Tuesday, September 17, 2019
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Palermo: andare in giro in bicicletta anche d’inverno

Qualcuno dice che la bicicletta è un mezzo povero, ma io dico no: la bicicletta è un lusso. Un vero, autentico lusso. Per trovare la libertà in una bicicletta devi avere fantasia, gambe, polmoni, devi

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Premetto, non mi vedrete mai avvolta in un telo antipioggia, io sono troppo fashion per farlo, a costo di perdermi la messimpiega, il cappuccio non lo tiro su (a meno che il parrucchiere non mi sia costato un occhio della testa allora mi concedo una proroga), ma una certezza c’è, d’inverno, io alla bicicletta non rinuncio.

Proprio non li capisco quelli che lasciano la bicicletta nel periodo invernale a impolverarsi nel garage dicendo “in primavera la prendo”, credetemi, nel 99% dei casi non lo faranno, un giorno la agguenteranno forse, ma a quel punto la bicicletta gli si rivolterà contro, quando le olieranno la catena, come minimo, faranno la pozza di unto sul pavimento, perché o sei ciclista urbano sempre, o mai. E la bicicletta lo sa, lo sente, non ci sta a fare l’orpello, l’accessorio, come una borsetta collezione Primavera/Estate da tirare fuori nella stagione giusta.

Chiude forse, in inverno, via Divisi, a Palermo? La via che riunisce rivendite di biciclette e ciclofficine? Giammai, lavora a pieno ritmo. Per questo appena posso, per dissipare i pensieri a ogni colpo di pedale, io vado a farmi un giro al porticciolo della Cala in bicicletta. Oppure mi fiondo a scattare foto con lo smartphone al mercato di Ballarò.

La bicicletta è di moda, soprattutto la domenica mattina con il centro chiuso, diciamolo. Sfilano famiglie intere, con bici di varia misura, per via Maqueda. Qualcuno ne sfoggia modelli con qualsiasi optional cercando di spingere il velocipede a diventare uno status symbol, manco fosse una smart ultimo modello. Ma io sono certa che non ci riusciranno.

Qualcuno dice che la bicicletta è un mezzo povero, ma io dico no: la bicicletta è un lusso. Un vero, autentico lusso. Per trovare la libertà in una bicicletta devi avere fantasia, gambe, polmoni, devi essere attento, vigile, con una schiena flessibile e la testa con pochi pensieri ansiogeni, tipo: che ne sarà di me nel traffico? Cosa respirerò, su quali piste ciclabili correrò? Quanta gente mi urlerà improperi dietro non appena salirò, un istante, sul marciapiedi? La bicicletta è un lusso, perché è, come dice mio padre “suscia ca vuola” ovvero, basta uno spostamento d’aria per farla sollevare. Fragile, ma indistruttibile con la sua anima di ferro che si può storcere, ma riportare alle origini, che può essere scartavetrata e ridipinta all’infinito. E poi con quale altro mezzo ti fanno lo  sconto? Se ti presenti in bicicletta da Spinno, in via Marche, a Palermo, per mangiare qualcosa, te lo fanno!

Palermo d’inverno, regala qualche giorno di poggia e qualche sottopassaggio allagato, ma superato quello e facendo grande attenzione a evitare le pozzanghere mentre vi soprassa un’auto, è un posto meraviglioso da attraversare in bicicletta. E quando lo scrivo lo dico soprattutto agli automobilisti: è un posto magnifico, non ci sono tante salite, non ci fate stare col magone mentre arranchiamo, non ci suonate dietro, andiamo a pedali, ve lo ricordate? Se piove rimaniamo impassibili, dignitosi, con le gocce in faccia, sulla nostra due ruote che Suscia ca vuola, ma non ci prende bene, ok? Non prende bene a voi in auto, stare nella pioggia, figuratevi  a noi.

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