Wednesday, October 18, 2017
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Il turismo inclusivo sbarca in Sicilia utilizzando lo strumento potente del web. Nace così Sicilyforall, il portale dedicato al turista con bisogni speciali che ha voglia di viaggiare in Sicilia alla scoperta dei suoi siti Unesco. Grazie al progetto Must (Mobility Unesco sustainable turist) cofinanziato dalla Commissione Europea adesso è possibile abbattere le barriere per quei tanti i viaggiatori che desiderano affrontare gli itinerari turistici con  criteri di accessibilità e il diritto alla vacanza per tutti.

Gli itinerari Unesco ‘mappati’ dal sito e fruibili per tutti sono il monte Etna, le città tardo Barocche della Val di Noto, la Villa romana del Casale di Piazza Armerina e le Isole Eolie che sono stati suddivisi in quattro aree tematiche (archeologia, mare, arte e cultura e vulcani) e inclusi in pacchetti comprendenti i servizi necessari per pianificare il proprio itinerario di viaggio.

Inoltre Sicilyforall contiene perfino un video che racconta l’esperienza vissuta da Gugliemo Genovese e Vittorio Greco, due ragazzi con mobilità ridotta e i loro accompagnatori, che hanno realizzato un viaggio di 4 giorni nei siti inseriti nel progetto: il sentiero del Germoplasma del Monte Etna, nel centro di Catania, nel parco archeologico di Siracusa, a Ortigia, a Noto, Ragusa Ibla e nella Villa del Casale di Piazza Armerina.

 

 

“Una piccola comunità felice – scrive Damiano Calabrese – gruppo di dodici espositori in un interno” e se l’interno è quello di Palazzo Alliati Villafranca, l’esposizione si fa anche più interessante.

Si respira odore di carta e di storia, nell’ambito della mostra Librerie Storiche siciliane, che si affianca alla diciassettesima edizione di Amor Librorum.

Succede nelle sale principesche del palazzo, a piazza Bologni n. 18, sabato 16 e la domenica 17 aprile 2016 (dalle 10.00 alle 20.00) che per l’occasione si schiudono con ingresso libero.

Se amate i libri, non solo come oggetti da mensola, questo è il posto vostro.

Una serie di nomi che hanno creato l’editoria in Sicilia come: Volpe, Regia Stamperia, Martinon, Graffeo, Rini, all’insegna della Verità, Ciaccio, Perrotta, Mira, Pedone-Lauriel, Agate, Riggio, Sandron, Prampolini, Tirelli, Sciascia, Ciuni, Flaccovio, per far rivivere le insegne e gli scaffali delle librerie che hanno contribuito alla cultura della nostra isola. Da qui, da questi negozi, si diffondevano testi che hanno formato intere  generazioni di siciliani. Con Amor Librorum si omaggia un tributo, attraverso la ricostruzione di gesta e impatto, di realtà che hanno cambiato il modo di approcciarsi ai libri, puntando l’attenzione sulle librerie che hanno offerto testi usati, di seconda mano, antichi, rari, pregiati.

La serra Carolina la conoscete? Lo spazio dedicata alla regina di Napoli? Antonella Sgrillo, cuoca sopraffina, scrittrice, artista, fotografa, una donna multitasking, sensibile ed emozionante, il primo aprile all’interno dell’Orto botanico di Palermo, apre una mostra fotografica proprio in questo luogo, che venne attraversato anche dall’estro dell’architetto Carlo Giachery, un giardino d’inverno che si apre ai colori della primavera. L’esposizione si preannuncia anche profumatissima, visto che si svolge nell’ambito della “Zagara, mostra mercato”, proprio nel periodo in cui si schiudono i fiori d’agrumi, simbolo di Sicilia.

Ma come nasce l’idea della mostra?

Il mio amore infinito ed estatico per il mondo vegetale, la grande madre terra che tutti nutre e accoglie in una dimensione fatata e incantata… La mia voglia di entrare in contatto con l’universo silvestre, a volte mi sento un albero, un fiore, un piccolo virgulto.

Questo mondo lo hai già raccontato e interpretato con i colori e le tele realizzando dei quadri molto belli. Non ti limita la fotografia rispetta alla pittura?

La magia, sin da bambina ho sempre creduto nel regno delle fate, un luogo di bellezza e ristoro per l’Anima. Le mie foto sorgono dall’oscuro mondo e diventano esplosione di luce, di vita; la forza che irrompe nel  buio.

