Tuesday, September 17, 2019
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Stretto di Messina: il fenomeno della Fata Morgana

Racconta la leggenda che Morgana uscì dall’acqua con un cocchio tirato da sette cavalli e gettò nell’acqua tre sassi: un sortilegio che trasformò la superficie del mare in cristallo, facendo sì che riflettesse magicamente l’immagine

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Da dove viene il fenomeno della Fata Morgana? Probabilmente i viaggiatori che hanno fatto tappa sull’Isola raccontavano tutti qualcosa scambiando tra loro impressioni, magari davanti a un bicchiere di vino in una taverna, in attesa di una nave o di chissà quale altro mezzo di trasporto. I siciliani non hanno perso tempo, e le storie che hanno carpito le hanno subito riadattate. Basta pensare alle leggende africane che hanno ispirato il ciclo di Giufà.

Secondo la versione di Goffredo di Monmouth, datata 1135, Artù vivrebbe tuttora nell’Avalon, l’isola dell’eternità celata nientemeno che nella bocca dell’Etna. Leggermente diversa l’interpretazione di Chrétien de Troyes, che sull’Etna-Avalon colloca Morgana, intenta a curare il mago Merlino.

La versione siciliana ci tramanda che, dopo aver condotto il suo fratellastro Artù ai piedi dell’Etna, la celtica fata mutaforme Morgana si trasferì in Sicilia, scegliendo un posto inaccessibile tra l’Etna e lo stretto di Messina. Qui, Morgana costruì addirittura un palazzo di cristallo che scintillava nel sole. Racconta la leggenda che Morgana uscì dall’acqua con un cocchio tirato da sette cavalli e gettò nell’acqua tre sassi: un sortilegio che trasformò la superficie del mare in cristallo, facendo sì che riflettesse magicamente l’immagine di una città in continuo movimento. La visione trasse in inganno un re barbaro che, ammirandola dalla sponda calabra, ne fu rapito al punto da decidere di conquistare la Sicilia. Partito alla carica, affogò miseramente.

L’attaccamento dei siciliani a questa leggenda è talmente radicato che ancora oggi viene chiamato “fata Morgana” un fenomeno ottico che si ammira spesso nello stretto di Messina e nell’isola di Favignana. Con «le giuste condizioni atmosferiche e una particolare distribuzione dell’indice di rifrazione della luce del sole in diversi strati d’aria», come dicono gli esperti, si assiste a uno spettacolo
assimilabile al miraggio.

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