Saturday, March 23, 2019
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A New York esiste una scuola di Burlesque. A sdoganare il Burlesque, sofisticato, sexy e ironico, è stata un’icona come Dita Von Teese. Con lei arriva la cultura della pin up, una silhouette degna di tattoo, un immaginario da anni Sessanta che rievoca Betty Page.  Il Burlesque è un’arte, la parola stessa deriva dall’italiano burla, il vestirsi e svestirsi infatti, il gioco, sono parti fondamentali dello spettacolo. Insomma il Burlesque non è solo paillettes e piume, è un continuo gioco al rilancio, dove chi guarda si aspetta un gesto clamorosamente provocante, sensuale e carico di suggestioni spinte. Insomma un mondo parallelo, dove trova posto parte dell’immaginario maschile in materia di seduzione e “acchiappo”. Spettacolo originale, peraltro molto apprezzato dal pubblico femminile, in quanto mette in moto reconditi desideri di dominio sull’uomo, senza mai divenirne mero oggetto.

Si esibirà a Palermo Miss Satine, una vera eminenza in quest’ambiente, Miss Satine ha calcato scene internazionali prima di approdare al Teatro Finocchiaro, il gioiellino liberty di via Roma a Palermo, il 26 e 27 febbraio, in uno show Gran Burlesque A tu per tu con Miss Satine con la regia di Katiuska Falbo. Sarà accompagnata dall’orchestra stabile del teatro, i Bohémien.

Miss Satine, che ha vinto il festival The Great Southern exposer Burlesque di Charlotte, in Nord Caroline, come Plus big mamma’s choice 2014, si è esibita con grande successo a The slipper Room, a Manhattan. Con lo spettacolo in città l’artista, che adesso vive alle Canarie, sancisce un ritorno: non tutti sanno infatti che in verità si chiama Silvia Sorrentino ed è nata a Palermo.

Info teatro Finocchiaro:

091334569 – 331/8799115

 

 

Monte Cofano si erge con la sua mole di natura calcarea a 659 metri d’altezza e sovrasta tutto il Golfo di Macari che comprende Custonaci e San Vito Lo Capo. Spiagge stupende ed amatissime, ma è delle montagna che oggi parliamo e vi invitiamo a conoscere. Questo luogo è  stato nominato riserva naturale orientata per le incontestabili bellezze paesaggistiche e la sua ricchezza di reperti storici. Uno degli itinerari per il monte porta alle grotte di Scurati dove si trovano cavità abitate fin dal Paleolitico superiore, riutilizzate dagli sfollati come rifugi durante la seconda guerra mondiale. In una di queste, la grotta Mangiapane (dal nome della famiglia che la abitò), è stato allestito in estate il museo vivente – che testimonia le tradizioni arcaiche e i processi lavorativi quotidiani della fine dell’Ottocento – e nel periodo natalizio il presepe vivente di Custonaci. Una delle peculiarità è il sentiero di monte Cofano che procedendo lungo la costa compie un giro completo e in circa due ore di cammino regala una vista stupenda dalla sommità che abbraccia da monte Erice fino a Capo San Vito. Sulle pendici del versante orientale e i resti dell’antica tonnara Ferro di Cofano. Ecco il programma della visita proposta da Artemisia, dalla cima al periplo.

Programma

Raduno alle ore 8.00 e partenza alle ore 8.15 da Piazzale Lennon a Palermo per Custonaci (TP) e Golfo di Cornino. A piedi, tutti insieme, per la sella di Gorgo Cofano, lo stagno temporaneo che ospita una ricca comunità di crostacei d’acqua dolce, piante acquatiche e una colonia di rospi smeraldini siciliani. dal Gorgo i gruppi si separano. Il Gruppo “A” scende al mare in corrispondenza della Torre del Cofano e completa il periplo del promontorio tornando a Cornino. Il Gruppo “B” sale, per sentiero a tornanti e breve passaggio roccioso, alla aerea e suggestiva cima del Promontorio e scende per lo stesso itinerario con un dislivello complessivo di m650. Rientro a Palermo previsto intorno alle 17.00.