 

Un contesto di sogno per un sogno raccontato attraverso le immagini. Ma non ti sei limitata a miscelare luce e immagini, hai voluto esplorare le forme, cambiare la loro prospettiva mostrare il lato nascosto, quello che ai più sfugge e hai oltrepassato il confine che separa fotografia e pittura.

Al contrario, la fotografia mi permette di giocare finalmente nel mio mondo interiore, dove la realtà perde la forma e la fantasia ha la sua casa… la mia casa!!

Il titolo che ho dato alla mostra è un piccolo dono di parole di una delle mie poetesse preferite: Ingeborg Bachmann

“Entrammo in spazi incantati

e illuminammo il buio

con la punta delle dita”.

Entro in spazi incantati e la fotografia diventa sogno, si trasforma, si veste di altro.

Guardando le tue realizzazioni in molti si chiedono se si tratta di quadri o fotografie. Pensi che possa ancora esistere una divisione così rigida? Oppure dopo essere state la riproduzione fedele del reale, la foto, almeno quella artistica, sta compiendo un’evoluzione simile alla pittura e quindi scompone, travalica, miscela, propone una rivisitazione quasi penetrando il soggetto raffigurato o sorvolandolo come un orizzonte?

Non esistono confini, non esistono regole imposte… è sentire che dietro la foto c’è altro, quello che non ti aspetti ma senti che c’è, il tuo io è li che attende paziente, senza fretta, ma imperioso, possente, necessario.

In questa mostra racconti i fiori, le piante, soggetti semplici e quotidiani che trasformi in universi sconosciuti e complessi. E l’Orto botanico sembra davvero il luogo adatto a ospitarli.

La Serra Carolina la amo di un amore senza riserve, come si ama il luogo da cui provieni, sai che è quello…

Il luogo fatato mi attende… sapeva che un giorno sarei stata sua! I miei fiori non aspettavano che questo momento.

Se volessimo sintetizzare in una frase: scopri la luce anche dove sembra smarrita, fai battere il cuore anche dove regna il silenzio, restituisci altra vita a soggetti destinati all’oblio.

Scorgi la luce da lontano, è flebile, può essere poco visibile, ma è là che aspetta solo te.

 Grazie Antonella, non resta che visitare la mostra nella meravigliosa Serra Carolina

 

Parliamo di una varietà di carciofo, lo avrete visto sicuramente sui banchi del mercato, che vira sul colore viola. Si chiama infatti Violetto siciliano.

Niscemi, a questa varietà nostra, autoctona, qui declinato inVioletto Niscemese, dedica una sagra che conta la XXXVI edizione. Il carciofo, per questo comprensorio, è un alleato prezioso per l’economia locale.

La Sagra del Carciofo si terrà dal 16 al 18 aprile 2016. Un appuntamento fieristico ormai consolidato che, complice lo spettacolo e la cultura, promuove e rilancia l’agricoltura e l’artigianato della città oltre frontiera con numerosi stand espositivi di carciofi, prodotti ortofrutticoli ed artigianali locali. Come di consueto non mancheranno degustazioni di piatti tipici a base di carciofi, “Cacucciulata”, mostra, manifestazioni sportive, spettacoli musicali ed intrattenimenti vari. Convegni ed attività culturali. I carciofi fanno bene alla salute, oltre ad essere buonissimi.

Volete unire un drink con una lezione di cucina? Vi piacerebbe saperne di più o intraprendere un regime vegano ma non conoscete abbastanza ricette? Per voi i piatti vegani sono poveri di gusto? Per fugare ogni dubbio venite a condividere il sabato da Spinno (food & smile, il locale gestito dalla foodblogger Chiara Chiaramonte). A partire dal 16 aprile, il pomeriggio dalle ore 15,30 alle ore 17.30  si impara a cucinare vegano. Potrebbe stupirvi scoprire che non dovrete rinunciare neanche alla maionese (se imparerete  a prepararla, ovviamente).
Quattro incontri tematici sulla cucina vegana, dalla lasagna ai biscotti, con prove pratiche e degustazione.

