Tuesday, September 17, 2019
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Palermo: visitare la Villa Garibaldi a piazza Marina

Se vi trovate a Piazza Marina non potete non sentirvi immersi in un pezzo di storia della città. Il luogo riassume una serie di anime, quella a tinte fosche e quelle di una città viva, accogliente

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Se vi trovate a Piazza Marina non potete non sentirvi immersi in un pezzo di storia della città. Il luogo riassume una serie di anime, quella a tinte fosche e quelle di una città viva, accogliente e in grado di reinterpretare la propria tradizione: qui a piazza Marina si ergeva la forca per le esecuzioni, si dava fuoco alle streghe, qui si trova Palazzo Steri, con i suoi interni eleganti e affascinanti, e anche con le sue carceri dell’Inquisizione. Adesso, tutti i fine settimana a piazza Marina, proprio tutto intorno a Villa Garibaldi, si organizzano pittoreschi mercatini di bric a brac, piccolo antiquariato, vecchie cartoline, artigianato e pezzi vintage. La sera è un via vai di ragazzi, fra locali, per giri di aperitivi e cene.

Da fuori, la recinzione in ghisa della Villa Garibaldi progettata dal Basile, presenta il motivo di un cinghiale ed è molto raffinata. Dentro troverete un ficus magnolia enorme, nel tempo è diventato una specie di luogo di culto dove i turisti vanno a fare la foto, seduti sulle sue immense radici. Considerato uno dei più vecchi e grandi d’Italia, come recita la targa è stato insignito dal titolo di albero dell’Unità d’Italia con la sua altezza di 30 metri, e una circonferenza del tronco che supera i 21 metri. All’inizio del secolo scorso, nel 1909, all’ombra dei suoi rami, come ricorda una targa esterna ai giardini, si consumò il primo delitto di mafia: quello del poliziotto italo americano Joe Petrosino. Fra le piante si segnala anche un esemplare di Podocarpus neriifolius (specie originaria dell’Asia).

Come tutte le ville che si rispettino – oltre agli eleganti basamenti dell’illuminazione pubblica, fontane e un rifinito chalet – non mancano i busti di scultorei di alcuni personaggi, fra cui Giuseppe Garibaldi, a cui è dedicata la villa, Rosolino Pilo, Giovanni Corrao, Raffaele De Benedetto, Luigi Tukory, rubato nel 2015 e ritrovato poco tempo dopo, e Nicola Bălcescu.

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