse preferite: Ingeborg Bachmann".

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La serra Carolina la conoscete? Lo spazio dedicata alla regina di Napoli? Antonella Sgrillo, cuoca sopraffina, scrittrice, artista, fotografa, una donna multitasking, sensibile ed emozionante, il primo aprile all’interno dell’Orto botanico di Palermo, apre una mostra fotografica proprio in questo luogo, che venne attraversato anche dall’estro dell’architetto Carlo Giachery, un giardino d’inverno che si apre ai colori della primavera. L’esposizione si preannuncia anche profumatissima, visto che si svolge nell’ambito della “Zagara, mostra mercato”, proprio nel periodo in cui si schiudono i fiori d’agrumi, simbolo di Sicilia.

Ma come nasce l’idea della mostra?

Il mio amore infinito ed estatico per il mondo vegetale, la grande madre terra che tutti nutre e accoglie in una dimensione fatata e incantata… La mia voglia di entrare in contatto con l’universo silvestre, a volte mi sento un albero, un fiore, un piccolo virgulto.

Questo mondo lo hai già raccontato e interpretato con i colori e le tele realizzando dei quadri molto belli. Non ti limita la fotografia rispetta alla pittura?

La magia, sin da bambina ho sempre creduto nel regno delle fate, un luogo di bellezza e ristoro per l’Anima. Le mie foto sorgono dall’oscuro mondo e diventano esplosione di luce, di vita; la forza che irrompe nel  buio.

 

Un contesto di sogno per un sogno raccontato attraverso le immagini. Ma non ti sei limitata a miscelare luce e immagini, hai voluto esplorare le forme, cambiare la loro prospettiva mostrare il lato nascosto, quello che ai più sfugge e hai oltrepassato il confine che separa fotografia e pittura.

Al contrario, la fotografia mi permette di giocare finalmente nel mio mondo interiore, dove la realtà perde la forma e la fantasia ha la sua casa… la mia casa!!

Il titolo che ho dato alla mostra è un piccolo dono di parole di una delle mie poetesse preferite: Ingeborg Bachmann

“Entrammo in spazi incantati

e illuminammo il buio

con la punta delle dita”.

Entro in spazi incantati e la fotografia diventa sogno, si trasforma, si veste di altro.

Guardando le tue realizzazioni in molti si chiedono se si tratta di quadri o fotografie. Pensi che possa ancora esistere una divisione così rigida? Oppure dopo essere state la riproduzione fedele del reale, la foto, almeno quella artistica, sta compiendo un’evoluzione simile alla pittura e quindi scompone, travalica, miscela, propone una rivisitazione quasi penetrando il soggetto raffigurato o sorvolandolo come un orizzonte?

Non esistono confini, non esistono regole imposte… è sentire che dietro la foto c’è altro, quello che non ti aspetti ma senti che c’è, il tuo io è li che attende paziente, senza fretta, ma imperioso, possente, necessario.

In questa mostra racconti i fiori, le piante, soggetti semplici e quotidiani che trasformi in universi sconosciuti e complessi. E l’Orto botanico sembra davvero il luogo adatto a ospitarli.

La Serra Carolina la amo di un amore senza riserve, come si ama il luogo da cui provieni, sai che è quello…

Il luogo fatato mi attende… sapeva che un giorno sarei stata sua! I miei fiori non aspettavano che questo momento.

Se volessimo sintetizzare in una frase: scopri la luce anche dove sembra smarrita, fai battere il cuore anche dove regna il silenzio, restituisci altra vita a soggetti destinati all’oblio.

Scorgi la luce da lontano, è flebile, può essere poco visibile, ma è là che aspetta solo te.

 Grazie Antonella, non resta che visitare la mostra nella meravigliosa Serra Carolina

 

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