Calendario degli incontri

Sabato 16 aprile – Antipasti
Biscotti salati
Maionese vegana

Sabato 30 aprile – Primi piatti
Lasagne artigianali di tumminia con ragù di verdure

Sabato 7 maggio – Secondi piatti
Polpette di boulgur e lenticchie
Vellutata di zucca

Sabato 14 maggio – Dolci
Biscotti grezzi integrali
Crema al cacao

Gli incontri sono a numero chiuso, pertanto è necessaria la prenotazione.
Per informazioni e prenotazioni: 091 519070 – 334 3646599smiles@spinno.org – www.spinno.org

Ha vinto, terzo Comune dell’Isola – dopo Gangi e Montalbano Elicona – ad aggiudicarsi il titolo. Sambuca di Sicilia, “la roccaforte sicana” come recita il comunicato stampa diramato dall’Anci, a pochi chilometri dal parco archeologico di Selinunte,  per il 2016 è «Borgo dei Borghi». Lo ha decretato la trasmissione su Rai3 della trasmissione «Alle falde del Kilimangiaro» tramite un referendum digitale. A tal proposito hanno dichiarato Leoluca Orlando e Mario  Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale Anci Sicilia

“Esprimiamo il nostro apprezzamento per il riconoscimento di Sambuca di Sicilia  come “Borgo dei borghi 2016. Il prestigioso premio nazionale, che per tre anni consecutivi è stato riconosciuto alla Sicilia – continuano Orlando e Alvano –  testimonia come, nonostante le tante difficoltà finanziarie ed organizzative, i comuni di minore dimensione demografica riescano ad esprimere dinamismo ed una offerta culturale ricchissima e variegata”.

“Si tratta  di una ulteriore conferma della bellezza e dell’attrattivita’ turistica dei territori  siciliani – concludono Orlando e Alvano – i quali sono una straordinaria meta di interesse in cui poter ritrovare una qualità della vita impensabile in altre regioni d’Europa”.

Venne salvato con una marcia popolare, questo stupendo scorcio di mare. Quella che adesso si chiama “società civile”, fatta da intellettuali, esponenti della cultura, ambientalisti e semplici cittadini, decise di prendere posizione. Per evitare la costruzione della strada litoranea che avrebbe sacrificato questo tratto di costa, il 18 maggio del 1980, si tenne qui una marcia di protesta che coinvolse circa 3 mila persone, che, si legge dal sito ” pacificamente e simbolicamente presero possesso del territorio”. Adesso la Riserva dello Zingaro, è lì, a ricordarci quanto la natura incontaminata possa essere oltre che un piacere anche un investimento per il futuro.

Se non ci siete ancora stati approfittate dell’iniziativa del Tulime il 10 aprile Camminando con Tulime , vale davvero la pena di percorrere il sentiero panoramico affacciato sul mare azzurro,, un colpo d’occhio, illuminato dal riflesso della sabbia bianca sul fondale. Scoprire calette, ammirare il cielo.

Si prosegue fra palme nane, fiordalisi e fichi d’india.

Una passeggiata adatta a tutti, anche a famiglie.

Promemoria del materiale/abbigliamento obbligatorio

  1. Scarponcini da trekking a caviglia alta (meglio se impermeabili)
  2. giacca impermeabile
  3. almeno 1,5 litri di acqua
  4. un capo caldo per la sosta
  5. cappellino, occhiali da sole e sciarpa

 Materiale/abbigliamento consigliato

  1. bastoncini da trekking
  2. indumenti e scarpe di ricambio da tenere in auto

Info e costi

Costo escursione: € 10,00*

Per i soci di Tulime Onlus regolarmente tesserati per l’anno 2016 la prima escursione è gratuita*, le successive escursioni avranno un costo di € 6,00. Il costo della tessera annuale a Tulime Onlus è di € 25,00.

Bambini 0-10 anni gratuiti; 10-15 anni € 3,00*.

Il costo include la copertura assicurativa e la guida.

* Il costo NON include il costo del biglietto di ingresso alla Riserva pari a € 1,00 (biglietto speciale, riduzione a noi).

Pranzo a sacco a carico dei partecipanti.

L’adesione all’escursione dovrà essere confermata entro le ore 18.00 di sabato 9 aprile.