Dati tecnici:

Gruppo A: Periplo completo del promontorio.
dislivello 250 m (è la quota dalla Sella del Cofano, dove è il Gorgo omonimo);
lunghezza del percorso: km 6,5 circa;
tempo di cammino: circa 3 ore;
natura del percorso: sentiero e breve tratto su strada sterrata;
Difficoltà: facile;

Gruppo B: Salita in cima al Monte Cofano
dislivello: m650 dal Golfo di Cornino;
Lunghezza del percorso: km 6 circa;
tempo di cammino: circa 3 ore;
natura del percorso: sentiero e tracce di sentiero con brevissimo passaggio in roccia con corda fissa.
Difficoltà: medio/impegnativo (II-III omini) per il dislivello e per il breve tratto roccioso;

Ecco a chi comunicare la propria partecipazione: Giuseppe Ippolito 3403380245 o Luigia Di gennaro 3286655656 o email a artemisianet@gmail.com

Quota di partecipazione €8;
Quota indicativa spese di trasporto per chi necessita di passaggio auto: €8;

La guida turistica è una figura professionale che non si può improvvisare, è importante per visite a musei e per intraprendere percorsi ed escursioni, affidarsi a guide qualificate.

Torna la XXVII Giornata Internazionale delle Guide Turistiche promossa dalle guide Turistiche Associate di Palermo. Giovedì 25 febbraio alle 11, nel Centro Pace e Carità di Biagio Conte – Capannoni della ex Fonderia Basile, si presenta un nuovo appuntamento.
L’associazione delle guide propone un week end che scava sotto, in senso metaforico, il volto conosciuto della città. Per sabato 27 e domenica 28 febbraio il tour “Palermo Sotterranea, dal Bagno Ebraico – Mikveh – alla Grotta dei Beati”. Sempre sotto la crosta della città, nel quartiere della Giudecca, è stato rinvenuto un miqweh, un antico bagno rituale ebraico e nel 2005, poco lontano, nella stradina nota per le botteghe di biciclette, via Divisi, è stata scoperta la cripta delle Repentite. Le Guide GTA accompagneranno i turisti alla visita dell’ipogeo di Palazzo Marchesi e lungo il percorso che porterà a Ballarò, Piazza Sett’Angeli, Cortile della Cuncuma ed infine alla Grotta dei Beati Paoli. Sì perché la Palermo sotterranea fatta di cripte e grotte è il regno degli incappucciati, dei giustizieri, degli insonni Beati Paoli. Non tutti sanno che a Palermo circola la leggenda dei Beati Paoli, magistralmente raccontata dallo scrittore Luigi Natoli, in un romanzo d’appendice che usciva a puntate, allegato al Giornale di Sicilia, e firmato con lo pseudonimo di William Galt nel lontano 1910.

La partecipazione è gratuita ma visto che esiste anche una Palermo non vista, dei poveri e dei bisognosi, si chiede a ogni partecipante, un contributo solidale di 5 euro da devolvere al Centro Pace e Carità per aiutare Biagio Conte ad acquisire i Capannoni della Fonderia Basile. La visita procederà in gruppi di 20 persone con partenze regolari ogni 15 minuti dalle 9 alle 12 di sabato e domenica.
Per informazioni e prenotazioni: 339.8165713 – 335.8111954 – info@guidepalermo.it.

Avete mai pensato di potere indossare abiti fatti con scarti alimentari? Le nuove frontiere dell’ecosostenibilità spaziano ormai in ogni ambito, e il riuso o riciclo sono ormai parole d’ordine promosse sia per economizzare che per rendere un buon servigio all’ambiente e alla salute. Così, grazie all’ingegno e alla creatività di due ricercatrici siciliane, l’equazione vestirsi con gusto declinando la moda in “green, è diventata una interessante start up, un impegno imprenditoriale vero e proprio.  E’ nato così il progetto Orange Fiber, ovvero dalle fibre di bucce d’arance e limoni un nuovo modo di creare abiti,  senza sprecare nulla dagli scarti, abbracciando un’ideale ecosostenibile e dando un originale contributo al made in Italy.

Le paladine e ideatrici di questo progetto di moda sostenibile che prende il nome di Orange Fiber sono Adriana Santanocito e Enrica Arena, che attraverso un lavoro sinergico con il Politecnico di Milano, sono arrivate attraverso un processo di trasformazione delle bucce degli agrumi a brevettare e a ricavare una sorta di impasto, da cui ottenere la cellulosa, poi il filato ed infine il tessuto per confezionare gli abiti.

Come raccontano le due ricercatrici siciliane “La moda ha sempre bisogno di materiali alternativi, e noi siamo partite dalla denuncia degli aranceti dove i frutti finiscono per marcire e vengono distrutti. Così abbiamo pensato di trasformare lo spreco in una risorsa…”. Per Orange Fiber il successo è in continua ascesa. Riconoscimenti e l’arrivo di investitori privati danno ragione a un progetto che non solo non spreca ma fa anche bene alla salute. Pensate, infatti che i vestiti in fibra di agrumi a contatto con la pelle sono persino in grado di rilasciare sul corpo vitamine A, E e C.

