Tuesday, September 17, 2019
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Marsala: mangiare pane cunzatu allo Stagnone

Non stupitevi se vedrete dei mulini, qui fanno parte del processo di estrazione del sale, considerato fondamentale per lo sviluppo della zona.

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La Sicilia è attraversata dalla cosiddetta “via del sale”, un tragitto di 29 chilometri che si snoda da TrapaniMarsala lungo la SP21. È lo Stagnone, che dal 1984 è riserva naturale orientata e costituisce una tappa significativa di questo percorso che affonda nelle tradizioni dell’isola.

Dallo Stagnone – dall’acqua stagnante, appunto – si ricava il sale che viene ammonticchiato in cupolette coperte da tegole. Non stupitevi se vedrete dei mulini, qui fanno parte del processo di estrazione del sale, considerato fondamentale per lo sviluppo della zona. La laguna comprende quattro isole: l’isola Longa, la più grande; Santa Maria, coperta di vegetazione; San Pantaleo, il nome nuovo di Mothia, la più importante, eSchola, che si chiama così perché ospitava una scuola di retorica durante l’epoca romana.

Io vi segnalo Mamma Caura, una piccola pensione con un bar, che nell’ora di pranzo dispensa pane cunzatu (panino locale costituito da fette di pane rimacinato e cotto a legna, condito con olio, pepe, fette di pomodoro e alici) accanto a panini con ingredienti meno autoctoni, e arancini. Ma soprattutto, Mamma Caura serve gli aperitivi all’aperto, con vista su Mothia. E chi ama l’ora dell’aperitivo, con il tramonto che arrossa il cielo, sa di quale piacere sto parlando.

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