Contatti

Marina Ruisi – M. 328 4611576 – Giuseppe Di Giorgio – M. 328 2816254

 

Massimiliano Frumenti Savasta, attraverso le sue opere racconta questo: gli eroi feriti sono le persone normali che continuano ad avere fiducia nel prossimo e non perdono l’umanità. Un ciclo di opere di grande formato (la mostra è a cura di Vincenzo Medica) che l’artista romano presenta per la prima volta in esclusiva allo Studio Barnum contemporary, nel centro storico di Noto.

Gli Eroi mantengono la bellezza del mondo.

L’uomo e le avversità, l’attraversamento delle difficoltà, al centro della ricerca dell’artista classe 1966. Le opere in esposizione sono state realizzate nella città di Noto dove già Massimiliano Frumenti Savasta aveva presentato una grande installazione ambientale all’interno della G.A.M. ex Convitto Ragusa curata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Noto.

Inaugurata il 26 marzo la mostra sarà visitabile fino al 10 aprile 2016 in via Silvio Spaventa 4 a Noto. ingresso libero, info 347 6390763.

Passeggiata in città, camminare fra i fasti del passato, la cultura, le tradizioni. Scoprire le origini di saperi e abitudini. Da queste storie che creano l’anima di Palermo, parte l’iniziativa dell’associazione “Terre di mare” che organizzata in collaborazione con il Cral Dipendenti Regione Sicilia: “…dalla zà Alivuzza a Donna Franca…” itinerario della memoria ricordando il villino Florio.

Al centro dell’attenzione ci sarà l’antico quartiere dell’ Olivuzza. Il percorso della serie Basileggiando, parte da Piazza Sacro Cuore insieme alla guida e a una Special Guest, il noto professore ed etno-antropologo Gaetano Basile (Basileggiando, appunto, veicola la filosofia dello scrittore). Come nasce questo quartiere della città? Qui si cela il gioiello del liberty europeo, il villino Florio, ultimamente riaperto al pubblico, progettato da Ernesto Basile. A raccontare la storia della famiglia Florio, che segnò l’inizio della nuova borghesia imprenditoriale, sarà Basile, scopriremo che il villino era una specie di “corte” dove furono ospiti le maggiori personalità del bel mondo e dove accoglieva Donna Franca, regina indiscussa del Jet Set palermitano dell’epoca.
La passeggiata si concluderà con un aperitivo rinforzato presso “Nino U Ballerino”, la famosa focacceria di Corso Camillo Finocchiaro Aprile.
Il contributo é di € 15 e comprende la guida, i whisper e l’aperitivo.
Infoline&Booking: 3283120974 o terredimare@hotmail.it
www.terredimare.altervista.org

Kalura propone un’escursione a piedi sul margine destro di Cava Grande del Cassibile, quello del Belvedere, da cui ammirare, immersi nella natura, paesaggi meravigliosi. La Cava val bene una visita, in diversi periodi dell’anno.

Si comincia seguendo la prima parte della panoramica la strada carrareccia di Tangi, che costeggia la cava dall’alto per gran parte del suo percorso, giù fino alla piana del Cassibile. Per i camminatori si prosegue tagliando a piccoli
tornanti le pendici dell’altopiano Avolese che qui ha il suo massimo rilievo con i Cugni di Fassio, che vedrete affacciati sulla costa ionica..

E per finire una bella passeggiata nel profumo di zagare di agrumeti in fiore, in visita a mulini abbandonati, affrontando il percorso ai lati del fiume, fino ad arrivare alla foce del fiume Cassibile e quindi al mare.

L’escursione è di media difficoltà (2 orme) per camminatori abituali e “pazienti”, della lunghezza di circa 14 km con un dislivello in discesa che non supera i 250 m., su mulattiere, sterrate e sentieri poco agevoli e
con un tratto di asfalto di circa 4 km. Presenza di un guado..

Non dimenticate gli scarponi da trekking a collo alto, zaino piccolo da escursione giornaliera (capacità max consigliata 30 lt), mantellina o giacca per la pioggia, cappello per proteggersi dal sole, crema solare, acqua e
pranzo a sacco.. Visto che potrebbe far caldo e si arriva fino ala spiaggia del Gelsomineto, non dimenticate di portare con voi anche il costume da bagno. Chissà, potrebbe servire.

L’appuntamento domenica 3 aprile è alle 8,30 in Piazza Libertà a Ragusa. Occorre prenotare.
Per maggiori info e prenotazioni oper stabilire altri luoghi dincontro: segreteria Kalura 327.0069217 – mailto:info@kalura.org