Ora si dà il caso che questa genialissima idea sia stata promossa a pieni voti dal Global Change Award, iniziativa lanciata lo scorso anno e  dedicata all’innovazione nell’industria della moda lanciata dall’organizzazione no-profit H&M Conscious Foundation. Un traguardo che premia certamente una start-up efficace e i frutti più generosi di Sicilia.

Lavorare sul territorio, unire cultura e turismo, rendere il proprio comprensorio più ricco e creare un motivo in più per visitare Pollina. Ecco un’opportunità per giovani, un modo per rimboccarsi le maniche su un vero progetto, fattivo, di riqualifica che tenga conto dell’inclusione sociale e dell’integrazione che il lavoro riesce a mettere in moto.

È stato pubblicato nei giorni scorsi dal Consorzio Ulisse, capofila del progetto “Torre di Pollina – Rugiada di stelle”, il bando che selezionerà, entro il 12 marzo 2016, quindici giovani disoccupati e inoccupati, tra i diciotto e i trentacinque anni, da selezionare e formare per gestire e valorizzare il Museo del Maurolico. Finanziato con 250 mila euro dal Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il bando stabilisce che le attività progettuali saranno svolte in 18 mesi, suddivise in tre macrofasi: una che riguarderà le attività del museo multimediale, perché all’interno della Torre, verranno allestiti  schermi touch screen tramite cui selezionare contenuti da visionare. Sarà in questo modo possibile “viaggiare nello spazio”. Nella parte esterna della Torre saranno collocati binocoli panoramici, un modo semplice per osservare il colpo d’occhio che va da Capo Zafferano alle valli madonite, da Geraci e San Mauro Castelverde passando per Castelbuono.

Nella seconda fase legata alle conoscenze scientifiche verrà organizzato anche un Festival della Scienza, denominato ‘Cosmographia’ che si candida a diventare un appuntamento fisso sotto il cielo di Pollina. La terza e ultima fase sarà finalizzata all’inclusione sociale. In seguito, tra i quindici, verranno selezionati cinque partecipanti, per la creazione di una cooperativa che gestirà “i servizi aggiuntivi legati alla fruizione e valorizzazione del museo multimediale”.

Il progetto prevede inoltre l’istituzione di Summer School, scuole estive di specializzazione in ambito scientifico, in collaborazione con Università, centri di ricerca e fondazioni operanti nel settore. E, ancora, la realizzazione di un corso di formazione delle “guide Maurolico”, e una serie di attività e laboratori per persone diversamente abili e non. Ma tornando alla natura e al territorio, fanno parte del progetto itinerari guidati sulla storia e la produzione della manna e sugli antichi processi di estrazione, con visita anche ai frassineti. L’interesse verrà esteso anche al Teatro di Pietrarosa, ai piedi della Torre, che per l’occasione diventerà una grande sala convegni a cielo aperto per ospitare le conferenze della manifestazione e verrà inoltre dotato delle attrezzature scientifiche necessarie all’osservazione astronomica.
Per scaricare il modulo di partecipazione e per maggiori informazioni: www.consorzioulisse.net

Alla sagra del mandorlo in fiore di Agrigento, che punteggia di rosa la stupenda Valle dei Templi, in una commistione incredibile di storia e petali, si potrà arrivare a bordo di un treno storico. Si ripete una felice nuova abitudine, domenica 13 marzo, l’iniziativa dell’associazione Treno Doc che non manca di riscuotere interesse fra curiosi e appassionati.

Le linee a scartamento ridotto delle ferrovie siciliane, infatti, collegavano il deposito delle locomotive di Palermo, a Sant’Erasmo (adesso centro eventi vicino alla foce dell’Oreto), con la stazione di Corleone e durante il tragitto era prevista una sosta nella stazione della Ficuzza. Mi raccontano che i treni non erano particolarmente veloci, e proprio per i tornanti della Ficuzza mantenevano una velocità che permetteva ai viaggiatori non solo di individuare stormi di quaglie accasciate al suolo – stremate dalla fatica della migrazione – ma di scendere, acchiapparle (probabilmente con l’idea di cucinarle al forno, ahimè) e risalire al tornante successivo. Si utilizzava la stessa tecnica anche se si riconoscevano asparagi e finocchietto selvatico lungo il percorso.

locandina

Da Palermo, adesso, usando questi antichi binari – il primo treno storico partì nel ’95 – partirà un convoglio composto da una locomotiva risalente agli anni Sessanta oltre a carrozze degli anni Trenta, come la famosa “Centoporte”.

La partenza sarà dalla stazione centrale alle ore 08:20, con fermate intermedie a Bagheria (08:41), Termini Imerese (09:16), Roccapalumba-Alia (10:02), Cammarata S. Giovanni Gemini (10:26), Aragona Caldare (11:08) Agrigento Bassa (11:20) ed arrivo a Agrigento Centrale alle ore 11:30. La ripartenza da Agrigento è prevista per le 17.45.

E chi vorrà, oltre ad assistere agli spettacoli della settantunesima sagra del mandorlo, potrà raggiungere la Valle dei Templi e godere dello spettacolo dei Templi e del famoso giardino della Kolymbetra, con corsa riservata, su un altro mezzo storico, con carrozze ALn 668 le cosiddette “littorine”.

Tra i servizi anche la possibilità di acquistare un cestino pranzo.

Il costo dei biglietti è di 22 euro per gli adulti e di 12 euro per i giovani fino a 12 anni, si viaggia gratis sotto i 4 anni

Il ticket è acquistabile presso la sede della Globalsem Viaggi sita a Palermo in Via Giusino 51 Tel. 0917848420 o mediante acquisto ondine sul sito www.globalsemviaggi.it.

Per contattare l’associazione Treno Doc www.trenodoc.it  – info@trenodoc.it – tel. 328.7319985 – 329.9613691

La torta Savoia è la loro specialità, ma anche il torrone ideale, i dolcetti di riposto, le teste di turco e naturalmente il cioccolato in tavoletta agli agrumi e i classici alla vaniglia e alla cannella. Ecco Ignazio Iacono, titolare del Caffè dell’Arte di Modica dal 1967.

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Lui inizia la carriera a 11 anni entrando nell’affascinante caffè Orientale in qualità di garzone, da quel momento comincia carpire segreti e tecniche di lavorazione della cioccolata senza fermarsi più.  Racconta: “ un vero artigiano non deve smettere mai di studiare ed evolversi, il senso è infatti quello di essere il conduttore della memoria perché solo in questo modo fa rivivere le tradizioni”. E poi il signor Iacono aggiunge :”molti, moltissimi ormai fanno cioccolato, specie a Modica, ma spesso non ne conoscono i veri segreti, ecco che capita per esempio di mangiare una tavoletta e avere la sensazione che si stia masticando sabbia”. Tra le altre specialità che il maestro cioccolataio elenca, ci sono i cannoli con la ricotta di mucca e la miccia impastata col vino e il cacao, la mousse al pistacchio e comunque tutte quelle prelibatezze che ogni giorno trovi diverse e in piccole quantità. “Il fritto per esempio – prosegue – lo trovi solo la domenica, i cannoli e gli altri dolci li devi ordinare, altrimenti si perde la freschezza e la bontà del prodotto”.

Ignazio Iacono ha sempre lavorato instancabilmente a fianco della moglie Gina e la tradizione continua con i figli Daniele Aurelio e Giulia che a tempo pieno si dedicano nell’attività.

L’indirizzo del caffè dell’arte è Corso Umberto 114 Modica Centro Storico, chiuso a pranzo ed il martedì.

 

Avete mai visto cappellini in rafia su cui si poggiano uccellini? Gabriella Giardina, artista eccentrica, alla mano e di grande cultura, fa anche questo. Ed oltre al  simpatico ed inusuale accessorio con le ali che si poggia elegantemente sulle teste di chi non vuole il solito copricapo, Gabriella inserisce con gusto (è il caso di dirlo) anche tanta frutta; mele, ciliegie, mirtilli, lamponi…Le sue allegre creazioni sono realizzate ad uncinetto e, in altre svettano elementi floreali che spaziano dal rosa confetto, al giallo limone, dal bianco, al rosso.

Belli e allegri i suoi cappelli, forse riflettono il suo carattere sempre pronto alla battuta, disponibile e sincero, di una sincerità disarmante.

Gabriella Giardina, nota ormai da molti anni nei salotti di Palermo come la ‘cappellaia’, crea anche cappelli in stoffa guarniti con fiori e nastri che ricordano la Belle Epoque, i magici giardini d’altri tempi in cui passeggiavano belle signore vestite con abiti stupendi e a cui non mancavano mai guanti, ombrellini e ovviamente copricapo da far girar la testa agli uomini che con garbo e in punta dei piedi, le corteggiavano.

Una curiosità: l’artista fa parte del gruppo ‘Cappelli che passione…” creato da Grazia Frappi, che conta migliaia di altri membri ‘. Cercatelo su fb e ammirate, non ve ne pentirete.

Una domenica, un clima mite, un’escursione vicino alla città di Palermo. Succede il 28 febbraio, organizzato da Outdoor, Green Siciliy. Attraversare una Valle quella del Belice, che tanto significa per i siciliani in termini di storia, tradizioni e sapori, e ritrovarsi nella valle del Platani, muoversi fra scenari che hanno visto movimenti tellurici, la forza esplosiva della natura, la bellezza scintillante, proprio in questo periodo, a ridosso della primavera, in pieno risveglio. L’escursione di Monte Cammarata, che costituisce la vetta più del comprensorio dei Monti Sicani, si può affrontare senza troppe difficoltà. La montagna si lascia esplorare e conoscere. Se il cielo è limpido lo sguardo può spaziare fino a incontrare le sagome di altre alture, comprese l’Etna, in alcuni punti, e le dirimpettaie Madonie. Sul Monte si trovano eremi, grotte, e una pace meditativa.
Nello specifico, durante l’escursione organizzata da Green Sicily, può accadere di incontrare diverse specie di uccelli quali l’upupa, il picchio rosso maggiore, la cinciallegra e diversi rapaci come il falco pellegrino, il gheppio, la poiana e il lanario, insieme a tracce di mammiferi quali la volpe e l’istrice.
Il percorso sarà lungo 7,7 km circa; durerà sei ore e si snoderà fra i sentieri, come riporta la scheda tecnica
Quota minima: 853 m slm
Quota massima: 1.255 m slm
Dislivello: 402 m
Difficoltà: T
Abbigliamento: Obbligatori scarponcini da trekking, felpa, giacca a vento/impermeabile, guanti, berretto.
Pranzo a sacco.
Costo: euro 7,00. I bambini sotto i 12 anni non pagano.
Appuntamento: ore 9,30 piazza Padre Puglisi (Belvedere) – Cammarata
L’escursione sarà guidata dalle guide AIGAE Adriano, Calogero e Claudio. Prenotazione obbligatoria inviando email a: outdoor@greensicily.net
oppure sms al numero 3466778346 indicando numero di partecipanti e recapito cellulare.

Fare quattro chiacchiere con Emanuele Cottone, aspettando il proprio turno davanti il bancone ricchissimo della sua Premiata Macelleria e Salumeria, è sempre un piacere. Con lui si parla di carni, di pittura, di fotografia, mentre prepara a punta di coltello il maialino per farne salsiccia. Se poi alla conversazione con il principe della “frollatura” si uniscono i figli Francesco e Annachiara, capisci di trovarti subito in un’altra dimensione. Francesco, appassionato di cantine vinicole, è quello che se gli chiedi di “consarti” un panino, ti sforna un’opera d’arte abbinandoti il calice di vino perfetto. Annachiara studia la luce e con la sua macchina fotografica immortala tutte le mosse del padre, tocchi di carne, quarti di bue, facendone ritratti.

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Quella dei Cottone, macellai da quattro generazioni, è una famiglia un po’ speciale, la loro bottega alla Bandita, Via Messina, vista mare racchiude un mondo di bontà ricco di esperienza e cultura gastronomica. Se passate, casualmente il sabato mattina, sarete accolti con assaggini, formaggi e fette di salame di suino nero dei Nebrodi, magari anche un bicchiere di prosecco prima di pranzo. Proprio nel 2015 l’Antica Macelleria e Salumeria Cottone, dove è possibile reperire non solo carni di altissima qualità, ma anche salumi, formaggi e prodotti d’eccellenza, e cibi biologici a chilometro zero, come passate di pomodoro, olio e le lenticchie di Ustica, si è pure guadagnata il prestigioso riconoscimento del Best in Sicily, promosso dal web-magazine enogastronomico Cronache di Gusto e ottenuto confrontandosi con autorevoli colleghi dell’Isola.

Meritatamente. Perchè sebbene la fama dei Cottone circolasse già negli ambienti di gourmet e gourmand, adesso, Emanuele e il figlio sono diventati sempre più contesi e protagonisti di laboratori del gusto, di showcooking, di serate promosse da enoteche e da ristoranti.